Nella mattinata di ieri, 20 luglio(guarda il video), le organizzazioni sindacali dei lavoratori di Equitalia, hanno  disposto un presidio nella piazza di Montecitorio per manifestare le loro preoccupazioni in seguito alle affermazioni del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi , sull’abolizione dell’ Ente.
Le forti dichiarazioni rilasciate dal premier, hanno creato molte ansie nei dipendenti  di Equitalia, che si occupa della riscossione dei tributi e conta circa 8000 addetti in tutta Italia.
I dipendenti  che prima erano dipendenti delle banche, in seguito all’accordo, nel 2007, tra i sindacati (CGL, CISL E UIL) e alla nascita di Equitalia, diventano dipendenti di quest’ultima e vengono equiparati a dipendenti pubblici.

Tralasciando gli slogan politici e i discorsi volti alla propaganda elettorale, Equitalia non verrà abolita ma sarà assorbita dallo Stato e presa in carica dall’Agenzia delle Entrate. In pratica, lo stesso soggetto che effettuerà i controlli e gli accertamenti sarà anche colui che poi dovrà andare a recuperare le somme evase. In Italia tali soggetti sono sempre stati separati e l’Agente per la riscossione è stato sempre una società di diritto privato, ma partecipata dagli enti pubblici.

I dipendenti che ieri si sono uniti in protesta temono che il proprio posto di lavoro sia messo in discussione e si sentono abbandonati.

“Le proteste portate avanti dai dipendenti – commenta Luigi Gabriele di Affari Istituzionali di CODICI – non sono sostenibili. Quelli che oggi scendono in piazza perché si sentono sfruttati e abbandonati, sono gli stessi che dinanzi all’invio delle cartelle esattoriali errate, non hanno alzato una voce né mosso un dito”.

Anzi, l’invio massivo delle suddette cartelle veniva incentivato da premi produzione: i dipendenti hanno, dunque, anteposto il loro interesse personale a quello più grande dei cittadini.
Le conseguenze sono tristemente note: un numero altissimo di suicidi, la chiusura del 25% delle imprese e la situazione drammatica in cui si sono visti costretti milioni di italiani.