L’Autorità Garante della concorrenza e del mercato interviene nuovamente per sanzionare la pratica commerciale scorretta della Ditta Spolitu, “consistente nell’inoltro a diversi consumatori, per il tramite di un avvocato, di atti di citazione in giudizio presso diverse sedi di Giudici di Pace (Napoli, Scalea, Lagonegro2), al fine di recuperare presunti crediti oggetto di contestazione, senza il rispetto del foro territorialmente competente, rappresentato da quello di residenza del consumatore”.

L’importo della sanzione amministrativa pecuniaria, questa volta, è pari ad euro diecimila

E’ stato pubblicato sul bollettino n. 42 del 3 novembre il provvedimento, dal quale “emerge che il professionista ha inoltrato su scala nazionale (per consumatori residenti almeno a Varese, Roma, Reggio Calabria e Caserta3), quantomeno dal giugno 2013 al febbraio 2014, atti di citazione in giudizio presso diverse sedi di Giudici di Pace (Napoli, Scalea, Lagonegro) non competenti per territorio, relativi a presunti crediti. Il professionista, inoltre, non ha dato alcun riscontro all’onere della prova attribuitogli al fine di dimostrare che i consumatori sono citati:
a) presso il foro competente, corrispondente a quello di residenza del consumatore;
b) per crediti fondati e non prescritti, per i quali si sia poi concretamente proceduto ad iscrivere a
ruolo la causa.”
Il Garante, in senso conforme ad altre decisioni adottate nel settore del recupero crediti, ha stabilito che “La condotta del professionista integra, quindi, una pratica commerciale aggressiva ai sensi degli artt. 24 e 25 del Codice del Consumo, in quanto idonea ad indurre il consumatore ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso. La condotta del professionista appare idonea, infatti, a determinare nel consumatore medio un indebito condizionamento, ingenerando il convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria (oggetto di contestazione), sia preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell’importo richiesto, piuttosto che esporsi ad un contenzioso giudiziario, sostenendone i relativi oneri economici e disagi. Gli atti di citazione inoltrati sono idonei a esercitare, nei confronti dei destinatari, un notevole grado di pressione psicologica, suscettibile, nella sostanza, di determinare un significativo condizionamento delle scelte e dei comportamenti. La pratica commerciale in esame appare, inoltre, non conforme al livello di diligenza professionale ragionevolmente esigibile nel caso di specie, in quanto non si è riscontrato da parte del professionista “il normale grado della specifica competenza ed attenzione” che ragionevolmente ci si poteva attendere, avuto riguardo alle caratteristiche dell’attività svolta”. Il testo integrale del provvedimento è consultabile sul sito web dell’Autorità, all’indirizzo www.agcm.it