Anche il Movimento 5 Stelle mette i vertici Rai sotto accusa per alcuni casi di evidente e grave discriminazione commessi dalla rete a danno dei telespettatori e del pluralismo.

I parlamentari MIRELLA LIUZZI e WALTER RIZZETTO hanno infatti depositato una interrogazione parlamentare diretta al Presidente della Commissione Vigilanza Rai e al Presidente del Consiglio di Amministrazione della RAI in cui si legge testualmente:

“le associazioni dei consumatori forniscono difesa dei diritti e informazioni svolgendo un controllo di efficienza ed efficacia dei servizi pubblici, pertanto, in considerazione del loro ruolo, la Rai dovrebbe riconoscere alle stesse eguale possibilità d’ intervento ai propri programmi;
tuttavia, il Codacons denuncia che all’interno delle trasmissioni Rai vi è una presenza costante di alcune associazioni di consumatori con esclusione di altre, tra le quali il Codacons stesso;
tale associazione negli ultimi tre anni ha avviato numerose iniziative legali e non sul fronte della gestione Rai, tra le quali, un esposto alla Corte dei Conti del 18 marzo 2013 sui compensi elargiti dalla Rai a star e personaggi televisivi, cui ha fatto seguito l’apertura di un’inchiesta da parte della magistratura contabile;
il Codacons ha impugnato, con ricorso n. 5643 del 2012 al Tar del Lazio, le nomine di Anna Maria Tarantola a presidente Rai e Luigi Gubitosi a Dg Rai, mentre, con ricorso n. 1276 del 2013, sono state impugnate al Tar le nomine dei direttori del tg1, Rai news 24 e Rai 3;
a tutt’oggi, l’associazione prosegue delle azioni a tutela degli utenti che pagano il canone Rai, affinché sia garantita la qualità del servizio pubblico e una corretta gestione delle risorse dell’azienda;
a seguito di tali iniziative i rappresentanti del Codacons, un tempo regolarmente invitati alle trasmissioni di informazione e di approfondimento della rete di Stato, segnalano che, attualmente, gli è impedita qualsiasi forma di partecipazione ai programmi della tv pubblica, salvo rare ed occasionali eccezioni;
se è vero che la Rai esclude dai propri programmi di informazione le associazioni di consumatori che promuovono azioni che si contrappongono alla gestione della stessa, ciò potrebbe indurre le altre associazioni a limitare drasticamente, se non ad escludere, la loro attività a tutela dei teleutenti che possa comportare iniziative contro la Rai, pur di non perdere la visibilità che comporta la presenza sulle reti di Stato.
SI CHIEDE
se l’esclusione del Codacons dalle trasmissioni Rai possa configurare una sorta di ritorsione a danno di quei soggetti che compiono un’opera di controllo sulla Rai e di critica nei confronti della gestione dell’azienda;
quali misure si intendano assumere per sanare ogni lesione del pluralismo e delle norme previste dal contratto di servizio e garantire la più ampia rappresentatività di tutte le associazioni che per statuto tutelano i diritti degli utenti”.

Oramai le iniziative politiche contro le gravissime discriminazioni compiute da “La Vita in diretta”, Unomattina”, Radio Rai, e altre testate della rete si moltiplicano – commenta il Codacons – Nonostante una recente circolare Rai che obbliga le trasmissioni a rispettare il pluralismo e ad invitare in studio a rotazione tutte le associazioni dei consumatori, prosegue le censura a danno del Codacons, circostanza che comporterà inevitabilmente strascichi legali e azioni risarcitorie nei confronti dei responsabili di tali illeciti.