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Povertà energetica, nasce l’alleanza

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Comunicato stampa congiuntoAlleanza contro la POVERTÀ ENERGETICA

Call to action
www.povertaenergetica.it

L’iniziativa ADICONSUM e CANALE ENERGIA,
annunciata nel corso del convegno sul tema lo scorso 6 marzo,
fa un passo in più e avvia un percorso sinergico
tra aziende, istituzioni e consumatori finali



3 aprile 2019 – È ufficiale: è nata l’Alleanza contro la povertà energetica. L’iniziativa che vede coinvolti come fondatori ADICONSUM, associazione di consumatori fondata nel 1987 e presente su tutto il territorio nazionale, e Canale Energia, testata specializzata del settore energia e ambiente, già media partner di diversi progetti sul tema da diversi anni. 

A seguito dell’interesse suscitato nel convegno “Luce sulla povertà energetica” realizzato lo scorso 6 marzo a Roma presso la sala Nilde Iotti, Camera dei Deputati, le due realtà hanno stabilito di procedere in modo sinergico e sistematico nella sensibilizzazione di istituzioni, aziende ed enti sul tema, dando un risvolto mediatico e informativo ai diversi stakeholder che si stanno interessando al problema.

Con l’ufficializzazione della nascita dell’Alleanza contro la povertà energetica, i promotori lanciano una call to action volta all’adesione al Manifesto contro la povertà energetica al fine di:

1.   divulgare  buone pratiche di efficienza e favorire la conoscenza del bonus energia, acqua e gas;
2.   supportare alla lettura e alla semplificazione della bolletta;
3.   educare alla sostenibilità e all’efficienza energetica degli edifici;
4.   creare sinergia tra le varie iniziative in essere sul tema e gli stakeholder istituzionali.
Centro aggregatore dell’iniziativa sarà il sitowww.povertaenergetica.it, un hub per permettere l’aggregazione di notizie sul tema e creare un network di soggetti che intendono, con il supporto di ADICONSUM e Canale Energia, contrastare il fenomeno. Aziende, stakeholder istituzionali, associazioni, enti di ricerca e media sono tutti invitati a partecipare al progetto.  

 

Cos’è la povertà energetica
La povertà energetica è un problema globale: non c’è Paese che ne sia libero. I numeri parlano chiaro: ancora oggi nel mondo 1,4 miliardi di persone non hanno accesso all’energia e 2,8 miliardi non possono accedere a fonti di energia pulite ed affidabili. In Europa50 milioni di persone non riescono ad accedere a forme adeguate di energia. Nel nostro Paese sono 5 milioni i poveri energetici.
Secondo l’Osservatorio Europeo sulla povertà energetica (EPOV) “in Italia circa il 16% della popolazione non riesce a riscaldare adeguatamente la propria abitazione, contro una media Ue dell’8,7%, e quasi il 9% è in ritardo con il pagamento delle bollette, rispetto a una media Ue dell’8,1%. Inoltre il 16% della popolazione ha una spesa energetica inferiore alla soglia minima contro una media Ue del 15,1% (dati 2016)”.
Si parla spesso di povertà energetica considerando solo l’aspetto economico, ma questo fenomeno ha un costo sociale molto elevato.
Salute e alti consumi energetici sono al centro dei problemi del povero energetico che spesso è anziano, disoccupato o minorenne. Un fattore che tocca non solo l’emergenza freddo, ma anche il rischio caldo soprattutto nella terza età. In questo contesto i venditori di energia possono fare molto divulgando buone pratiche di consumo e facilitando la fruizione da parte della popolazione degli strumenti fiscali e di supporto che i singoli Stati hanno messo a disposizione. In linea con gli obiettivi Ue, il network che ADICONSUM e Canale Energiaintendono realizzare, ha lo scopo di rendere soggetti attivi e partecipi gli stessi venditori di energia a cominciare dall’Italia, guardando poi anche ai paesi europei, realizzando un sistema di informazione e best practices internazionalmente diffuso e replicabile.

Adiconsum (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente) è un’Associazione dei Consumatori costituita nel 1987 su iniziativa della CISL con sportelli di informazione e assistenza in tutte le regioni italiane presso le quali fornisce assistenza e tutela individuale e collettiva ai consumatori. Adiconsum è riconosciuta dalla legge, è membro del CNCU (Consiglio nazionale Consumatori e Utenti) presso il Ministero dello Sviluppo Economico ed è Associazione di Promozione sociale.

Canale Energia è una testata on line gratuita, specializzata in energie  sostenibilità ambientale. Sostenibilità, efficienza, bioarchitettura, ma anche industria catena di produzione del cibo e tecnologia, mobilità e scelte del consumatore. Tutto questo ècanaleenergia.com testata partner media di diversi progetti europei dedicati alla povertà energetica. L’editore, Gruppo Italia Energia, è noto nel settore del b2b in campo energetico. Edita anche le testate: Quotidiano Energia; e7, il settimanale di QE; Ch4; Italia Energia ed Eidos.  Ufficio stampa ADICONSUM NAZIONALE
Valeria Lai tel. 06 44170222 – cell. 347 9139574www.adiconsum.it
Contatti CANALE ENERGIA
redazione@canaleenergia.comcell.391.4705320
www.canalenergia.com         
 

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Consumatori

Amazon: avviata istruttoria su possibile abuso di posizione dominante in marketplace e-commerce e servizi di logistica

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Nella riunione del 10 aprile 2019 l’Autorità ha deliberato l’avvio di un procedimento istruttorio nei confronti di cinque società del gruppo Amazon, Amazon Services Europe S.à r.l., Amazon Europe Core S.à r.l., Amazon EU S.à r.l., Amazon Italia Services S.r.l. e Amazon Italia Logistica S.r.l., per accertare un presunto abuso di posizione dominante in violazione dell’art. 102 del TFUE.

In particolare, Amazon conferirebbe unicamente ai venditori terzi che aderiscono al servizio di logistica offerto da Amazon stessa (“Logistica di Amazon” o “Fulfillment by Amazon”) vantaggi in termini di visibilità della propria offerta e di miglioramento delle proprie vendite su Amazon.com, rispetto ai venditori che non sono clienti di Logistica di Amazon. Tali condotte potrebbero non essere proprie di un confronto competitivo basato sui meriti, quanto piuttosto sulla possibilità di Amazon di discriminare sulla base dell’adesione o meno da parte dei venditori al servizio di logistica FBA (“self-preferencing”).

Attraverso tali condotte, Amazon sarebbe in grado di sfruttare indebitamente la propria posizione dominante nel mercato dei servizi d’intermediazione sulle piattaforme per il commercio elettronico al fine di restringere significativamente la concorrenza nel mercato dei servizi di gestione del magazzino e di spedizione degli ordini per operatori di e-commerce (mercato dei servizi di logistica), nonché potenzialmente nel mercato dei servizi d’intermediazione sui marketplace, a danno dei consumatori finali.

Nella giornata di oggi, i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi di alcune delle società interessate, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Il procedimento si concluderà entro il 15 aprile 2020.

Roma, 16 aprile 2019

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Consumatori

idealo fa causa a Google per danni causati dall’abuso di posizione dominante sul mercato

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15 Aprile 2019 –  idealo internet GmbH (“idealo”) ha presentato presso il tribunale di Berlino  richiesta di risarcimento danni dell’ammontare di circa mezzo miliardo di euro nei confronti di Google per abuso di posizione dominante sul mercato.

Contenuto della richiesta

La richiesta si basa sull’abuso di posizione dominante sul mercato da parte di Google come motore di ricerca che promuove il proprio servizio di comparazione di prezzi.

L’ammontare del risarcimento danni richiesto nella causa è stimato da idealo a circa mezzo miliardo di euro (inclusi interessi). idealo si riserva il diritto di aumentare questo importo nel corso del procedimento – dopo che Google avrà fornito le informazioni rilevanti. idealo si aspetta che il contenzioso giudiziario duri molti anni e passi attraverso diversi gradi di giudizio.

Per circa 10 anni, la Commissione Europea ha condotto indagini sull’illegalità della promozione di Google in merito ai propri prodotti e al servizio di comparazione di prezzi. Dal 2008, Google ha dato al suo servizio di comparazione prezzi un vantaggio illecito e anticoncorrenziale, collocandolo bene in vista in cima ai suoi risultati di ricerca e, contemporaneamente, retrocedendo le offerte concorrenti. A peggiorare le cose, il servizio di comparazione di prodotti e prezzi di Google, vista la qualità mediocre e la carenza di contenuto unico e originale, non avrebbe ancora avuto la possibilità giuridica di essere collocato tra i primi risultati nelle ricerche di Google basate sulla rilevanza. La direzione di Google ha riconosciuto fin da subito che il servizio di comparazione di prezzi offerto da Google “semplicemente non funziona”. Con la piena consapevolezza di queste circostanze, e senza l’analisi di queste debolezze, Google ha posizionato nei suoi risultati di ricerca il suo servizio al di sopra di quelli della sua concorrenza: “Abbiamo concordato quanto segue: * Il servizio OneBox [Product Universal] dovrebbe apparire in cima alla pagina ogni volta che il primo risultato appartiene ad un altro motore di comparazione per lo shopping…”.  Pertanto, Google ha impedito ai suoi concorrenti, come idealo e altri comparatori di prodotti e prezzi, di presentare equamente i loro servizi ai consumatori.

In questo modo, l’azienda sta violando le leggi antitrust nazionali ed europee. La Commissione europea ha quindi imposto a Google nel 2017 una multa record di 2,42 miliardi di euro e rilevato che i suoi concorrenti possono richiedere un risarcimento danni attraverso le corti nazionali.

Abuso di mercato continuativo

Secondo il punto di vista di idealo, l’abuso di Google è continuativo in quanto non sono stati fatti passi sufficienti per assicurare un trattamento equo dei servizi di comparazione di prodotti e prezzi. Google continua a posizionare i propri servizi in cima ai risultati di ricerca e fornisce a se stesso un vantaggio spropositato. Il ricorso alle vie legali da parte di idealo è quindi un passo logico e la necessaria conseguenza alle conclusioni della Commissione europea nell’ambito degli sforzi di idealo verso una competizione imparziale ed una trasparenza dei prezzi per i consumatori. idealo continua a seguire da vicino i procedimenti in corso della Commissione europea contro Google e, per via della sua società sussidiaria Visual Meta (Ladenzeile.de), partecipa anche come terzo interveniente contro l’appello di Google davanti al Tribunale dell’Unione Europea – insieme alla Repubblica Federale di Germania, il BEUC (Ufficio europeo delle Unioni dei consumatori), e molte altre società e associazioni di imprese colpite.

Philipp Peitsch, AD di idealo evidenzia che “La concorrenza leale su internet è possibile solo se ai monopolisti come Google non è concesso di discriminare altri operatori di mercato in loro favore. Con questo procedimento legale vogliamo mandare un segnale, ovvero che chiunque può difendersi dal comportamento scorretto di Google. La condotta di Google mette a repentaglio la varietà delle offerte dei servizi e dell’innovazione su internet e abusa della fiducia dei consumatori. Per noi, la richiesta di risarcimento danni è un passo intermedio necessario e logico come parte del nostro impegno per una concorrenza leale e una diversità nel mercato, così come per la trasparenza dei prezzi per i consumatori”.

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Consumatori

AGCOM: CRESCE NEL PRIMO BIMESTRE 2019 LA DISINFORMAZIONE ONLINE

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Nel primo bimestre 2019, cresce la disinformazione online prodotta in Italia (+10% nel giorno medio di gennaio, +4% nel giorno medio di febbraio). Si riscontra una sempre più marcata concentrazione della disinformazione sugli argomenti di cronaca e politica, che congiuntamente rappresentano il 56% del totale dei contenuti fake, 3 punti percentuali in più rispetto alla media del 2018. È quanto rileva il secondo numero dell’Osservatorio
sulla disinformazione online pubblicato oggi dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

L’analisi del contenuto testuale di tutti gli articoli prodotti dai siti di disinformazione nei primi due mesi dell’anno evidenzia l’emergere di 5 principali tematiche oggetto di trattazione, quali cronaca nera e giudiziaria, politica e affari di governo, lavoro e stili di vita, questioni economiche, e condizioni meteorologiche.
Con particolare riguardo alle elezioni europee, l’esame di milioni di documenti generati da migliaia di fonti mostra un incremento dello spazio complessivamente dedicato al tema sia dall’informazione che dalla disinformazione. Tuttavia, i contenuti di disinformazione, rispetto a quelli informativi (soprattutto di Tv e radio), tendono a concentrarsi maggiormente sulle tematiche con un forte impatto emotivo piuttosto che sullo specifico argomento delle elezioni europee.
Tra i temi di rilevanza europea individuati da Eurobarometro, criminalità, immigrazione e disoccupazione continuano ad essere i più trattati in Italia dalle fonti di disinformazione.
La criminalità è la tematica più trattata sia dai siti che dalle pagine/account social di disinformazione, mentre l’immigrazione è quella su cui la disinformazione incide maggiormente.
Roma, 08 aprile 2019

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