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Consumatori

Prezzi energia, ecco chi ha fatto sparire 1 miliardo di euro

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Qualcuno ha fatto sparire un miliardo di euro e l’autorità non se n’è accorta in tempo, per quello vi chiede di anticipare i soldi!!! Poi vedremo.

Si è svolta dinanzi alla 10ª Commissione del Senato il 13 settembre, l’audizione parlamentare richiesta dai rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori sull’indagine dei prezzi di energia e gas, fattore strategico per la crescita del sistema produttivo del Paese.

In particolare si vuole fare chiarezza sui costi dei servizi di dispacciamento dell’energia elettrica, l’attività con cui Terna gestisce la rete elettrica nazionale, per mantenere in equilibrio domanda e offerta ed evitare interruzioni di corrente.
Esaminando i seguenti operatori: Terna, Enel Distribuzione, Snam Rete Gas, Enel Rete Gas, Italgas, Stogit, è stato rilevato che, quasi tutti, hanno ottenuto un ritorno medio sugli investimenti decisamente superiore al target fissato dall’Autorità per l’Energia.
Nel trimestre marzo-giugno 2016 sono state riscontrate sul mercato elettrico una serie di anomalie che hanno portato ad un aumento dei costi del dispacciamento e di conseguenza delle tariffe elettriche. Un’impennata rispetto all’anno precedente che non sembra avere lecite motivazioni.
L’analisi dei guadagni mostra una certa concentrazione su poche aziende, anche se qualche vantaggio è marginale è stato portato a casa da tutte le aziende operanti nel dispacciamento.
Sta di fatto che alcune tra queste società hanno tratto più vantaggi dalle “anomalie” registrate sul dispacciamento e intendiamo dimostrare quali ai senatori, dati alla mano. Da febbraio 2016 i costi di dispacciamento hanno cominciato ad aumentare in modo considerevole. Per alcune centrali, nello specifico ENEL Produzione SpA, EPH Produzione SpA, Sorgenia SpA, Edison Trading SpA, Tirreno Power SpA, SET SpA, GDF SUEZ Energia Italia SpA, i margini sono stati considerevolmente maggiori. In totale sono stati evidenziati extra margini, e quindi extra costi, per 928 milioni di euro. Ne risultano, dunque, marginalità di natura speculativa che non erano dovute.
In particolare, tra marzo e giugno, alcune tra queste hanno registrato quasi un miliardo di guadagno in più rispetto alle condizioni ordinarie. Ebbene, i margini Enel sono triplicati, quelli di Sorgenia quadruplicati confrontando il periodo gennaio giugno 2016 con lo stesso periodo 2015. Costi che ricadranno interamente in bolletta. Il tutto, quindi, a danno dei consumatori.
E’ probabile che queste aziende, e, in particolare Enel, abbiano avuto comportamenti speculativi sull’attività di dispacciamento e di conseguenza, nel caso in cui venga dimostrato, gliene venga attribuita responsabilità economica.
Per questi motivi, l’Associazione Codici, in coordinamento con un gruppo di associazioni costituito da Adusbef, Codici Associazione Consumatori, Greenpeace, Legambiente, Italia Solare, Kyoto Club, WWF, ha promosso una serie di  “emendamenti preparati per  superare quegli ostacoli alla libera concorrenza contenuti nei sistemi tariffari e nella disciplina delle reti”.
Quello che oggi si chiede alla commissione è di aprire una commissione d’indagine sull’accaduto, al fine di accertare le responsabilità per la mancata vigilanza. Chiediamo al Governo di intervenire per interrompere gli aumenti dei costi di dispacciamento e di operare una profonda revisione delle strutture della distribuzione e del dispacciamento che, per quanto accaduto, non può essere di certo operata dall’Autorità per l’energia, che non ha vigilato come avrebbe dovuto. Chiediamo che venga fatta chiarezza su comportamenti evidentemente illeciti e che i consumatori possano ritenersi tutelati.

Per rilascolare l’audizione (dal minuto 43),clicca al seguente link http://webtv.senato.it/webtv_live

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Consumatori

Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Consumatori

Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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Consumatori

#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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