Seguici su

Soldi

Recupero Crediti, Euroservice Group diventa il Benchmark di settore

Pubblicato

il

Dopo i primi moduli formativi, rivolti ai quadri dell’azienda svolti da Luigi Gabriele, affari istituzionali Codici, Gianluca Di Ascenzo , Vice presidente Codacons, Alessandra Paradisi e Francesco Luongo del Movimento Difesa del Cittadino, è stata la volta di UNC e Assoutenti.

Euro Service Spa pronta per attivare all’interno dell’azienda la Procedura di Conciliazione Paritetica, lo strumento attivo da alcuni anni nell’ambito dei sistemi di risoluzione delle controversie tra imprese e consumatori. A seguito dell’Accordo Quadro, firmato con 6 Associazioni dei Consumatori, sono infatti iniziati i lavori per realizzare un Protocollo di Conciliazione Paritetica ad hoc. Una decisione presa al fine di rafforzare ulteriormente il dialogo tra l’azienda, i consumatori e le loro Associazioni. La Conciliazione Paritetica permetterà, infatti, di risolvere le possibili controversie in tempi rapidi, gratuitamente e senza dover ricorrere alle vie legali.

Proprio in vista dell’introduzione dello strumento all’interno dell’azienda, la Conciliazione è stato il tema centrale del secondo incontro del Piano di formazione, tenuto dalle Associazioni dei Consumatori, nella sede centrale di Euro Service Spa.
L’iniziativa, che prevede incontri e approfondimenti per un durata complessiva di tre mesi, è inserita in un piano di sensibilizzazione di tutti gli addetti Euro Service alle tematiche di corretta relazione con l’utente debitore e al rispetto dei valori del Codice del Consumo. L’incontro di martedì 12 novembre è stato condotto da Mario Finzi, Vice Presidente di Assoutenti, e da Dino Cimaglia, responsabile dell’area legale di Unione Nazionale Consumatori. Nel corso dell’incontro i relatori hanno sottolineato la necessità di superare un atteggiamento di scontro e contrapposizione, in favore di una politica più conciliante e collaborativa. Solo lavorando congiuntamente è, infatti, possibile individuare le regole da seguire per migliorare le procedure e garantire che vengano riconosciuti e rispettati i diritti di tutti. In questo percorso, basato sulla collaborazione, le forme di Conciliazione rappresentano quindi un buono strumento per affrontare le controversie e risolverle senza spezzare il rapporto di fidelizzazione tra l’impresa e i clienti. Nello specifico sono stati elencati i vantaggi della Conciliazione Paritetica, grazie alla quale è possibile raggiungere rapidamente un accordo, soddisfacente per entrambe le parti, senza ricorrere al giudice. Una procedura, messa a disposizione dall’azienda, che costituisce un elemento di competitività per la stessa impresa.
I formatori hanno poi ribadito l’importanza di una corretta informazione ai fini della tutela del consumatore e, quindi, la necessità di lavorare attivamente per colmare il gap informativo che esiste tra i consumatori e chi è chiamato a dar loro le corrette informazioni. L’addetto al credito, per esempio, ha l’obbligo di fornire informazioni chiare e che pongano il debitore nella condizione di essere informato con completezza sulla propria posizione debitoria.
In chiusura il Presidente di Euro Service Spa, Antonio Persici, ha ribadito che la scelta di investire sulla formazione dei propri addetti in tema di consumerismo è espressione diretta del DNA aziendale, nell’auspicio che il comparto sia sempre più premiante nei confronti di aziende che operano in modo etico.
httpv://youtu.be/hANeR8orp0g

Il secondo modulo di formazione è stato seguito dall’appuntamento mensile dell’Osservatorio Imprese Credito e Consumatori. Alla riunione erano presenti, oltre allo stesso Persici, Chiara del Marco di Codacons, Carmine Laurenzano di Codici, Sara Bitetti di Confconsumatori, Massimo D’Andrea di Assoutenti, Alessandra Paradisi e Francesco Luongo del Movimento Difesa del Cittadino. Presente, come nel precedente incontro, Maurizio D’Alterio di Key People Srl, società attiva nel comparto del recupero crediti interessata ad entrare nell’Osservatorio una volta definiti i requisiti per accedervi. Alla riunione ha preso parte, inoltre, Michele Scandroglio di Advancing Trade, altra primaria società del comparto del recupero crediti.
Nel corso dell’incontro sono stati analizzati nuovi “bad cases”, gestioni deontologicamente scorrette ai danni di debitori: oltre alla condanna nei confronti degli atteggiamenti aggressivi, è emersa la chiara necessità per le società di recupero crediti di ricevere dalle aziende committenti un flusso di informazioni costantemente aggiornato e puntuale per poter svolgere al meglio, e nel pieno rispetto dei cittadini, la propria attività.
Oipa magazine, giornale ufficiale dell’Osservatorio, ha colto l’occasione per presentare il nuovo sito del giornale, in particolare la nuova sezione interamente dedicata al mondo dei consumatori e delle Associazioni. Proposta, inoltre, la creazione di un Comitato scientifico che possa vigilare sui contenuti inseriti nel giornale e proporre approfondimenti e studi. Oipa magazine ha quindi invitato le Associazioni dei Consumatori a prendere parte al Comitato, riservandosi in futuro la possibilità di ampliare la platea dei partecipanti, includendo esperti dei vari settori trattati dal giornale ed esponenti del mondo accademico.
Nel corso della riunione è stato, infine, presentato il resoconto dei tavoli tecnici che stanno lavorando alla stesura di una proposta di legge in materia di Servizi per la Tutela del Credito e sul Protocollo di Conciliazione Paritetica.
“Sono fermamente convinto dell’importanza del dialogo e della concertazione – ha dichiarato in occasione dell’incontro il Presidente di Euro Service Spa. – E’ per questo che abbiamo scelto di intraprendere questo percorso comune con le Associazioni dei Consumatori. L’obiettivo è quello di costituire un organismo autorevole che rappresenti tutte le parti in gioco e che lavori concretamente per individuare una strada comune che tenga conto delle esigenze di tutti. Mi rendo conto che si tratta di obiettivi ambiziosi, ma sono certo che insieme sarà possibile raggiungerli”.

Fonte: oipamagazine.eu

Revisione: @Doctorspinone

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Soldi

Nuova truffa con Telemarketing, attenzione agli investimenti FOREX

Pubblicato

il

Attenzione agli investimenti che promettono un facile guadagno
Nella settimana del lancio ufficiale del sito di Banca d’Italia sull’educazione finanziaria, in seguito al fatto che ci sono in Italia ben 18 milioni di analfabeti funzionali, cioè che, in questo caso, non sono in grado di comprendere prodotti finanziari complessi, ma che nonostante ciò, vengono attratti da facili guadagni ed attirati nella rete di millantatori che attraverso la richiesta di un investimento irrisorio, truffano le persone.

Attenzione questa volta non si tratta di una vera e propria truffa, ma della proposta rivolta a chiunque di investire in un’attività (il trading) ad altissima rischiosità per i consumatori. Investimento minimo richiesto 250€.
Il rischio è soprattutto per coloro che hanno già un’alta propensione al gioco on line o ludopatici.
“Sono almeno un paio di anni che avviene questo tipo di contatto da parte di siti con sede estera (soprattutto Londra). L’anno scorso avvisai la Consob, la quale non ha ancora diramato allarmi o messo in condizione i consumatori di capire bene di che cosa si tratta” – afferma Luigi Gabriele di Codici.
La pericolosità sta nella forte attrattiva che esercitano: guadagni facili comodamente da casa, ma il livello di aggressività per convincere è elevato: telefonate continue ed email di benvenuto che indicano chiaramente tutti i passi da fare per erogare i 250€ e mettersi in contatto con il supporto per il collegamento dell’algoritmo sul conto, a cui segue: “L’aspettiamo al più presto, prima che il programma diventi a pagamento, con un costo di almeno 3’500 sterline per la singola attivazione”.
Il prodotto offerto è sostanzialmente un investimento in forex, trattasi di speculazione su prodotti finanziari derivati.
La tipologia di vendita attuata è quella della doppia chiamata su fisso o cellulare con la finalità di apertura di un conto, non bancario, per fare trading su piattaforme informatiche ed effettuare investimenti rischiosi.
Come sempre avviene, l’acquisizione dei dati si ha tramite banche dati, social network e/o cessione del consenso dei dati per finalità di marketing.
Modalità di contatto: prima chiamata con la scusa che ci siamo noi registrati al loro sito, ma in realtà è per convincervi e stimolare il vostro interesse ad investire, seconda chiamata, stavolta dall’estero, per parlare con un venditore che vi spiega la modalità di investimento sui FOREX.
Arriverà poi una email con suscritto: “E’ da diversi giorni che abbiamo iniziato la nostra collaborazione insieme, e sono lieto di farle sapere che il suo conto sta già cominciando a crescere. Ovviamente, dovremo aspettare ancora un pochino prima che riusciremo a superare la soglia di almeno 50%, ma siamo su un’ottima strada. Passo dopo passo, stiamo approcciando l’obiettivo che ci siamo posti”.

Cosa sono i FOREX?
Forex è la comune abbreviazione per foreign exchange, e viene utilizzato per descrivere il trading sulle valute o il trading sul mercato delle valute estere. Quindi sono prodotti derivati, ovvero costruzioni di ingegneria finanziaria.
Cosa fa il soggetto intermediario, cioè colui che vi chiama? Mette a disposizione un programma per computer (o piattaforma) che, attraverso la connessione a Internet, permette di visualizzare i titoli presenti su numerosi mercati borsistici italiani ed esteri, e di acquistarli e venderli nel giro di pochi centesimi di secondo. Queste società sono chiamate “broker online” (intermediari digitali) e chiedono una commissione su ogni ordine di acquisto e di vendita inviato in Borsa.

Come funziona e perché stare attenti a questa vendita aggressiva e pericolosa?
Con il grande interesse generato dal tema #BITCOIN e cripto valute, grazie alla loro forte ascesa, questo tipo di telemarketing ha avuto un grande exploit. Basti notare come appaiono sempre più spesso sui social network banner pubblicitari che richiamano investimenti e guadagni facili, anche con piccole somme.
L’obiettivo di questa strategia è farvi aprire un conto-investimento a cui agganciare una carta di credito, anche ricaricabile, e poi portarvi a “TRADARE” (comprare o vendere) prodotti finanziari complessi, sotto la vostra diretta e unica responsabilità, sia in caso di vincite che di perdite.
“Tradare” significa investire in forme di investimento molto rischiose e pericolose. Quasi tutte si basano su investimenti in valute o in prodotti derivati, quindi esclusivamente finanziari, nulla che abbia un contenuto in azioni, titoli o investimenti più solidi.
“Si tratta di investimenti ad alto rischio, insomma, pertanto se non avete alcuna conoscenza di questi prodotti state alla larga” – afferma Luigi Gabriele di Codici.
Prodotti rischiosissimi, nei quali possono investire solo i consumatori che si siano sottoposti alla verifica del profilo di rischio, attraverso la comparazione della propria capacità economica e della consapevolezza al rischio d’investimento.

Nel caso siate stati contattati o siate interessati vi consigliamo di:
1) Non investire se non si sa in che cosa consiste;
2) Non fare prove di nessun tipo nemmeno se effettuate con plafond virtuali;
3) Non diffondere dati bancari o di carte di credito personali;
4) Rivolgervi a Codici Associazione Consumatori per chiarimenti o dubbi.
E soprattutto non fate i fessi, i guadagni facili non esistono.

Continua a leggere

Soldi

Scovati 153.000 casi di polizze vita dormienti

Pubblicato

il

L’IVASS ha concluso in questi giorni l’incrocio tra i codici fiscali degli assicurati delle polizze vita potenzialmente dormienti e l’Anagrafe Tributaria, finalizzato a rilevare gli eventuali decessi degli assicurati e consentire alle imprese di contattare i beneficiari per pagare le somme assicurate.

L’attività ha riguardato tutte le 48 imprese italiane vita e 4 imprese estere che hanno chiesto di aderire all’iniziativa; ha interessato le polizze vita senza una scadenza contrattuale (c.d. vita intera) e quelle con scadenza contrattuale tra il 2007 ed il 2016 per le quali le imprese di assicurazione non erano in grado di dire se l’assicurato fosse deceduto o meno nel corso della durata del contratto.

Grazie alla collaborazione tra IVASS e l’Agenzia delle Entrate sono stati incrociati 6,9 milioni di codici fiscali; i decessi rilevati sono stati circa 153.000.

I dati ‎raccolti sono stati restituiti da IVASS alle imprese in modo che possano in primo luogo verificare le polizze effettivamente dormienti. Il decesso dell’assicurato potrebbe infatti essere intervenuto al di fuori del periodo di copertura della polizza (dopo la sua scadenza), non dando diritto al pagamento del capitale caso morte. Per le polizze effettivamente da pagare le imprese dovranno contattare prontamente i beneficiari.

Per seguire l’evoluzione del fenomeno, l’IVASS ha chiesto alle imprese di restituire entro l’11 giugno 2018 informazioni su numeri e importi delle polizze da pagare e pagate, che diano conto delle attività di liquidazione svolte.

Continua a leggere

Soldi

Cancellazioni di massa dei voli Ryanair del settembre, arrivano le prime sentenze di risarcimento

Pubblicato

il

Prima sentenza a seguito delle cancellazioni del settembre scorso. Il Giudice di Pace di Brindisi ingiunge a Ryanair di risarcire padre e figlio per un volo soppresso Bergamo – Brindisi. Giunti a Milano perché il padre doveva sottoporsi a una importante visita cardiologica, i due erano costretti a rientrare a casa in treno. Riconosciuti l’indennizzo contrattuale, i danni supplementari e il rimborso delle spese.

Lecce, 05 aprile 2018 – A seguito delle cancellazioni di massa dei voli Ryanair del settembre scorso, che tanti disagi hanno causato ai passeggeri del traffico aereo, arrivano le prime condanne nei confronti del vettore irlandese. Con sentenza depositata il 4 aprile 2018, il Giudice di Pace di Brindisi, Avv. Giuseppe Capodieci, ha accolto integralmente le domande avanzate dal difensore degli attori e segretario di Codici Lecce, Avv. Stefano Gallotta.

Ma ripercorriamo brevemente i fatti: il 14 settembre u.s. i due congiunti, recatisi a Milano perché il padre doveva sottoporsi a un’importante visita angiologica presso l’Ospedale San Raffaele, poco prima di tornare in aeroporto a Bergamo per fare rientro a Brindisi con il volo FR8095, ricevevano da Ryanair un sms che li informava della cancellazione del volo stesso.

Dopo aver provato inutilmente a ottenere la riprotezione su un altro volo, anche tramite il servizio chat del vettore irlandese, in quei giorni sempre irraggiungibile, erano costretti a organizzare, a propria cura e spese, il rientro in treno a Brindisi, nonostante le precarie condizioni di salute del padre, giungendo alla stazione di Brindisi, dopo un viaggio faticoso e stressante, solo alle otto del mattino seguente (con circa nove ore di ritardo) e, per di più, dovendo recarsi con la navetta all’aeroporto di Brindisi Casale per recuperare la propria autovettura.

In assenza di riscontro alla richiesta di indennizzo avanzata nei confronti del vettore irlandese, i due si rivolgevano a Codici Lecce e citavano la compagnia dinanzi al Giudice di Pace di Brindisi.

Con la recentissima sentenza n. 701/2018, il Giudice condannava Ryanair, costituitasi in giudizio, a risarcire i passeggeri per l’importo di Euro 1.100,00, oltre interessi e spese legali, riconoscendo Euro 500,000 ciascuno a titolo di compensazione pecuniaria e risarcimento danni supplementari, per i disagi causati dalla violazione dei doveri di informazione e assistenza, come previsto dal Reg. CE 261/2004, oltre al rimborso delle spese sostenute a causa della cancellazione (biglietti del treno Milano – Brindisi, vitto a Milano, biglietti navetta aeroportuale…).

Commenta l’Avv. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce e difensore dei due passeggeri, come “questa pronunzia, che risulta essere la prima relativa alle cancellazioni dei voli Ryanair del settembre scorso, che hanno coinvolto oltre 400 mila passeggeri, conferma il consolidato orientamento giurisprudenziale che, prendendo le mosse dal Regolamento CE 261/2004, riconosce alle vittime di cancellazioni e ritardi non soltanto gli indennizzi per importi che variano tra 250 e 600 euro, in base alla lunghezza della tratta, ma anche i danni supplementari da violazione dei doveri di informazione e assistenza e il rimborso per le spese sostenute a causa dell’evento imputabile alla compagnia”.

Continua a leggere