Povertà: nuova social card 2013. Al via la sperimentazione per sostenere le famiglie in gravi difficoltà economiche questa volta anche quelle degli immigrati. I requisiti richiesti per accedere al beneficio, ISEE non superiore a 3.000 euro e stato di disoccupazione di entrambi i membri adulti del nucleo familiare. Possono richiederla i cittadini italiani o comunitari, i cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo nonché i familiari di cittadini italiani o comunitari senza la cittadinanza di uno Stato membro, purché titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente.

Al via la nuova social card, il nuovo strumento, istituito dall’articolo 81 del decreto legge n.112/2008, a sostegno delle famiglie con gravi difficoltà economiche. altro non è che una carta destinata all’acquisto di generi alimentari e al pagamento delle bollette energetiche. Il 3 maggio scorso è stato pubblicato in GU n.102 il decreto del Ministero del Lavoro del 10 gennaio 2013 che avvia la sperimentazione della nuova social card.

Sono dodici le città coinvolte nella sperimentazione tra cui Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona mentre la durata della sperimentazione durerà un anno. La ricaduta economica è a carico dello Stato che ha previsto un budget di 50 milioni di euro. Le risorse vengono ripartite tra i Comuni destinatari della sperimentazione, che potranno erogare le carte nei limiti del finanziamento assegnato.

La sperimentazione si rivolge a famiglie che versano in condizioni economiche e lavorative di estremo disagio, in cui siano presenti dei minori. Possono richiederla i cittadini italiani o comunitari, i cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo nonché i familiari di cittadini italiani o comunitari senza la cittadinanza di uno Stato membro, purché titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente. Nelle prossime settimane i Comuni comunicheranno le modalità di presentazione della domanda per accedere al beneficio. I Comuni, poi, dovranno, entro metà settembre, stilare una graduatoria dei richiedenti la Carta sperimentale.

I requisiti per poter accedere al beneficio per le condizioni economiche sono:

  • ISEE non superiore a 3.000 euro;
  • valore ai fini ICI della abitazione inferiore a euro 30.000;
  • altri limiti di tipo patrimoniale e reddituale (es. patrimonio mobiliare – conti correnti, etc. – inferiore a euro 8.000);
  • altri limiti sul possesso di auto e motocicli (es. assenza di autoveicoli immatricolati nei 12 mesi antecedenti la richiesta).

Per le condizioni lavorative:

  • estremo disagio lavorativo della famiglia (es. disoccupazione di tutti i membri adulti oppure, in caso di occupazione, redditi da lavoro complessivamente inferiori a euro 4.000 nei sei mesi precedenti).

Altri requisiti

precedenza per l’accesso alla sperimentazione, a parità di altri condizioni, per i Nuclei Familiari in almeno una delle seguenti condizioni:

  • disagio abitativo;
  • nucleo familiare costituito esclusivamente da genitore solo e figli minorenni;
  • nucleo familiare con tre o più figli minorenni ovvero con due figli e in attesa del terzo figlio;
  • nucleo familiare con uno o più figli minorenni con disabilità;
  • ulteriori criteri potranno essere identificati dai Comuni.

Il beneficio verrà calcolato sulla base del numero del nucleo familiare e sarà di gran lunga superiore a quello previsto dalla social card ordinaria. L’importo mensile che si può raggiungere è di circa 400 euro per le famiglie con 5 o più membri. La nuova social card affiancherà la ‘vecchia’ carta acquisti del 2008 (articolo 81, comma 32, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133) che continuerà a essere distribuita.

Se all’interno della famiglia del richiedente siano presenti uno o più beneficiari della carta acquisti ordinaria, l’attribuzione dei benefici economici della nuova carta può avvenire solo rinunciando ai vantaggi legati al programma della vecchia carta acquisti.

La nuova social card, sottolinea Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, prevede un’estensione graduale dei beneficiari, fino a comprendere tutte le famiglie in povertà assoluta, questa volta anche per quelle degli immigrati, cioè chi non dispone dei beni e servizi necessari a raggiungere un livello di vita «minimamente accettabile». L’obiettivo chiave per cui è stata reinserita anche quest’anno è combattere la povertà minorile partendo dalle famiglie più bisognose, prime vittime di questa profonda crisi economica, una misura strutturale di contrasto alla povertà assoluta.