L’estate è alle porte, il maltempo sta finalmente diventando solo un brutto ricordo e i cittadini stanno cominciando ad affollare sempre più spesso le spiagge italiane. E allora si comincia con i preparativi per la cosiddetta “prova costume”, momento temuto soprattutto dalle donne, ma di cui anche gli uomini hanno cominciato a tener conto negli ultimi anni. La domanda è: come fare a perdere quei chili accumulati durante l’inverno?

Sopraggiunge in aiuto la televisione, ma anche internet e mezzi cartacei, che attuano un vero e proprio bombardamento con promesse di dimagrimento veloce ed efficace. Stiamo parlando delle pubblicità di prodotti “miracolosi”, che permettono ad esempio, di sopprimere l’assorbimento delle calorie, polverizzare il grasso in eccesso, ottenere dimagrimenti localizzati in pochissimi giorni, perdere un chilo in 24 ore.

Le promesse in questione sono palesemente ingannevoli, per questo motivo il Codici ha inviato una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha accolto pienamente le contestazioni dell’Associazione. L’Autorità, infatti, ha riconosciuto che le informazioni fornite ai consumatori sono ingannevoli già in ragione delle caratteristiche quantitative e temporali del dimagrimento prospettato per ogni singolo prodotto dimagrante. I risultati promessi appaiono privi di fondamento scientifico, in quanto non sembra possibile che i prodotti possano consentire a qualsiasi soggetto in sovrappeso di conseguire una perdita di peso di entità elevatissima (ad es. 1 kg) in tempi brevissimi (ad es. 7 giorni). La scorrettezza sussiste anche in merito ad affermazioni del tipo: “senza rinunce”, “senza dieta, né privazioni”, “dimagrire mangiando”. È noto, infatti, che non esiste alcun prodotto che permetta di perdere peso senza seguire un regime alimentare controllato o senza svolgere attività fisica.

“Il Garante dispone la sospensione delle attività di promozione dei prodotti dimagranti segnalati, sia per quanto riguarda la commercializzazione tramite siti internet, che per le lettere di accompagnamento dei prodotti, l’invio di mail recanti newsletter – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Siamo molto soddisfatti di tali risultati, perché le pubblicità ingannevoli erano oramai all’ordine del giorno. I consumatori hanno il diritto di essere correttamente informati sui prodotti che acquistano, senza essere presi in giro con promesse miracolose che in realtà sono impossibili da realizzare”.