Non basta assistere ai soliti imbecilli che usano questi strumenti per infastidire forze dell’ordine impegnate in servizio, giocatori avversari negli stadi, automobilisti in passaggio dai cavalcavia delle autostrade o, come accaduto a Bergamo, piloti in fase di decollo dall’aeroporto di Orio al Serio, la pericolosità dell’uso di quelli che solo apparentemente possono essere assimilati a innocui giochi di luce, affidati alle mani di minori, causano danni fisici fino alla perdita totale della vista. Esattamente ciò che è accaduto ieri a Bologna a tre minori autoprocurandosi il danno. 

Della dannosità dello strumento se ne è appurato scientificamente, si è intervenuti sulle specifiche tecniche che ne dovrebbero regolare caratteristiche, potenza ed uso, ma si continua a tollerare che ci sia libera vendita fin sulle bancarelle poste ai lati delle strade senza un controllo di conformità. Bene ha fatto la Procura di Pordenone ad agire contro 12 venditori di queste armi mascherate da giocattoli, con sanzioni pesantissime e procedimenti penali, ma serve un intervento delle polizie locali che liberi definitivamente dalle città la vendita sin qui tollerata. Basta andare in un qualsiasi posto ad alta frequentazione per vedere ambulanti che vendono liberamente questi strumenti agitando i fasci luminosi anche sotto gli occhi delle stesse forze dell’ordine, basta andare in una qualsiasi fiera di paese per acquistarne sulle bancarelle che pure hanno avuto un permesso di stazionamento. Questa tolleranza non è più accettabile, i puntatori laser devono tornare ad essere strumenti di lavoro e la vendita deve essere regolamentata come un qualsiasi strumento adatto a procurare lesioni alle persone. Una richiesta in questo senso sarà inviata al Ministro dell’Interno dall’associazione.