L’AGCM ha pubblicato oggi nel suo bollettino, il provvedimento inerente Ge.Ri.S.r.l. e Elliot S.r.l.

Nel provvedimento si legge che il professionista ha:
a) sollecitato, a mezzo apposite comunicazioni via posta nonché attraverso mail, telefonate ed sms, il pagamento – su incarico di diversi committenti – di presunti crediti, non dettagliati o infondati o prescritti o comunque contestati, anche minacciando, in caso di mancato pagamento, azioni legali o specificando che “al fine di ritentare la composizione bonaria del Vostro debito, desideriamo informarvi che abbiamo predisposto la visita di un nostro funzionario che si recherà all’indirizzo su indicato o eventualmente presso il vostro posto di lavoro”;
b) prospettato ai consumatori – attraverso solleciti di pagamento ed sms – di contattare una numerazione a pagamento. In particolare, avrebbe – inviato solleciti di pagamento, a mezzo missiva o mail, spingendo a contattare, “per eventuali comunicazioni”, il numero “895. 895. 8915”, numerazione che risulta sottoposta, come ivi stesso specificato, ad una onerosa tariffazione (“il costo della chiamata da rete fissa è di 96 centesimi al minuto + 12 centesimi di scatto alla risposta. Iva inclusa. Il costo massimo da rete mobile è di 1,56 euro al minuto + 15 centesimi di scatto alla risposta. Iva inclusa.”);
– inviato alcuni sms invitando i destinatari a chiamare un numero a pagamento per effettuare delle “verifiche amministrative”. Nello specifico, un messaggio riporta l’indicazione “La preghiamo cortesemente di contattarci per urgenti verifiche amministrative che la riguardano al numero 895. 895. 8915. Nostro riferimento pratica xxx” e un altro “in relazione alla sua pratica dopo numerosi tentativi di contatto senza alcun riscontro avvisiamo della prossima azione legale. 895. 895. 8915. Nostro riferimento pratica xxx”.

Con l’auspicio della redenzione e del pentimento, che anche Gesù concesse a Barabba, auspichiamo che la Ge.Ri. riveda le sue politiche di gestione del credito e si apra alla trasparenza.

Ricordiamo che i segnalanti sono stati:GUARDIA DI FINANZA, ADUC, MOVIMENTO CONSUMATORI, ASSOCIAZIONE CONSUMATORI, CONFCONSUMATORI, CTCU, ASSOCIAZIONE TUTELA DEI CONSUMATORI, FEDERCONSUMATORI, UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI, ADICONSUM..

Tre tra queste ultime, sono associazioni con cui l’UNIREC, organizzazione di categoria del comparto gestione del credito, dopo anni di buio totale e bilaterlalismo
, ha provato a costituire all’ultimo istante un tavolo di mera facciata non ritenendo di convocare 14 associazioni consumatori sempre del CNCU ritenute non rappresentative o non amiche. Persino l’educazione è ignorata in questo settore, se proprio non vogliamo parlare di capacità politica e strategica.
Bel modo di tutelare il comparto e fare buone prassi. In altri comparti la dignità avrebbe portato alle dimissioni del Presidente(in questo caso UNIREC), anche alla luce dell’asfaltatura data da Dona (UNC) a “mi manda rai tre” della scorsa settimana e delle batoste che continua a prendere da mesi a questa parte. Una rappresentanza di categoria inadeguata che probabilmente sta gettando nel caos ulteriormente un settore che oggi più che mai, dato il momento di crisi, ha bisogno di qualità e attenzione per il cliente e non minacce o SMS a “pagamento”.

È utile oltre a garantire piena attenzione dall’AGCM su settore, anche promuovere un’indagine e un’interrogazione parlamentare sul tema, per comprendere se è troppo facile diventare operatori in questo settore, senza le opportune garanzie per i cittadini, anche a salvaguardia degli operatori seri che non hanno nulla da nascondere come Adv Trade che qualche settimana fa ha aperto le sue porte ai consumatori.

@doctorspinone