Il 15 febbraio scorso L’Associazione Codici è intervenuta presso la Commissione Igiene e Sanità del Senato per discutere in merito all’esame delle due proposte di legge n. 499/2013 e 500/2013 sui farmaci veterinari, ritenendo su basi oggettive che vi sia una palese discrepanza tra il costo di questi ultimi e quelli umani.

Non esiste infatti una normativa univoca in merito, e questo determina che i farmaci veterinari, pur contenendo lo stesso principio attivo di quelli umani, arrivino a costare fino a 10 volte di più.

Alla luce di queste considerazioni e delle segnalazioni che ci pervengono dai consumatori chiedendoci di essere tutelati dai prezzi esorbitanti, l’Associazione Codici ha deciso di fare una segnalazione all’Antitrust della quale vi faremo sapere gli esiti.

L’elevato costo dei farmaci veterinari impedisce l’effettiva tutela della salute degli animali, rendendo impossibile per molte persone acquistare i farmaci necessari, con problemi serissimi per chi deve affrontare le cure di patologie croniche.

Il problema sta nel fatto che il mercato dei farmaci veterinari non ha alcun meccanismo di regolamentazione dei prezzi, contrariamente a quanto avviene per i farmaci umani, questo perché le imprese produttrici sono poche e dettano le regole.

L’Associazione Codici sostiene fermamente la necessità di regolamentare il settore attraverso politiche adeguate e prezzi giustificati.

Non accettiamo più che anche quando le molecole per uso veterinario, seppur in tutto e per tutto uguali a quelle utilizzate per gli umani, arrivino a costare fino a 90/100 volte in più, come nel caso del ketoprofene.