La decisione di Mario Draghi di tagliare ancora il costo del denaro dovrebbe rendere più facile avere prestiti per i cittadini europei.

20131029-123650.jpgMario Draghi, a capo della Banca Centrale Europea,  ha abbassato il costo del denaro al minimo storico mai raggiunto dopo che già a maggio 2013 la Bce era intervenuta con un taglio netto dei tassi allo 0,5%. Questa manovra è stata fatta soprattutto per cercare di dare slancio al mercato della concessione di finanziamenti e prestiti alle famiglie e alle imprese.

Il commento di Draghi su questo punto è molto deciso: “Se la situazione economica complessiva è migliorata, i tassi sui prestiti variano ancora molto in base al paese dove si trova il creditore”. Un riferimento quindi alle difficoltà nell’ accesso ai prestiti on line o offline che ogni paese sta affrontando, uno su tutti proprio l’Italia.

La motivazione principale di questo taglio è stata, appunto, la ricerca di nuova linfa per i mercati e per le imprese, ma secondo gli analisti la mossa potrebbe risultare un’arma a doppio taglio. Infatti il costo del denaro così basso può sì favorire l’accesso al credito per le piccole e medie imprese, ma allo stesso tempo potrebbe aiutare solo quelle tedesche a guadagnare di più grazie allo spread vigente.

Ci sono anche voci che parlano di un nuovo taglio già previsto per dicembre, anche se per ora nulla è stato confermato da fonti ufficiali. La speranza è che con questi tassi veramente le Pmi e le famiglie in difficoltà possano avere prestiti più facilmente, anche perchè, come ricordato da Draghi, le Pmi “assicurano il 75 per cento del lavoro nell’area euro”.

La reazione dei mercati alla notizia del taglio dello 0,25% non è stata tuttavia delle migliori, infatti giovedì le principali piazze europee hanno chiuso in calo, con Milano ha perso lo 0,7%. Draghi però non ha smentito ulteriori cali nei prossimi mesi “c’è ancora spazio per i tagli”, ha sottolineato.