Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a maggio sale dello 0,1% su aprile e scende del 4,2% su base tendenziale.

Per il Codacons il fatto che il dato rispetto ad aprile 2013 sia apparentemente positivo, + 0,1%, non deve trarre in inganno. L’Istat, infatti, corregge i dati per gli effetti di calendario solo per calcolare le variazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (variazioni tendenziali) e non su base congiunturale.

Se si considera, quindi, che ad aprile c’è un giorno in meno rispetto a maggio e c’era un giorno festivo in più (Lunedi dell’Angelo e 25 aprile, contro I° maggio), ecco che il misero 0,1% in più è già annullato.
Insomma la produzione industriale non può che scendere fino a che i consumi sono in caduta libera. Solo le imprese che esportano possono avere risultati positivi, grazie al traino della domanda estera.

Unica possibilità di invertire la rotta è ridare capacità di spesa alle famiglie italiane riducendo le spese obbligate che oramai, anche per il ceto medio, riguardano l’intero stipendio.