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Consumatori

Rc Auto, verso lo sconto per chi decide di non litigare

Nell’ambito dei periodici incontri organizzati dall’IVASS con le Associazioni dei Consumatori, il 21 gennaio 2015 si è svolta la prima riunione dell’anno alla quale hanno partecipato ACU, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori e l’Associazione delle Imprese di assicurazione.

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Nella prima parte dell’incontro, alla presenza anche dell’ANIA, è proseguito il confronto sul tema della Conciliazione Paritetica per i sinistri rc auto, finalizzato a rafforzarne la conoscenza presso l’utenza e a rimuovere le criticità che hanno sinora ostacolato un suo più ampio utilizzo. In tale sessione Adusbef ha partecipato in qualità di uditore.
La discussione ha riguardato gli sviluppi del progetto che l’ANIA sta realizzando per creare un portale dedicato alla Conciliazione e rivolto al grande pubblico, con l’obiettivo di ampliare i canali di accesso alla procedura e fornire a tutti i soggetti coinvolti (consumatori, agenti, conciliatori) i supporti informativi necessari per un suo efficace utilizzo. Attraverso il portale ogni cittadino potrà inoltrare la propria richiesta di adesione alla procedura, designare l’Associazione dei consumatori chiamata a rappresentarlo e conoscere, in tempo reale, lo stato della procedura. Il progetto – che dovrebbe essere ultimato entro il prossimo autunno – vedrà il coinvolgimento delle Associazioni dei Consumatori. Tutti i partecipanti hanno ritenuto che, per assicurare il buon esito della procedura, è necessario sia il coinvolgimento delle reti distributive – primo punto di contatto sul territorio per i consumatori – sia un’ampia azione di formazione rivolta a tutti gli attori coinvolti nel processo, ivi compresi i conciliatori.
Nella seconda parte dell’incontro l’IVASS ha fornito alle Associazioni dei Consumatori aggiornamenti sulle azioni di vigilanza che sta portando avanti, in collaborazione con AGCM, con l’Autorità della Energia e con Banca d’Italia, sulla base dei risultati della indagine condotta sulle polizze abbinate a contratti non assicurativi, relativamente al settore delle Public Utilities e del settore bancario. Aggiornamenti sono stati forniti anche sulle azioni avviate a seguito dell’indagine condotta sulle modalità operative dei siti comparativi.
Sono state raccolte dalle Associazioni proposte per nuove aree di indagine di particolare interesse per i consumatori, tra le quali rilevano in particolare le tematiche relative ai contratti di RC Professionale, al collocamento dei Prodotti Vita e alle Polizze “dormienti”.
Sono state infine illustrate dall’IVASS le possibili linee di intervento regolamentare, da sviluppare nel 2015, volte alla semplificazione della documentazione precontrattuale destinata ai clienti (Nota Informativa) relativa alle polizze danni, al fine di acquisire i contributi delle Associazioni.
A conclusione dell’incontro l’IVASS ha valutato positivamente la soluzione tecnologica in corso di realizzazione da parte dell’ANIA e apprezzato il proficuo apporto delle Associazioni su tutti i temi in discussione, auspicando di proseguire nel costruttivo confronto particolarmente utile per la tutela dei consumatori.

La data del prossimo incontro è stata fissata per il 23 marzo 2015.

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Consumatori

Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Consumatori

Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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Consumatori

Cambio operatore telefonico| MDC : caos portabilità AGCOM garantisca tempi certi e indennizzi agli utenti coinvolti.

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Evidentemente non sono bastate le multe per la fatturazione 28 giorni e quelle per la minaccia di iscrizione a inesistenti banche dati morosi irrogate da Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e Antitrust alle principali compagnie telefoniche per far rispettare i consumatori italiani.

Come denuncia il Movimento Difesa del Cittadino l’Annus horribilis degli utenti della telefonia continua ancora per migliaia di utenti infuriati a causa dei ritardi della migrazione del proprio numero verso Iliad ed altri nuovi operatori da parte degli incumbents.

È soprattutto il caso Vodafone a tenere banco in queste ore, con numerosi clienti di fatto irraggiungibili a causa dei gravi rallentamenti nella trasmissione del proprio numero di cellulare dalla compagnia al nuovo operatore prescelto dal consumatore.

Come sottolineato da MDC, al danno per la irreperibilità si aggiunge la beffa di dover tollerare scuse banali come l’errore nella trascrizione del proprio codice fiscale e continui rimpalli della responsabilità tra vecchio e nuovo operatore.

Per il Presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo è urgente un intervento di AGCOM per garantire il sacrosanto diritto degli utenti alla Mobile Number Portability oltre ad una istruttoria sulla plateale violazione di quanto stabilito nella Delibera 147/11/CIR e connesso diritto dei clienti di ricevere il pagamento degli indennizzi previsti dall’articolo 14 pari a € 2,5 per ogni giorno lavorativo di ritardo fino ad un massimo di € 50,00 che dovrà versare l’operatore ricevente che a sua volta si rivarrà poi sul donating.

Tutta la rete del Movimento si sta attivando in queste ore per supportare i reclami dei consumatori e garantire il pagamento delle somme dovute.

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