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Rayanair cancella 2000 voli, le reazioni delle associazioni

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COMUNICATO CODACONS

RYANAIR, CODACONS PRESENTA ESPOSTO AD ENAC

 

COMPAGNIA DEVE INFORMARE CIRCA COMPENSAZIONE PECUNIARIA CUI HANNO DIRITTO UTENTI E RISARCIRE IN AUTOMATICO SENZA SPESE PER UTENTI

 

DISAGI ENORMI PER PASSEGGERI CHE AVEVANO ACQUISTATO BIGLIETTI

 

 

Un esposto all’Enac contro Ryanair. Ad annunciarlo il Codacons, che sta ricevendo le richieste di aiuto di centinaia di passeggeri cui è stato cancellato il volo.

“Abbiamo deciso di rivolgerci all’Enac affinché sia aperto un procedimento formale nei confronti della compagnia aerea, e sia fatta luce su come il vettore stia informando i viaggiatori – spiega il presidente Carlo Rienzi – Al di là del rimborso del biglietto, il vero nodo è il risarcimento che spetta agli utenti in caso di cancellazione in prossimità della data del volo, e che può arrivare a 600 euro a seconda della tratta. Ryanair deve assolutamente dare informazioni chiare ed esaustive ai viaggiatori, e disporre i risarcimenti in modo automatico senza alcuna spesa per i consumatori”.

Il Codacons segnala inoltre grandi disagi per i passeggeri che hanno subito la cancellazione del proprio aereo, molti dei quali hanno perso giorni di vacanza o notti in albergo non essendo riusciti a organizzare in tempo un volo alternativo.

L’associazione, infine, ricorda quali sono i diritti dei viaggiatori in caso di cancellazione del volo:

il passeggero ha diritto alla scelta tra:

–          rimborso del prezzo del biglietto per la parte del viaggio non effettuata

–          imbarco su un volo alternativo quanto prima possibile in relazione all’operativo della compagnia aerea

–          imbarco su un volo alternativo in una data successiva più conveniente per il passeggero

 

La legge prevede anche un risarcimento monetario che tuttavia viene meno quando il passeggero sia stato informato della cancellazione:

–          con almeno due settimane di preavviso

–          nel periodo compreso tra due settimane e sette giorni prima della data di partenza e nel caso in cui venga offerto un volo alternativo con partenza non più di due ore prima rispetto all’orario originariamente previsto e con arrivo presso la destinazione finale al massimo quattro ore dopo l’orario originariamente previsto

–          meno di sette giorni prima e nel caso in cui venga offerto un volo alternativo con partenza non più di un’ora prima dell’orario originariamente previsto e con arrivo presso la destinazione finale al massimo due ore dopo l’orario originariamente previsto.

 

per le tratte aeree intracomunitarie

Distanze in Km

Ammontare della compensazione

Inferiori o pari a 1500 Km

            euro 250

Superiori a 1500 Km

            euro 400

per le tratte aeree extracomunitarie

Distanze in Km

Ammontare della compensazione

Inferiori o pari a 1500 Km       

     euro 250

Comprese tra 1500 e 3500 Km

     euro 400

Superiori a 3500 Km

     euro 600

Comunicato ADUC

Ryanair, voli cancellati. Quali diritti e come farli valere
Firenze, 18 settembre 2017. In merito alla concellazione di oltre 2mila voli da parte di RyanAir, si fa presente che la compagnia aerea deve offrire al passeggero una delle seguenti scelte:
1) Rimborso del prezzo del biglietto per la parte di viaggio non usufruita oppure, in alternativa, ad un nuovo volo (riprotezione) con partenza il prima possibile o in data successiva piu’ conveniente per il passeggero, a condizioni comparabili.
2) Assistenza per chi comunque si è recato in aeroporto:
– pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa;
– adeguata sistemazione in albergo nel caso in cui siano necessari uno o piu’ pernottamenti;
– trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa;
– due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail.
(l’assistenza va data in precedenza alle persone con mobilita’ ridotta e ai loro eventuali accompagnatori nonche’ ai bambini non accompagnati).
3) Compensazione pecuniaria di:
– euro 250 per i voli, intracomunitari o internazionali, inferiori o pari a 1.500 Km;
– euro 400 per i voli intracomunitari superiori a 1.500 km e per quelli internazionali tra i 1.500 e i 3.500 km;
– euro 600 per i voli internazionali superiori a 3.500 km.
Se al passeggero viene offerta la possibilita’ di viaggiare su un volo alternativo il cui orario di arrivo non superi, rispetto al volo prenotato, rispettivamente le due, le tre o le quattro ore, la compagnia puo’ ridurre queste compensazioni del 50%.
La compensazione va pagata in contanti, con assegno bancario o con bonifico oppure, in accordo col passeggero, con buoni viaggio e/o altri servizi.
Ovviamente il pagamento della compensazione non impedisce al viaggiatore di avanzare una richiesta di rimborso del danno ulteriore, soggettivo, subito a causa del disservizio.
Per approfondimenti si veda questa scheda pratica (1).
Per ottenere quanto dovuto, è necessario per prima cosa farsi valere con una lettera raccomandata a/r o PEC di costituzione in mora da inviare a Ryanair (2). Se non si ottengono risposte soddisfacenti, ci si potrà rivolgere all’Enac (3) oppure direttamente in causa presso il giudice di pace della propria città tramite il procedimento europeo per le cause di modesta entità, senza bisogno di avvocato.
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COMUNICATO STAMPA  Confconsumatori

Cancellazione voli Ryanair:
il diritto alla libera circolazione non va in ferie

 

Almeno tre i fronti di tutela sui quali Confconsumatori sarà presente a fianco dei passeggeri: «Ci auguriamo intervengano le Autorità»

 

Parma, 18 settembre 2017 – Le cancellazioni annunciate da Ryanair sono un fatto molto grave che calpesta i diritti dei passeggeri. La Compagnia cerca di fare confusione mischiando, a giustificazione, i fattori esterni, come ad esempio gli scioperi dei controllori di volo e il maltempo, con quelli interni quali l’impatto crescente delle ferie di piloti e personale di cabina. Ci troviamo di fronte ad una totale assenza di trasparenza e sorge il dubbio che vi siano altri motivi non esplicitati.

 

La decisione è stata adottata in totale spregio del dovuto contemperamento delle esigenze del vettore di programmare la propria capacità di trasporto per una corretta allocazione della stessa con le altrettanto legittime aspettative dei passeggeri di fruire dei voli acquistati. Infatti, oltre al rispetto del Regolamento n. 261/2004, la Compagnia ha l’obbligo di porre in essere quei comportamenti ulteriori che discendono dall’applicazione del più generale principio di buona fede a cui si ispira tutta la disciplina a tutela del consumatore.

 

Tutto quanto accaduto, inoltre, ha determinato un evidente effetto discriminatorio ed una sostanziale alterazione del gioco concorrenziale in quanto nei mesi scorsi se i passeggeri fossero stati a conoscenza della possibile cancellazione dei voli magari non avrebbero acquistato i biglietti e si sarebbero rivolti ad altre compagnie. E Ryanair non può certamente sostenere di aver scoperto improvvisamente che doveva concedere le ferie ai propri dipendenti. È mancata quindi anche la dovuta informazione, che deve essere “effettiva”, trasparente e tale da realizzare lo scopo di rendere edotto il passeggero di ogni eventualità.

 

Risulta di tutta evidenza che ci troviamo di fronte ad una pratica commerciale scorretta sanzionabile dall’Antitrust. Ci auguriamo che su questa faccenda intervenga a tutela dei passeggeri anche l’ENAC, quale Autorità individuata dal Governo italiano a controllare il rispetto del Regolamento Comunitario 261/04, e lo chiederemo espressamente. E, da questo punto di vista, sarebbe interessante che Ryanair spiegasse in virtù di quali criteri ha scelto i voli da cancellare, e quali sono i voli cancellati programmati. Perché, in ossequio alla trasparenza, queste informazioni devono essere rese dalla Compagnia. È troppo facile infatti dire che saranno date le singole comunicazioni ai singoli passeggeri, Ryanair deve tirar fuori l’elenco completo.

 

«I fronti di tutela sono ampi: Antitrust, ENAC, rimborsi e risarcimenti ai singoli consumatori. Noi saremo presenti su tutti e tre tali fronti a tutela dei passeggeri» hanno dichiarato l’avvocato Carmelo Cali, responsabile trasporti Confconsumatori e Mara Colla Presidente Nazionale dell’associazione.

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Consumatori

Amazon: avviata istruttoria su possibile abuso di posizione dominante in marketplace e-commerce e servizi di logistica

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Nella riunione del 10 aprile 2019 l’Autorità ha deliberato l’avvio di un procedimento istruttorio nei confronti di cinque società del gruppo Amazon, Amazon Services Europe S.à r.l., Amazon Europe Core S.à r.l., Amazon EU S.à r.l., Amazon Italia Services S.r.l. e Amazon Italia Logistica S.r.l., per accertare un presunto abuso di posizione dominante in violazione dell’art. 102 del TFUE.

In particolare, Amazon conferirebbe unicamente ai venditori terzi che aderiscono al servizio di logistica offerto da Amazon stessa (“Logistica di Amazon” o “Fulfillment by Amazon”) vantaggi in termini di visibilità della propria offerta e di miglioramento delle proprie vendite su Amazon.com, rispetto ai venditori che non sono clienti di Logistica di Amazon. Tali condotte potrebbero non essere proprie di un confronto competitivo basato sui meriti, quanto piuttosto sulla possibilità di Amazon di discriminare sulla base dell’adesione o meno da parte dei venditori al servizio di logistica FBA (“self-preferencing”).

Attraverso tali condotte, Amazon sarebbe in grado di sfruttare indebitamente la propria posizione dominante nel mercato dei servizi d’intermediazione sulle piattaforme per il commercio elettronico al fine di restringere significativamente la concorrenza nel mercato dei servizi di gestione del magazzino e di spedizione degli ordini per operatori di e-commerce (mercato dei servizi di logistica), nonché potenzialmente nel mercato dei servizi d’intermediazione sui marketplace, a danno dei consumatori finali.

Nella giornata di oggi, i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi di alcune delle società interessate, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Il procedimento si concluderà entro il 15 aprile 2020.

Roma, 16 aprile 2019

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Consumatori

idealo fa causa a Google per danni causati dall’abuso di posizione dominante sul mercato

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15 Aprile 2019 –  idealo internet GmbH (“idealo”) ha presentato presso il tribunale di Berlino  richiesta di risarcimento danni dell’ammontare di circa mezzo miliardo di euro nei confronti di Google per abuso di posizione dominante sul mercato.

Contenuto della richiesta

La richiesta si basa sull’abuso di posizione dominante sul mercato da parte di Google come motore di ricerca che promuove il proprio servizio di comparazione di prezzi.

L’ammontare del risarcimento danni richiesto nella causa è stimato da idealo a circa mezzo miliardo di euro (inclusi interessi). idealo si riserva il diritto di aumentare questo importo nel corso del procedimento – dopo che Google avrà fornito le informazioni rilevanti. idealo si aspetta che il contenzioso giudiziario duri molti anni e passi attraverso diversi gradi di giudizio.

Per circa 10 anni, la Commissione Europea ha condotto indagini sull’illegalità della promozione di Google in merito ai propri prodotti e al servizio di comparazione di prezzi. Dal 2008, Google ha dato al suo servizio di comparazione prezzi un vantaggio illecito e anticoncorrenziale, collocandolo bene in vista in cima ai suoi risultati di ricerca e, contemporaneamente, retrocedendo le offerte concorrenti. A peggiorare le cose, il servizio di comparazione di prodotti e prezzi di Google, vista la qualità mediocre e la carenza di contenuto unico e originale, non avrebbe ancora avuto la possibilità giuridica di essere collocato tra i primi risultati nelle ricerche di Google basate sulla rilevanza. La direzione di Google ha riconosciuto fin da subito che il servizio di comparazione di prezzi offerto da Google “semplicemente non funziona”. Con la piena consapevolezza di queste circostanze, e senza l’analisi di queste debolezze, Google ha posizionato nei suoi risultati di ricerca il suo servizio al di sopra di quelli della sua concorrenza: “Abbiamo concordato quanto segue: * Il servizio OneBox [Product Universal] dovrebbe apparire in cima alla pagina ogni volta che il primo risultato appartiene ad un altro motore di comparazione per lo shopping…”.  Pertanto, Google ha impedito ai suoi concorrenti, come idealo e altri comparatori di prodotti e prezzi, di presentare equamente i loro servizi ai consumatori.

In questo modo, l’azienda sta violando le leggi antitrust nazionali ed europee. La Commissione europea ha quindi imposto a Google nel 2017 una multa record di 2,42 miliardi di euro e rilevato che i suoi concorrenti possono richiedere un risarcimento danni attraverso le corti nazionali.

Abuso di mercato continuativo

Secondo il punto di vista di idealo, l’abuso di Google è continuativo in quanto non sono stati fatti passi sufficienti per assicurare un trattamento equo dei servizi di comparazione di prodotti e prezzi. Google continua a posizionare i propri servizi in cima ai risultati di ricerca e fornisce a se stesso un vantaggio spropositato. Il ricorso alle vie legali da parte di idealo è quindi un passo logico e la necessaria conseguenza alle conclusioni della Commissione europea nell’ambito degli sforzi di idealo verso una competizione imparziale ed una trasparenza dei prezzi per i consumatori. idealo continua a seguire da vicino i procedimenti in corso della Commissione europea contro Google e, per via della sua società sussidiaria Visual Meta (Ladenzeile.de), partecipa anche come terzo interveniente contro l’appello di Google davanti al Tribunale dell’Unione Europea – insieme alla Repubblica Federale di Germania, il BEUC (Ufficio europeo delle Unioni dei consumatori), e molte altre società e associazioni di imprese colpite.

Philipp Peitsch, AD di idealo evidenzia che “La concorrenza leale su internet è possibile solo se ai monopolisti come Google non è concesso di discriminare altri operatori di mercato in loro favore. Con questo procedimento legale vogliamo mandare un segnale, ovvero che chiunque può difendersi dal comportamento scorretto di Google. La condotta di Google mette a repentaglio la varietà delle offerte dei servizi e dell’innovazione su internet e abusa della fiducia dei consumatori. Per noi, la richiesta di risarcimento danni è un passo intermedio necessario e logico come parte del nostro impegno per una concorrenza leale e una diversità nel mercato, così come per la trasparenza dei prezzi per i consumatori”.

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Consumatori

AGCOM: CRESCE NEL PRIMO BIMESTRE 2019 LA DISINFORMAZIONE ONLINE

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Nel primo bimestre 2019, cresce la disinformazione online prodotta in Italia (+10% nel giorno medio di gennaio, +4% nel giorno medio di febbraio). Si riscontra una sempre più marcata concentrazione della disinformazione sugli argomenti di cronaca e politica, che congiuntamente rappresentano il 56% del totale dei contenuti fake, 3 punti percentuali in più rispetto alla media del 2018. È quanto rileva il secondo numero dell’Osservatorio
sulla disinformazione online pubblicato oggi dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

L’analisi del contenuto testuale di tutti gli articoli prodotti dai siti di disinformazione nei primi due mesi dell’anno evidenzia l’emergere di 5 principali tematiche oggetto di trattazione, quali cronaca nera e giudiziaria, politica e affari di governo, lavoro e stili di vita, questioni economiche, e condizioni meteorologiche.
Con particolare riguardo alle elezioni europee, l’esame di milioni di documenti generati da migliaia di fonti mostra un incremento dello spazio complessivamente dedicato al tema sia dall’informazione che dalla disinformazione. Tuttavia, i contenuti di disinformazione, rispetto a quelli informativi (soprattutto di Tv e radio), tendono a concentrarsi maggiormente sulle tematiche con un forte impatto emotivo piuttosto che sullo specifico argomento delle elezioni europee.
Tra i temi di rilevanza europea individuati da Eurobarometro, criminalità, immigrazione e disoccupazione continuano ad essere i più trattati in Italia dalle fonti di disinformazione.
La criminalità è la tematica più trattata sia dai siti che dalle pagine/account social di disinformazione, mentre l’immigrazione è quella su cui la disinformazione incide maggiormente.
Roma, 08 aprile 2019

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