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Consumatori

Recupero crediti, 500.000€ di sanzione a ESG per pratiche commerciali “corrette”

Chi paga se a sbagliare è l’Antitrust?
Il provvedimento non ha alcun elemento di fondatezza.

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Dal bollettino dell’11 maggio 2015
Avete presente quando vi multano perché avete rispettato alla lettera il codice della strada, ma i vigili hanno ricevuto il mandato di fare le multe a tutti?
Bene questa storia è andata un po’così!
Quante volte noi consumatori diciamo: lo segnaleremo all’Antitrust; lo ha detto l’Antitrust; se ne occuperà l’Antitrust?
Oppure quante volte i media titolano a caratteri cubitali sulla stampa nazionale: mega batosta dell’Antitrust ai danni della …….?
Queste cose le diciamo perché abbiamo una grande fiducia in quest’Authority, come se l’Antitrust sia fatta da persone al di sopra di ogni parte, o sia l’organismo più serio e infallibile del Paese. Eppure anche loro sono uomini. Uomini come tutti gli altri e come in tutte le Authority ci sono uomini e donne che possono sbagliare. Questo vuole dire che non sono 3 metri sopra il cielo.
L’anno scorso, a più riprese, noi associazioni consumatori chiedemmo ad AGCM di attenzionare il settore del recupero crediti, proprio perché in quel comparto si stava esagerando.
Tutti e direi proprio tutti, sono incappati almeno una volta nella telefonata, lettera o visita del recupero crediti. E fino a qualche tempo fa le scorrettezze erano all’ordine del giorno. Solo di recente e grazie all’intervento di alcune associazioni consumatori, il settore ha iniziato a riallinearsi ai principi del codice del consumo(non ancora tutti, per onestà del vero).
Alcune aziende hanno deciso addirittura di aprire le loro porte e i call center, ai rappresentanti dei consumatori e di attuare percorsi (non solo sulla carta) che li potessero allineare alle migliori tutele per il consumatore.
Questo ha comportato non solo l’adozione di veri codici etici, ma di attuare cambi di paradigmi. Come l’adeguamento delle procedure alla piena tutela del consumatore, che dinnanzi alla “FONDATEZZA” del credito, vede il gestore e il consumatore avere una serie di rapporti finalizzati al recupero da una parte e alla facilitazione del pagamento dall’altra. Insomma dalla “minaccia” al “supporto”.

Un ufficio gestione dei reclami apposito, una valutazione dei crediti scrupolosa e attenta, un allert di congelamento su eventuali lagnanze motivate e concrete da parte dei consumatori, dei canali preferenziali per la gestione dei reclami sollevati dalle associazioni(non solo quelle del CNCU) e dei veri e propri percorsi  formativi non solo sulla privacy ma anche sulle tutele dei consumatori, hanno portato una crescita esponenziale nel miglioramento di queste procedure soprattutto da parte degli operatori.
Oggi, l’azienda che più di tutti ha adottato questi principi e si è messa a nudo dinnanzi alle richieste dei consumatori, si è presa una infondata e sproporzionata sanzione di 500.000€, aggravata dalla sicura gogna mediatica, perché i funzionari dell’AGCM hanno scambiato fave con piselli?
Questo non è accettabile, nemmeno per i tribuni dei consumatori.
L’AGCM non è infallibile, e questa volta ha dimostrato le sue debolezze.
Debolezze che andranno certamente riviste in sede di regolamento.

Dopo un’attenta lettura del provvedimento, riscontriamo:

  1. insussistenza della pratica commerciale scorretta;
  2. infondatezza della motivazione sanzionatoria;
  3. reiterate confusioni tra buone pratiche e pratiche scorrette;
  4. sproporzionatezza della sanzione.

Ma leggendo tutte le carte si evince sopratutto la necessità di rivedere le garanzie dell procedura, in quanto non vi è correttezza ed equità nel  contraddittorio del procedimento, considerato che la infondatezza, e la insussistenza delle segnalazioni (18 in tutto di cui almeno 14 palesemente infondate o ampiamente giustificate dal professionista), nonché la incongruità della sanzione(è stato sbagliato persino il fatturato attribuibile all’azienda) sono tali che l’AGCM rischia di perdere la sua credibilità.

Questa volta leggendo il provvedimento contro la società di recupero crediti ESG, si ha la sensazione che qualcuno abbia abusato della sua “posizione dominate di controllo”.

 

@doctorspinone

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Consumatori

Bollette LUCE E GAS – Bomba ad orologeria per il governo giallo-verde

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di Luigi Gabriele – (ringrazio per gli spunti tecnici Giuseppe Dell’Acqua Brunone- Markettaro dell’energia)

Dalla relazione annuale ARERA relativa all’anno 2017 sul settore Elettrico,  relazione che l’Autorità avrebbe dovuto presentare alle Camere come prevede la legge e che invece, per la prima volta nella storia, non è stato fatto, emerge una situazione a tinte fosche e potenzialmente una bomba per il Governo in carica, in vista della piena liberalizzazione del luglio 2019.

Un’Autorità di regolazione che decide di non adempiere a questo obbligo normativo, pubblicando unicamente sul proprio sito una relazione dalla quale appare chiaro che 3 soli operatori coprono il 45% del mercato mentre il 75% è suddiviso tra 16, ci lascia con l’amaro in bocca e con più di qualche dubbio.

Cosa emerge? Sul libero mercato, i primi 20 operatori hanno il 78% delle utenze, i restanti 544 hanno solo il 22% e più semplicemente che, si può essere un fornitore di energia anche con lo 0,01% del mercato e questo, se da una parte ci preoccupa, dall’altra ci rincuora per il fatto che in qualsiasi momento qualcuno con una tecnologia o una modalità dirompente potrebbe cambiare le carte in tavola.

Nel 2017 sono nati 22 nuovi fornitori e quasi sempre sono piccoli reseller molto aggressivi dal punto di vista commerciale, o molto fantasiosi, e questo non è una dramma, purché operino in maniera “pulita”.

Ben tre milioni ed 800 mila consumatori hanno cambiato fornitore almeno 1 volta, inoltre il tasso di switching sta crescendo sensibilmente. Sembra che siano orientati prevalentemente verso i principali operatori ma, tra sanzioni dell’Antitrust sempre più rilevanti sul profilo della reputazione e consumatori cavillosi che effettuano ricerche on line estremamente profilate, di fatto, tutto questo sta cambiando notevolmente il mercato, grazie anche al nostro ruolo che ci vede e ci vedrà sempre più presenti sui principali media nazionali nel parlare di utenze in vista della fine della tutela.

Lo attestano le domande più svariate che ci vengono rivolte e la forte esigenza nel comprendere cosa sta accadendo. Qualcosa quindi sta cambiando e prevediamo che molto cambierà nell’atteggiamento dei consumatori, ma soprattutto prevediamo che il luogo principale del cambiamento sarà la rete.

Non è un caso che il SUD abbia il più basso tasso di switching verso il libero mercato, questo dimostra ancora una volta che il cambiamento è un fattore comportamentale che, a mio avviso, seguirà la scia del mercato TLC prima, e delle assicurazioni, dei viaggi, dell’e-commerce poi.

Saranno i dispositivi e la tecnologia a cambiare tutto. Siamo già nell’era Blockchain, dell’IA, del quantum computing e dei big data, tutto quindi si fa molto più emozionante ed avvincente.

Ricapitolando: ci sono ancora 18 milioni di utenti nel servizio di tutela (61% del mercato) ma al 1° luglio 2019 dovranno necessariamente aver scelto. Bella sfida! Non ho mai visto nei miei 10 anni di esperienza nel consumerismo un cambiamento così radicale, se vogliamo disruptive.

 

Prevedo di tutto, ma soprattutto che gli elementi principali da tenere in considerazione saranno: reputazione e fidelizzazione.

Sul profilo commerciale appare interessante che solo il 14,6% abbia scelto un contratto dual fuel.

L’italiano comunque nel 63% dei casi preferisce la proposta monoraria (nonostante da sempre abituato alle fasce), l’84% preferisce il prezzo fisso come per il settore bancario nei mutui e solo il 5% gradisce una clausola di durata minima, questo significa che non ci piace essere sposati troppo a lungo a meno che non si tratti di una coppia felice.

Chi ha scelto opzioni aggiuntive, per il 45% è sensibile all’energia verde, un altro 45% ama la raccolta punti, il 5% prodotti per risparmio o efficienza energetica.  Insomma, basta con le lampadine e le lavatrici, il consumatore vuole energia pulita e sentirsi coccolato con dei regalini di tanto in tanto.

In tutto questo, il 3,8% degli utenti ha sottoscritto un contratto online, ma l’80% dei fornitori non prevede offerte Web(sic.). Ecco la super classifica show!

Stupisce che, tra tutti questi dati le quattro cose messe in campo per sostenere il passaggio verso la liberalizzazione, ovvero: tutela simile, portale offerte, offerta Placet e albo operatori, siano tutti e quattro un fallimento regolatorio ed operativo.

Quindi non stupirà se pronostichiamo che il Governo e il Parlamento avranno grossi grattacapi sia sotto l’assetto comunicativo che gestionale, quando si troveranno 30 milioni di italiani imbufaliti perché non hanno capito cosa fare e non troveranno nessun vantaggio!

Ricordiamo che nella nostra ultima indagine, su un campione di 2000 consumatori è emerso che gli italiani per l’80% non sanno cos’è il mercato libero e quello tutelato, ma soprattutto al 90% non conoscono il prezzo dell’energia e del gas.

Come gestire questa situazione, visto anche che ormai sulle nostre bollette il 60% di entrambe(luce e gas) serve a coprire oneri che nulla hanno a che vedere con la materia prima?

Cosa accadrà?

“Se le formiche si mettessero d’accordo potrebbero spostare un elefante”, quindi l’informazione degli utenti potrebbe spostare non solo le fette di mercato che prima abbiamo detto essere concentrate, ma anche l’orientamento e il giudizio politico sulle scelte energetiche.

In bocca al lupo a tutti

Di Luigi Gabriele

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Consumatori

Autostrade: rincari sui pedaggi delle A24 e A25 | Stangata del +12,89% dal 1° gennaio 2018

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CODICI si oppone all’aumento delle tariffe autostradali

L’Associazione CODICI contesta il continuo aumento dei pedaggi autostradali. In particolare, nella zona tra Roma e le aree interne del centro Italia, sulla A24 e A25, stiamo assistendo ad un ulteriore aumento che mette a duramente alla prova il diritto alla mobilità di tanti cittadini e pendolari che affrontano ogni giorno quelle tratte e devono far fronte a costi insostenibili, spesso non avendo alternative ferroviarie a disposizione.

Il Sottosegretario ai Trasporti Dell’Orco, nel recente incontro con i Sindaci di Lazio e Abruzzo, riconduce il problema al pronunciamento del Tar sulla concessione in atto con Società Strada dei Parchi spa, di proprietà dell’imprenditore Carlo Toto, concessionario sia della A24 che della A25 e assicura che farà accelerare l’aggiornamento del Piano Economico-Finanziario, a cui è legata la convenzione.

Le richieste più urgenti attualmente sono: la ridefinizione dei criteri di concessione al fine di garantire una tariffa adeguata per un’area interna svantaggiata, una gestione pubblica dei tratti, che quindi dovrebbero tornare all’Anas, il declassamento della tratta A24 da ‘montana’ a ‘non montana’ nel tratto laziale, il congelamento al 12% degli aumenti, oltre ad una riduzione tariffaria almeno per i pendolari, attraverso abbonamenti calmierati, annunciati ma mai realizzati.

Secondo il dossier realizzato da CODICI, la situazione delle Autostrade in Italia è critica proprio a causa di questo sistema di concessioni, penalizzato dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessa dai Concessionari.

L’Associazione ritiene che sia necessario fare un punto sulla sicurezza delle nostre strade in Italia e  sulla gestione delle Concessioni, il controllo delle scadenze e i tempi per realizzare nuove gare d’appalto.

“Chiediamo al Ministero dei Trasporti una soluzione strutturale e programmatica che porti davvero a calmierare il prezzo delle tariffe autostradali –  afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – Al cittadino che vede aumentare la tariffa autostradale del 2,5% l’anno, in modo immediato deve essere garantito un piano di lavoro che rispetti alcuni criteri per dare senso a questo continuo aumento dei prezzi”.

Per coloro che volessero approfondire l’argomento, invitiamo i lettori a seguire il servizio video sul tema: https://www.spazioconsumatori. tv/media-gallery/1530- autostrade-in-italia-dossier- codici-pochi-investimenti.html

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Consumatori

“La Radio ne parla” di Radio Rai1| Cosa succede alle bollette degli italiani’ Approfondimento con Luigi Gabriele

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ALLARME BOLLETTE ENERGIA E GAS 😱 COSA STA SUCCEDENDO????😱
Ne abbiamo discusso questa mattina a La Radio Ne Parla Rai Radio 1 con Francesca Romana Ceci
📻📻📻📻📻📻📻📻📻📻📻📻📻
Per chi se l’è perso ecco il PODCAST
 
Da luglio sono aumentate le bollette di luce e gas, un aumento sembra dovuto al rincaro del petrolio ma per le associazioni dei consumatori non giustificato. E sempre da questo mese è attivo il nuovo portale dell’Autorità per l’energia che dovrà aiutare gli utenti nel passaggio obbligato dal servizio di maggior tutela al mercato libero previsto fra un anno esatto ma sono davvero in pochi a saperlo.
 
Sono intervenuti: Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia; Marco Vignola, responsabile settore energia Unione consumatori; Simona Benedettini, responsabile comunicazione Acquirente Unico; Gianni Girotto – Cittadino Portavoce M5S Senato, presidente Commissione Industria del Senato (M5S); Rossella Muroni, commissione ambiente Camera (LEU); Luigi Gabriele, responsabile rapporti istituzionali Codici Associazione Consumatori
 
 
 
#luigigabriele Codici Associazione Consumatori
 
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