Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria ad agosto torna a crescere, almeno su base mensile, con un aumento dell’1,0%, ma registra un calo, il ventesimo consecutivo, su base annua, pari al -4,8%.
Per il Codacons questi dati negativi dipendono dal crollo dei consumi delle famiglie. E’ di tutta evidenza, infatti, che fino a che i consumatori non acquistano, le imprese non vendono, salvo siano trainate dalle esportazioni e dalla domanda estera. Anche un’impresa che punta tutto sulle esportazioni, comunque, risente della cattiva performance del mercato interno.
Per questo il Codacons invita il Governo a rivedere la legge di stabilità, seguendo la logica di spostare la tassazione dai consumi ai patrimoni, dall’Iva all’Irpef, dal lavoro alle rendite finanziarie, dai lavoratori dipendenti agli speculatori finanziari.
Tradotto, significa ripristinare l’aliquota ordinaria Iva al 21%, ridurre ulteriormente il cuneo fiscale, scegliendo però di aumentare la parte in busta paga e non demandando la decisione alle parti sociali, compensando il minor gettito con l’aumento dell’Imu sulle terze case e, come sembrava originariamente previsto nella prima versione della legge di stabilità, con l’innalzamento dell’aliquota sulle rendite finanziarie, ma non dal 20% al 22%, bensì dal 20 al 27%