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Prezzi come gli anni 50? Il motivo, l’Italia è allo sbando. Leggete qua perchè….

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Istat: prezzi in discesa! Siamo tornati al ‘59?

No, siamo allo sbando!

banconote_moneteL’Istat periodicamente fotografa l’andamento dell’economia. Questa volta ci dice che i prezzi sono freddi come non accadeva dal 1959. Il fatto che quell’anno sia molto lontano nel tempo non comporta che le cose andassero allora peggio di adesso; anzi. A quell’epoca i prezzi scendevano perché le produzioni salivano impetuosamente. Nonostante la domanda fosse elevata e la gente ricorresse spesso a chili di cambiali (anche allora il contante scarseggiava nelle tasche degli italiani) per acquistare l’agognata casa, auto o elettrodomestico, le produzioni salivano molto di più e tenevano bassi i prezzi grazie ad una salutare concorrenza tra produttori; si era vicini alla piena occupazione. Era il miracolo economico italiano che rese fortissima la nostra moneta. Oggi i prezzi sono bassi e scendono per il motivo inverso: la gente non può acquistare come vorrebbe, non vi sono più le cambiali, né gli assegni trasferibili e i prodotti offerti dalle imprese (specie di importazione resa libera dalla mondializzazione) sono molto di più i quelli che la gente può acquistare. Non è questione solo nazionale tant’è che financo il petrolio viene offerto in eccedenza rispetto alla domanda globale e quindi ne scende di prezzo comprimendo anche quello dei carburanti italiani.

Ma la depressione italiana è ancora più seria in quanto colpisce anche il “carrello della spesa” e cioè i prodotti di prima necessità che stanno divenendo un lusso per sempre più consumatori. I prezzi di questi prodotti sono i meno volatili proprio perché si tratta di quelli cui si rinuncia per ultimo. La notizia di prezzi in discesa sarebbe cosa positiva per il consumatore se fosse -come nel ’59- il frutto del miracolo economico, ma è invece il figlio del crollo della domanda a sua volta determinata da bassa e cattiva (precaria e malpagata) occupazione. Il tasso di riduzione dei prezzi è un po’ la misura del livello di una febbre dovuta ad una malattia. Per avere però una idea più precisa del disagio che ha prodotto questa situazione ci si dovrebbe chiedere: quale sarebbe l’andamento dei prezzi se le imprese che nei passati anni hanno chiuso fossero operative? Infatti l’attuale andamento dell’inflazione “beneficia” della riduzione di offerta dovuta alla contrazione delle produzioni delle imprese esistenti e alla chiusura di moltissime aziende fallite. Quindi l’attuale livello basso dei prezzi è, di fatto, “gonfiato” dalla riduzione dell’offerta dovuta proprio alla crisi delle imprese, e quindi sarebbe di gran lunga più basso se solo una parte degli attuali disoccupati fosse al lavoro. Infatti una cosa è dire che i prezzi sono diminuiti a parità di offerta e di offerenti, altra cosa è dirlo con una offerta ridotta al lumicino e quindi con una disoccupazione elevata. Dovremmo, paradossalmente, dire che “per fortuna alcune imprese hanno chiuso o hanno licenziato i dipendenti se no neanche quelle che oggi sono sopravvissute non avrebbero clienti per i propri prodotti”. Per dirla in altro modo; una cosa è una inflazione -0,1 con disoccupazione al 4% (Germania) altra cosa è lo stesso tasso con disoccupazione al 25% o al 11 come in Spagna e Italia; una cosa è l’attuale tasso di inflazione altra e, diversissima, era quello, statisticamente uguale ad oggi, del ’59!!!! lo stesso indicatore non fotografa la stessa realtà. Serve un dato sull’inflazione ponderato dalla disoccupazione!

Questo dato -che offrirebbe un indice molto più realistico e comparabile con gli anni passati- non è possibile ai pur probi esperti dell’Istat e quindi possiamo solo stimarlo.

 

E stimiamo che sarebbe catastrofico!

 

Bari, 6,1,15                   Canio Trione

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Consumatori

Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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