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Consumatori

Rc auto dopo la relazione IVASS le critiche dei consumatori

Pietro Giordano, Adiconsum:
La media annua di 450 euro è una media di Trilussa,
perché non tiene conto di tutti i costi.

Chiederemo al Governo una norma per rendere obbligatoria
la conciliazione paritetica e all’Ivass di attivarsi in tal senso.

Banca dati antifrode e conciliazione paritetica
possono concorrere a ridurre il caro Rc auto

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Ancora una volta – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – nonostante gli interventi al Ministero dello sviluppo economico e i provvedimenti del Governo su scatola nera e riparazione presso le carrozzerie convenzionate con la compagnia di assicurazione, gli assicurati italiani continuano a pagare l’Rc auto più cara rispetto al resto d’Europa. Anzi, addirittura, in alcuni casi, paghiamo il doppio di altri Paesi.

La media annua calcolata in 450 euro – prosegue Giordano – è una media di Trilussa, in quanto non coglie tutti i costi. Inoltre, pur tenendo conto delle truffe poste in atto in alcune zone del Paese, ad avviso di Adiconsum, i costi Rc auto sono esorbitanti.

Adiconsum è convinta – continua Giordano – che per ridurre i prezzi dei premi assicurativi, oltre alla Banca dati antifrode, sia necessario rendere obbligatoria la conciliazione paritetica. Chiederemo al Governo una norma in tal senso e anche all’Ivass di attivarsi. Ciò, oltre ad abbattere i costi giudiziari a carico dei consumatori e delle compagnie assicurative, farebbe emergere con chiarezza truffe e raggiri nel settore e alleggerirebbe costi e tempi della giustizia civile.

L’Italia è e rimane il fanalino di coda d’Europa sul fronte dei costi dell’rc auto. Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi oggi dall’Ivass, secondo cui solo il 5% degli assicurati paga un premio paragonabile a quello medio europeo di 250 euro.
“La riduzione delle tariffe del 3,8% registrata dall’Ivass, ammesso che sia reale, rappresenta una “goccia nel mare” – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Questo perché in quasi 20 anni, dal 1994 al 2013, le tariffe rc auto sono cresciute in modo abnorme del +250%. Un decremento del 3,8% è quindi assolutamente irrilevante e non contribuisce in alcun modo ad allineare i prezzi italiani alla media europea”.
Il Codacons segnala inoltre come il fenomeno del caro-rc auto porti un numero crescente di automobilisti a non potersi più permettere un’assicurazione: in base alle ultime stime, in Italia sono circa 4 milioni i veicoli che circolano sprovvisti di copertura assicurativa.

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Consumatori

Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Consumatori

Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Consumatori

Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

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