La decisione del Ministero dell’istruzione di non risarcire i docenti precari che, tramite il Codacons, hanno ottenuto dai tribunali di tutta Italia il riconoscimento dei loro diritti, sta costando caro al dicastero. A seguito degli atti di pignoramento avviati dall’associazione per far ottenere ai precari quanto disposto nelle sentenze dei giudici, stanno arrivando i primi provvedimenti che rischiano di svuotare le casse del Ministero.

La Banca d’Italia, infatti, ha emesso ben 8 provvedimenti attraverso i quali, con riferimento alle procedure esecutive avviate dal Codacons, dichiara di aver accantonato per conto della Tesoreria dello Stato la somma complessiva di 331.544 euro (pari agli importi precettati maggiorati del 50%), soldi che saranno presi dal F.A.R. – FONDO AGEVOLAZIONI ALLA RICERCA di pertinenza del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca.

“Siccome il Ministero non ha voluto rispettare le sentenze dei giudici, che avevano riconosciuto ai docenti precari il risarcimento del danno per la mancata trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, siamo stati costretti a chiedere il pignoramento dei beni del dicastero – spiega il Presidente Carlo Rienzi – La Banca d’Italia è stata quindi costretta dal Codacons ad accantonare delle somme allo scopo di soddisfare le disposizioni dei tribunali, andando a pescare i soldi dal Fondo Agevolazioni alla Ricerca. Il comportamento del Miur è gravissimo non solo perché va a danno della ricerca, che già gode di fondi bassissimi in Italia, ma anche perché il mancato rispetto delle sentenze porta a pagare somme maggiorate del 50% così come prevede la legge” – conclude Rienzi.
Il Codacons ricorda infine che è ancora possibile per i precari della scuola italiane aderire all’azione promossa dall’associazione per ottenere il risarcimento dei danni dallo Stato Italiano.