Codici: più politiche per le piccole e medie imprese. Oggi si parla del triste record delle 47mila aziende protestate, su cui pesa sicuramente anche la pressione fiscale

Dal Bollettino delle entrate tributarie del 2012 (Dipartimento delle Finanze) si apprendono i dati riguardanti l’andamento delle entrate tributarie. Nel 2012 le entrate tributarie erariali hanno fatto registrare una crescita del 2,8% rispetto all’anno precedente.

Per capire meglio i numeri che si esporranno anche di seguito è bene però considerare che questo 2,8% è comprensivo anche della diminuzione del gettito Iva dell’1,9%, quindi, in realtà, gli aumenti sulle imposte che pesano sui consumatori sono decisamente rilevanti. Insomma, diminuisce la voce che indica il vigore dei rapporti commerciali (l’Iva), ma aumenta la pressione fiscale su beni e servizi essenziali, che complessivamente arriva al 4,7% (2,8% più 1,9%). Vediamo nel dettaglio le singole voci.

  • Il gettito Irpef nel 2012 è cresciuto dell’1% (+1.865 milioni di euro).
  • Il gettito Ires ha mostrato una variazione tendenziale positiva dell’1,9% (+679 milioni di euro).
  • L’Imu ha fatto registrare un gettito di 8.007 milioni di euro.
  • Aumento significativo anche per l’imposta sui redditi di natura finanziaria: 46,8% (+3.580 milioni di euro).
  • L’imposta di bollo registra un incremento dell’11,2% (+62 milioni di euro).
  • Positivo anche l’aumento del gettito dell’imposta sugli oli minerali, 23,9%, paria a +4.954 milioni di euro.
  • L’imposta di consumo sul gas metano segna una flessione del 13,5%, pari a -642 milioni di euro.
  • Il gettito dell’imposta sull’energia elettrica aumenta del 114,1% (+1.480 milioni di euro).

Oggi le fonti di cronaca riportano un altro dato importante, che riguarda il record delle aziende che nell’ultimo anno hanno accusato almeno un protesto: sono ben 47 mila. Si consideri che rispetto al 2007 la crescita è del 45%. Sul triste record pesa sicuramente l’aumento della pressione fiscale, che influisce in maniera rilevante sulle tasche di cittadini e imprenditori.

“Questo è il quadro di una crisi che perdura ormai da troppo tempo e che non sembra volgere al termine – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – L’associazione chiede alle amministrazioni competenti più politiche in favore delle piccole e medie imprese, che devono essere tutelate e messe nelle condizioni di poter crescere sopravvivere e”.