Fonte:corrierenazione.it

Di Canio Trioneteleriscaldamento

Si è formato un partito, non più genericamente di sinistra o di destra, ma specificatamente “Antitriv” cioè con un programma preciso, ben condiviso dagli elettori, chiaro (e quindi onesto nel senso politico del termine) ed estendibile al rapporto tra gente comune a grandi imprese (o lobby che dir si voglia), e che quindi rappresenta un diffuso “sentiment” che andrebbe ascoltato ben oltre la consultazione di ieri. È certamente il maggior partito d’Italia ed il voto descrive perfettamente -e meglio di ogni politologo- la situazione che si è venuta a creare e che cerca rappresentanza.

15.800.000 italiani non hanno seguito i suggerimenti di Renzi e Napolitano e hanno votato. Di questi, più di 13,4 milioni hanno votato SI all’abrogazione di una norma che non migliora in  nulla la nostra economia mentre per tale viene contrabbandata. Si tratta di una cifra di gran lunga superiore a tutti quelli che hanno votato Pd (e non Renzi) alle ultime votazioni e ancora più grande di quelli che hanno votato per Grillo.

Se quelli sono i potenziali elettori del Movimento 5 Stelle il responso è chiaro!

Coloro che hanno disertato le urne non sono tutti per il NO né si sa se sarebbero andati comunque a votare; è evidente infatti che mentre i più direttamente interessati cioè i lucani e i leccesi sono stati più presenti, gli altri, specie dell’entroterra, hanno preferito fare altro perchè evidentemente percepiscono il problema lontano dai loro immediati interessi.

Infine esiste la questione partitica: il referendum è stato promosso dalle Regioni cioè da pezzi della politica che non tutti considerano priva delle colpe tipiche di tutta la politica.

Nella valutazione del voto non ci si può trincerare dietro una interpretazione notarile rimandando alle determinazioni matematiche previste in Costituzione. Esse hanno ovviamente influenza sulle conseguenze ufficiali della consultazione; ma ben differenti sono le conseguenze politiche che questi numeri non possono non  comportare.

In ogni caso si è formato (e si è imposto all’attenzione di tutti con vari milioni di voti) un partito non più genericamente di sinistra o di destra ma specificatamente “Antitriv” cioè con un programma preciso, ben condiviso dagli elettori, chiaro (e quindi onesto nel senso politico del termine) ed estendibile al rapporto tra gente comune e grandi imprese (o lobby che dir si voglia), e che quindi rappresenta un diffuso “sentiment” che andrebbe ascoltato ben oltre la consultazione di ieri. È certamente il maggior partito d’Italia ed il voto descrive perfettamente e meglio di ogni politologo la situazione che si è venuta a creare che già conoscevamo e che cerca rappresentanza.

Una rappresentanza che né i politici né, tanto meno, sindacati o altro soddisfano e che non si può più eludere visti i numeri coinvolti.

Chi rappresenta il diffuso sentimento di fastidio (è un eufemismo) dovuto alla sudditanza della gente comune agli interessi delle lobby?

Chi rappresenta gli interessi dei piccoli produttori e dei consumatori contro le scorribande delle grandi imprese?

Chi sostiene la domanda di sviluppo diffuso e capillare contro la logica del Pil costruita con la crescita dei profitti delle grandi corporations?

Chi incarna una teoria economica che dichiari il fallimento delle politiche dei grandi conglomerati bancari, commerciali e industriali e ne proponga una alternativa?

Chi ricorda che quali che siano gli interessi in campo il paletto ambientale non è trattabile?

Chi difende le nostre poche ricchezze minerarie dagli appetiti della politica nostrana (che ha occupato le Istituzioni) e delle grandi corporations?

Infine: chi coinvolgerà i milioni di italiani che non votano perché credono che “tanto, i politici sono tutti uguali”???

Questo 13 milioni e passa di italiani hanno voluto chiederci!

Il problema dell’economia e della politica italiana e mondiale è tutto qui. Chi risponderà concretamente a queste domande avvierà la nuova fase della vita pubblica italiana.

Canio Trione