Finisce in Parlamento la vicenda della discriminazione ai danni del Codacons da parte della Rai. Come da tempo denuncia l’associazione, infatti, l’intensa attività svolta dal Codacons a tutela dei telespettatori e dei cittadini che pagano il canone, ha dato vita ad una rappresaglia concretizzatasi nella totale esclusione dell’associazione da tutti i programmi d’informazione Rai, a vantaggio di organizzazioni dei consumatori ben più “morbide” nei confronti dell’azienda.

Tale discriminazione – spiega il Codacons – si è aggravata dopo la presentazione del famoso dossier sugli sprechi Rai, che ha portato all’apertura di una indagine da parte della Corte dei Conti.
Sulla questione è stata ora presentata una apposita interrogazione parlamentare al Presidente della Commissione di Vigilanza Roberto Fico da parte del Senatore Augusto Minzolini (Pdl), (interrogazione che si aggiunge a quella presentata oggi dal Senatore Gal, Antonio Scavone, membro della Commissione di Vigilanza), di cui si riporta integralmente il testo:

“Premesso che:
Nell’ultimo anno, la CODACONS si è trovata costretta, con costanza quasi settimanale, a sottoporre alla RAI molteplici episodi di discriminazione che il Palinsesto Rai ha operato nella “scelta” delle Associazioni e degli esperti da invitare in trasmissioni pubbliche finalizzate a garantire l’informazione agli utenti.
Non si può non considerare che episodi di discriminazione nei riguardi del CODACONS non solo sono stati già denunciati, ma continuano a manifestarsi in violazione sia del Proselitismo associativo che della correttezza e completezza dell’informazione.

È chiaro l’interesse diretto concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, dei consumatori/contribuenti anche per la corretta destinazione dei fondi pubblici e l’utilizzazione da parte della Tv di Stato secondo i principi di buon andamento, imparzialità e correttezza (e ricomprendenti proprio l’uniformità di trattamento a tutte le Associazioni inserite nello speciale elenco di cui al C.N.C.U. cui garantire, a turnazione, una presenza minima sulle reti, anche creando canale ad hoc, della concessionaria del servizio radiotelevisivo pubblico) affinché vengano approntate le misure (correttive) idonee ad assicurare nel rispetto dei principi di pluralità informativo e democrazia finalizzata a rendere consumatori e utenti edotti dei propri diritti e di come, per altro verso, tutelare i propri interessi.

Non solo, almeno da aprile 2012, il CODACONS si è visto costretto a denunciare ripetuti casi di cattiva informazione oltre che di gravissime violazioni del pluralismo informativo e della correttezza del servizio pubblico.
La Rai deve assolvere allo scopo di far prevalere l’interesse dei radio e tele ascoltatori i quali, il più delle volte, a causa di siffatte discriminazioni, ricevono una informazione carente e parziale su tematiche delicate come quelle della salute dei cittadini e della tutela dei diritti.

Si chiede,
se tale discriminazione sia la conseguenza del fatto che il CODACONS ha osato presentare ricorso al TAR contro la nomina del dott. Gubitosi e della dott.ssa Anna Maria Tarantola. Se così fosse, una ritorsione da parte dei vertici Rai nei confronti del CODACONS, che ha assunto una iniziativa legittima, sarebbe un comportamento inaccettabile e inqualificabile”.

La discriminazione compiuta dalla Rai danneggia soprattutto i telespettatori, poiché viene leso quel pluralismo che dovrebbe essere un caposaldo della rete di Stato, e potrebbe addirittura configurare una forma di abuso di atti d’ufficio in base all’art. 323 del Codice penale – spiega il Codacons – Ricordiamo inoltre agli utenti che pagano il canone che è ancora possibile aderire all’azione collettiva lanciata dalla nostra associazione, in relazione all’indagine aperta dalla magistratura sulle spese dell’azienda (per info e adesioni www.codacons.it)