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Consumatori

Rai & consumatori, tribunale: deve chiarire perché chiama sempre Federconsumatori

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Netta sconfitta su tutti i fronti della Rai dinanzi al Consiglio di Stato. I giudici di Palazzo Spada hanno infatti sonoramente bocciato la rete di Stato, colpevole di aver rifiutato al Codacons di fornire gli atti relativi alle partecipazioni degli ospiti nei programmi televisivi dell’azienda.

L’associazione aveva infatti presentato formale istanza d’accesso alla Rai csolo fedhiedendo di ottenere copia del modulo con il quale l’azienda registra la partecipazione delle associazioni ai programmi RAI, nonché i moduli utilizzati con riferimento alla presenza di Federconsumatori negli ultimi cinque anni all’interno delle trasmissioni della rete. Il Codacons contestava infatti come la RAI in molteplici circostanze aveva assicurato la presenza costante in tv sempre e solo ad una associazione (Federconsumatori) ostacolando, impedendo ed ignorando invece le altre associazioni dei consumatori.

In risposta a tale istanza, l’azienda opponeva un netto rifiuto, trincerandosi dietro anacronistiche concezioni limitative dell’istituto dell’accesso agli atti, ed invocando paradossali esigenze di riservatezza, nonostante gli ospiti di cui si chiedeva l’elenco fossero apparsi in tv all’interno di trasmissioni nazionali Rai!!

Oggi la VI sezione del Consiglio di Stato (Pres. Luigi Maruotti, Rel. Francesco Mele) ha dato una sonora bastonata alla Rai, accogliendo in pieno il ricorso dell’associazione contro la rete e contro Federconsumatori, attraverso una sentenza in cui si legge:

Le associazioni appellanti sono certamente titolari di un interesse giuridicamente tutelato ad accedere agli atti detenuti dalla s.p.a. Radiotelevisione italiana, concernenti l’istanza formulata in sede amministrativa.

[…] Orbene, l’esistenza di una pluralità di associazioni appartenenti a tale tipologia rende evidente l’interesse a che le stesse, in tale partecipazione, non subiscano discriminazioni e che abbiano una visibilità che non le ponga in posizione di rilevante inferiorità rispetto ad altre analoghe associazioni. Il modulo “tipo” deve essere osteso, risultando un documento strumentalmente collegato alla partecipazione al programma radiotelevisivo, correlato, dunque, alla situazione giuridica fatta valere con l’esercizio del diritto di accesso, la quale attiene proprio a tale partecipazione. Analoghe considerazioni di favore devono svolgersi con riferimento alla ostensione dei moduli utilizzati con riferimento a Federconsumatori negli ultimi cinque anni […]

Inoltre, vanno considerate infondate le eccezioni già formulate in primo grado dalla s.p.a. RAI circa la dedotta genericità della originaria istanza e circa le ipotizzate esigenze di tutela della riservatezza di terzi. Infatti, si tratta di documenti attinenti alla partecipazione a trasmissioni pubbliche, rispetto ai quali non sussistono esigenze di riservatezza tutelabili, rilevandosi che comunque, l’istanza è stata finalizzata ad evidenziare eventuali forme di disparità di trattamento, rilevando i dati del soggetto partecipante, le date di partecipazione, il numero delle trasmissioni ed ogni altro elemento (potendo essere oscurato in sede di rilascio della documentazione ogni eventuale dato per il quale vi siano specifiche preclusioni normative)”.

Tutto ciò considerato il CdS:

“accoglie l’appello e, per l’effetto, in parziale riforma della sentenza di primo grado, annulla il provvedimento di diniego di accesso impugnato in primo grado ed ordina alla Rai di esibire agli appellanti, anche tramite estrazione di copia entro giorni sessanta dalla comunicazione o notificazione della presente sentenza: a) il modulo con il quale si registra l’adesione delle associazioni ai programmi RAI; b) i moduli utilizzati, con riferimento a Federconsumatori negli ultimi cinque anni”.

 

Si tratta di una importantissima vittoria per il Codacons e per tutti gli utenti che invocano da sempre maggiore trasparenza in Rai – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Ora, una volta acquisiti gli atti che la rete dovrà fornire e certificata la discriminazione ai danni dell’associazione, la Rai non potrà più invitare Federconsumatori ai suoi programmi, perché dovrà riequilibrare le presenze garantendo parità di accesso a tutte le associazioni dei consumatori.

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Consumatori

Il Fatto Quotidiano: sostegno alla natalità, chi lo ha visto ?

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OGGI SUL IL #FATTOQUOTIDIANO

Sul #fattoquotidiano del 17 giugno 2019 l’approfondimento di Patrizia De Rubertis sul FONDO NATALITA’ del Governo Giallo/Verde

#Gardaland con auto blu ? Tutto è da mulino bianco.

✔️Ecco il pezzo di oggi su il Fattoquotidiano della super Patrizia De Rubertis in cui esortiamo il #governo a darsi una sveglia⏰

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Consumatori

Mercato Unico delle Comunicazioni: entrano in vigore i massimali tariffari per le chiamate internazionali nell’UE

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Dal 15 maggio il costo massimo delle chiamate internazionali all’interno dell’UE sarà di 19 centesimi + Iva al minuto e di 6 centesimi + Iva il costo massimo per l’invio di un messaggio di testo.

Dopo l’abolizione delle tariffe di roaming, l’UE effettua un ulteriore passo nella creazione di un mercato unico digitale mediante la riforma delle norme in materia di telecomunicazioni a livello UE e fissa i massimali tariffari per le chiamate internazionali. Si pone, in tal modo, fine ai costi eccessivi delle chiamate transfrontaliere sostenuti dai consumatori sia nel proprio paese che all’estero e alle grandi differenze di prezzo esistenti tra gli Stati membri. Una chiamata all’interno dell’Unione europea da rete fissa o mobile costava circa il triplo rispetto a quella nazionale (ma poteva arrivare a costare anche dieci volte di più), e il doppio se si trattava di un sms.

Le nuove tariffe che interesseranno i soli consumatori finali e che, al momento, non troveranno applicazione in Norvegia, Islanda e Liechtenstein, rappresentano una concreta risposta alle crescenti esigenze di connettività degli europei e una efficace azione atta rafforzare la competitività dell’UE.

Si tratta di una delle prime norme in materia di telecomunicazioni a trovare applicazione dal Dicembre 2018, data di entrata in vigore del Regolamento BEREC, che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Agenzia di sostegno al BEREC (Ufficio BEREC), e del Codice delle comunicazioni elettroniche europee volto a fornire un quadro normativo armonizzato per la disciplina delle reti di comunicazione elettronica e dei servizi di comunicazione elettronica.

Il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche (Direttiva (UE) 2018/1972), che dovrà essere recepito dagli Stati Membri entro la fine del 2020, porterà benefici e maggiore protezione ai consumatori sia che usino i tradizionali mezzi di comunicazione (telefonate e sms) che le App VoIP come WhatsApp o Skype, ecc.). Le nuove norme assicureranno:

  • accesso a internet a banda larga come servizio universale in modo che tutti i consumatori, compresi quelli economicamente vulnerabili, abbiano la possibilità di accedere a internet con una qualità accettabile e a prezzi accessibili;
  • informazioni maggiori e più trasparenti anche per poter comparare le differenti offerte;
  • più diritti in caso di risoluzione del contratto e quando si sottoscrivono contratti a pacchetto(per esempio tariffa con sms e chiamate incluse);
  • risarcimenti in caso di ritardi ingiustificati quando si cambia operatore
  • maggiore sicurezza per i servizi di comunicazione digitale(comprese le app online).

Al fine di garantire un approccio normativo comune e contribuire alla coerente attuazione delle nuove disposizioni, il BEREC ha pubblicato lo scorso 11 marzo delle linee guida complementari cui dovranno fare riferimento le Autorità di regolazione nazionali e ha pubblicato un video per spiegare la portata delle nuove regole in materia di roaming e chiamate internazionali all’interno dell’UE.

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Consumatori

Energia: L’ARERA precisa: lo stop ai maxi conguagli vale anche per le componenti fisse.

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12 Giugno 2019

Federconsumatori: Vigileremo affinché le compagnie rispettino questa indicazione.

Esprimiamo grande apprezzamento per il pronunciamento dell’ARERA che specifica lo stop ai maxi conguagli introdotto con la Legge di Stabilità del 2018, provvedimento che vieta ai fornitori di acqua, luce e gas di pretendere conguagli per consumi avvenuti più di due anni prima, vale per tutte le componenti della bolletta, quelle variabili e quelle fisse.

In molti casi Enel Energia, come segnala Confartigianato, ha richiesto il pagamento delle quote legate alla potenza, sostenendo che la prescrizione si applichi solo alle quote relative ai consumi.

Un importante chiarimento, quello fornito dall’Autorità, che ristabilisce equità di fronte alle pretese illegittime delle compagnie, che troppo spesso sfruttano cavilli e mancate specifiche all’interno delle normative per riscuotere costi impropri. Sarà nostra cura vigilare affinché le compagnie si attengano a tale indicazione dell’ARERA.

Invitiamo tutti i cittadini che dovessero essere incorsi in tali richieste illegittime delle società fornitrici di energia a contattare i nostri sportelli per attivare le tutele del caso.

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