La proposta di legge italiana sullo “Sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico”risulta confusionale e poco incisiva sia per i produttori che per i consumatori. C’è intenzione di creare un “comitato per l’agricoltura biologica”, il quale avrà l’onere di gestire l’intera disciplina nel mercato italiano, senza stabilire i criteri e le competenze richieste per le nomine, gettando un velo di ombra sull’organismo decisionale, ma soprattutto l’intento di frammentare il sistema decisionale dell’agroalimentare italiano. Avremo un “fondo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica” dotato di 37 milioni di € da utilizzare nel triennio 2014-2017, in cui non vengono menzionate le associazioni dei consumatori, enti portatori dell’interesse collettivo dei consumatori, impegnate quotidianamente nell’educazione alimentare su scala nazionale.

“Forse dovranno finanziare fondazioni, oppure associazioni costituite ad hoc? Su questo saremo ben attenti a vigilare”, commenta Matteo Pennacchia.

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Sulla questione delle certificazioni dei prodotti biologici, la proposta di legge delega troppo gli enti privati, anche riguardo la questione dei prodotti biologici importati dai paesi terzi dell’UE, molto meno severi nel controllare come avviene nel nostro continente. Dalla proposta di legge, non emerge la rilevante questione della contraffazione alimentare, gravissimo problema del settore, che in Italia ogni anno muove 60 miliardi di euro:

“Pensate che sono previste solamente sanzioni amministrative da 3000 a 20000 euro per coloro che falsificano il marchio bio, inducendo le agromafie a perseverare il loro operato, a discapito dei consumatori”, continua Matteo Pennacchia.

Riguardo la posizione del Codici, spicca l’emendamento alla proposta di nuovo regolamento UE sulla disciplina biologica, relativo all’etichettatura in inglese che accompagnerà l’etichettatura già presente nella lingua di ogni paese membro: “visto l’aumento del 60% della mobilità europea negli ultimi dieci anni, è fondamentale garantire una trasparenza delle informazioni sull’etichettatura dei prodotti biologici pre-imballati, fornendo ad ogni cittadino europeo totale cognizione dell’acquisto ovunque si trovi”, conclude Matteo Pennacchia.
Matteo Pennacchia – settore agroalimentare Codici