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Recupero crediti, partito il primo tavolo Euro Service Consumatori

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Fonte Oipa Magazine

L’incontro è stata l’occasione per gettare le basi della collaborazione appena iniziata, dare inizio alle prime attività e individuare i temi sui quali concentrare i prossimi incontri

Si è svolto martedì 9 luglio 2013, il primo incontro dell’Osservatorio costituitosi con la firma dell’accordo quadro tra l’azienda Euro Service Spa e alcune tra le maggiori Associazioni dei Consumatori. Un’intesa, la prima nel comparto del recupero crediti, nata con l’intento di garantire ai consumatori maggiori tutele nel difficile comparto del recupero crediti, promuovendo la collaborazione e il confronto.
Hanno partecipato all’incontro Antonio Persici, Presidente di Euro Service Spa, unitamente ad altri esponenti dell’azienda, Gianluca D’Ascenzo di Codacons, Carmine Laurenzano di Codici, Massimo D’Andrea di Assoutenti, Alessandra Parisi del Movimento Difesa del Cittadino, Sara Bitetti di Confconsumatori.

Il tavolo di lavoro si è aperto con l’intervento del Presidente, Antonio Persici, che ha espresso la sua soddisfazione per l’importante traguardo raggiunto, augurandosi che, dopo Euro Service Spa, anche altre aziende decidano di intraprendere una collaborazione con le Associazioni dei Consumatori per migliorare il proprio servizio e tenere nella giusta considerazione i diritti dei cittadini. “Auspico che il nostro accordo possa divenire un modello per tutta l’Italia. – Ha affermato Persici – Speriamo quindi che anche altre aziende seguano questa iniziativa volta al confronto e alla collaborazione. Un percorso comune per raggiungere insieme importanti obiettivi”.

Il primo incontro è stato per Euro Service Spa e Associazioni l’occasione per gettare le basi della collaborazione appena iniziata, dare inizio alle prime attività e individuare i temi sui quali concentrare i prossimi incontri.
Nel corso della riunione sono state visionate una serie di notizie riportate dai mezzi di comunicazionesul comparto del recupero crediti. Articoli che mettono sotto la lente d’ingrandimento le pratiche scorrette del settore, finendo per influenzare l’opinione pubblica e danneggiare la reputazione delle aziende che operano correttamente. Una situazione che necessità un cambiamento per restituire dignità a gli operatori che operano onestamente.
Euro Service Spa e Consumatori si sono trovati subito concordi nel sottolineare la necessità di riformare la normativa che attualmente regola il comparto. Una legge antiquata che, per regolarizzare efficientemente il settore, andrebbe aggiornata di pari passo all’evoluzione dell’attività. Le Associazioni si sono quindi rese disponibili per collaborare attivamente alla stesura della proposta di legge.

Il tavolo è stato, inoltre, l’occasione per presentare alle Associazioni dei Consumatori la nuova casella di posta elettronica di Euro Service Spa (consumatori@euroservicespa.com), interamente dedicata alle esigenze e ai bisogni di clienti e consumatori. Anche in questo caso i Consumatori si sono resi disponibili ad affiancare la società nella gestione delle segnalazioni che perverranno dai clienti e nella risoluzione di eventuali problematiche.
Stabilita, poi, la possibilità di indire incontri periodici tra la società e le Associazioni per redigere un documento, nel quale raccogliere una serie di case study che mettano in evidenza come gestire correttamente l’attività di recupero crediti.

Altri argomenti di discussione dell’Osservatorio sono stati: il rispetto della privacy; le modalità da seguire per l’individuazione del debitore; l’assenza di adeguate informazioni sui contratti che, molto spesso, i consumatori sono chiamati a sottoscrivere; l’individuazione di casistiche per meglio risolvere eventuali contenziosi tra debitore e creditore; la possibilità di collaborare per la stesura delle lettere di sollecito.
Il primo tavolo dell’Osservatorio si è concluso con successo, dimostrando la comunione delle vedute e di intenti tra Euro Service Spa e le Associazione dei Consumatori. Un percorso appena iniziato, ma che si spera possa condurre a risultati tangibili verso una politica del credito trasparente e attenta alle esigenze sociali.
Il prossimo appuntamento è stato fissato per il mese di settembre, quando Euro Service Spa e le Associazioni inizieranno la stesura del Codice Deontologico e il Protocollo di Conciliazione.

Il commento delle Associazioni dei Consumatori

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CASO DIAMANTI ecco i numeri e le banche coinvolte

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Complessivamente coinvolti 100.000 investitori c.a.

ADICONSUM sta tutelando circa 2500 investitori in tutta Italiaper un controvalore di 60 milioni di euro
21 febbraio 2019
BANCHE COINVOLTE:

UNICREDIT, INTESASANPAOLO, BANCA MPS, BANCOBPM, (queste sono anche tutte state sanzionate dall’Antitrust).

Poi a macchia di leopardo coinvolte anche qualche BCC, UBI e qualche altro istituto di cui però non abbiamo segnalazioni  particolari (non sono state sanzionate ne menzionate).

Unicredit, Intesa-Sanpaolo e Banca MPS di fatto dopo il reclamo hanno rimborsato e rimborsano attraverso un iter interno della durata da 1 a 3 mesi (siamo nell’ordine di poche migliaia di pratiche complessivamente)

Con il BancoBPM abbiamo un protocollo di conciliazione con tavoli in diverse provinc (ipotizziamo da 60/80.000 pratiche c.a.).

I territori maggiormente coinvolti sono soprattutto il Nord Est, l’Emilia, la Lombardia e la Liguria; poi abbiamo casi sporadici in Piemonte, Toscana e nel Lazio.

Nel Nord Est si caratterizzano per importi mediamente importanti che vanno dai 30/40 mila euro, ma anche con investimenti da 100/150 mila euro e punte da 200/300 mila euro.

In Lombardia la media degli importi è più bassa, siamo in media 20/25 mila euro, ma anche con punte di 150 mila e casi da 350 mila.

La Liguria ha medie anche più elevate del Nord Est.
Piemonte, Emilia e Toscana medie simili alla Lombardia.

La casistica va da: VIP(che non sono tutelati dalla nostra associazione), pensionati (con investimenti molto variegati), lavoratori autonomi (parrucchiere, idraulici ecc), lavoratori dipendenti.

Si segnalano casi di investitori che nemmeno avevano il deposito titoli, ma solo il conto corrente a cui è chiesto di investire in diamanti magari la propria liquidazione in quanto la fabbrica aveva chiuso i battenti.
 Per ogni riferimento, assistenza e supporto è disponibile il Coordinatore del Credito e Finanza Nazionale di ADICONSUM Carlo Piarulli e.mail: carlo.piarulli@adiconsum.it – telefono: 329 5922457- www.adiconsum.it

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Truffa Diamanti, ecco come far valere i propri diritti entro l’8 marzo

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Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui

Comunicato stampa 
TRUFFA SU DIAMANTI Adiconsum:
Stiamo proseguendo gli incontri con le banche per i rimborsi ai risparmiatori
Sedi territoriali Adiconsum a disposizione per presentare la domanda
al Curatore fallimentare della società di investimento IDB
entro l’8 marzo p.v.
  20 febbraio 2019 – In merito alle ultime notizie di stampa sulla vicenda degli investimenti in diamanti, Adiconsum sottolinea come stiano proseguendo i risarcimenti al 100% ai consumatori da parte di Unicredit, Monte dei Paschi di Siena ed Intesa Sanpaolo.

Relativamente all’inchiesta in corso, per quanto riguarda il tavolo di conciliazione sottoscritto con il Banco Popolare lo scorso luglio, Adiconsum dichiara di aver avuto conferma, da parte dell’istituto, del prosieguo degli incontri già calendarizzati.

Inoltre, a seguito del fallimento di una delle società di investimento, la IDB di Milano, Adiconsum sta invitando i consumatori a contattare le proprie sedi territoriali per richiedere assistenza nella compilazione ed invio della domanda al Curatore fallimentare, da presentare entro l’8 marzo.

Ci auguriamo che quanto accaduto a danno dei risparmiatori non si ripeta. È nostra intenzione interagire con gli organismi competenti per vigilare e, soprattutto, prevenire situazioni del genere.
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Così la lobby delle banche cerca di rinviare la trasparenza

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Carlo DE MASI, Presidente di Adiconsum nazionale:
Basta rinvii! I consumatori hanno diritto di conoscere i costi sostenuti per i servizi di investimento offerti da banche/intermediari finanziari
come sancito dalla MIFID 2 


Adiconsum scrive al Ministero dell’Economia e delle Finanze
12 febbraio 2019 – La trasparenza, declinata in tutte le sue varie forme, sia che si riferisca ai costi, alle tariffe, ai prezzi, ai contratti, è un diritto del consumatore. Senza trasparenza non ha senso parlare di tutela del consumatore. 

Per quanto riguarda la trasparenza dei costi dei servizi di investimento ci troviamo di fronte ad un paradosso – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Infatti, nonostante la Direttiva europea Mifid 2 ne renda obbligatoria la comunicazione ai consumatori-investitori, nel nostro Paese, essa non è ancora operativa.

Dopo un primo rinvio richiesto dalle Associazioni bancarie e dagli intermediari dal 1° gennaio 2017 al 3 gennaio 2018 – prosegue Danilo Galvagni, Vicepresidente Adiconsum –apprendiamo che, in un documento datato 30 gennaio 2019, le principali Associazioni degli intermediari italiani  hanno previsto il rilascio di tali informazioni “nel corso del 2019”, dilazionando ulteriormente i tempi di godimento di quello che è un diritto dei consumatori, sancito dalla Commissione europea.

Adiconsum considera il diritto del consumatore alla trasparenza una tutela irrinunciabile e non dilazionabile del consumatore.

Per questo – conclude De Masi – riteniamo che il Governo debba intervenire per evitare ulteriori rinvii nell’applicazione di un diritto fondamentale dei consumatori e per non generare squilibri nel mercato.

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