L’accesso ai dati personali deve essere sempre gratuito e si distingue dall’accesso ai documenti bancari per cui l’art. 119 TUB prevede la possibilità di addebitare i relativi costi di produzione documentale. Lo ha stabilito il Garante per la protezione dei dati personali, pronunciandosi sul ricorso presentato da un avvocato del Codacons.

Il Garante – spiega l’associazione – ha riconosciuto la differenza fondamentale fra dati bancari, la cui esibizione è disciplinata dalle norme contenute nel Testo Unico Bancario, e dati personali, questi ultimi accessibili sempre gratuitamente, come stabilisce il Codice della Privacy. Sono considerati dati personali, secondo il Garante, anche le operazioni di acquisto e vendita di titoli effettuati sui conti correnti aperti presso la banca titolare del trattamento dei dati.

Queste richieste, inoltre, non devono essere motivate e possono anche essere finalizzate alla tutela di diritti patrimoniali, senza, per questo, comportare comunque spesa alcuna a carico del richiedente.