“Abbiamo deciso di rivolgerci oggi stesso alla Commissione di garanzia sugli scioperi, chiedendo massima severità in caso di astensioni dal lavoro da parte dei giornalisti Rai e di danni per gli utenti – spiegano le due associazioni – La Rai, infatti, è un servizio pubblico, e come tale non può essere interrotto per decisione dei suoi dipendenti, se non nel massimo rispetto di quanto previsto dalla normativa sugli scioperi”.
“I lavoratori Rai scioperano per mantenere i propri privilegi, e ciò è vergognoso e immorale se si considerano gli sforzi richiesti alla collettività in un momento di crisi economica – affermano Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi – Gli sprechi che si annidano nelle sedi regionali della tv di Stato, nei maxi-compensi a calciatori e star varie, nell’appaltare a società esterne prodotti che potrebbero essere realizzati internamente con risparmi enormi, vengono pagati direttamente dai cittadini. Basti pensare che solo le sedi regionali, troppo spesso utilizzate a fini di clientelismo politico, costano circa 400 milioni di euro l’anno. Per tale motivo tutti i cittadini italiani condividono le misure previste dal Premier, Matteo Renzi, per riformare la Rai, e appoggeranno qualsiasi iniziativa del Governo tesa a contrastare sprechi nell’utilizzo di risorse pubbliche e strapotere dei sindacati interni all’azienda che decidono persino sulle assunzioni”.