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Regali di Natale su internet? Ecco le 10 regole fondamentali per evitare fregature

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Gli acquisti su internet sono in netta ascesa. Si calcola che almeno due milioni di italiani in più, rispetto allo scorso anno, acquisteranno i regali di Natale in rete. Tuttavia come crescono gli utenti, crescono anche le domande, riguardanti soprattutto i rischi che si corrono comprando sul web.

L’obiettivo di chi fa shopping è sempre lo stesso: risparmiare. Per onestà intellettuale bisogna ammettere che su internet si compra bene, tuttavia è necessario prestare molta attenzione ai classici tranelli nei quali può cadere un principiante. È buona norma, quindi, farsi guidare, almeno per le prime volte, da persone che hanno accumulato una certa esperienza in rete e sanno riconoscere al volo il banner “tarocco” piuttosto che altri pericoli.

Ad ogni modo se non c’è proprio nessuno disposto a spendere un po’ di tempo per guidarci, oppure se vogliamo esplorare il mondo dell’e-commerce da soli perché pensiamo di essere abbastanza capaci di evitare errori che possono costarci cari nel vero senso della parola, niente e nessuno ci vieta di intraprendere la nostra avventura. È consigliabile, in ogni caso, tenere presenti alcune regole basilari. L’Unione Nazionale Consumatori (www.consumatori.it) le ha riassunte egregiamente in un “decalogo” che vi riproponiamo fedelmente di seguito e che vi tornerà molto utile prima di effettuare i vostri acquisti.

  1. acquistate solo su siti ad alto standard protetti da sistemi di sicurezza internazionali come SSL e SET, riconoscibili dalla certificazione e dal lucchetto chiuso;
  2. confrontate le varie offerte prima di procedere all’acquisto, cercando anche in Rete maggiori dettagli sui prodotti/servizi o la reputazione del venditore;
  3. non fatevi prendere dalla fretta o dall’ansia; molti siti giocano su una comunicazione emotiva: timer che scadono, avvisi che l’articolo è in esaurimento, etc. E’ il caso di ignorarli;
  4. diffidate dalle offerte estremamente vantaggiose (potrebbero essere siti che “giocano” con l’iva o di incerta provenienza);
  5. non fatevi attrarre dallo sconto, ma chiedetevi sempre se state acquistando quello che davvero stavate cercando;
  6. controllate il prezzo finale del prodotto o servizio comprensivo di spese di spedizione e altri costi aggiuntivi (è illegittima la maggiorazione per l’uso della carta di credito);
  7. controllate le date di consegna per scongiurare il rischio che il vostro acquisto non arrivi per tempo, se si tratta di un regalo o arrivi in un periodo in cui siete fuori casa (ad esempio durante le vacanze estive);
  8. stampate una copia dell’ordine e della pagina contenente l’offerta;
  9. trasmettete i dati economici solo quando sono rispettate le condizioni di sicurezza e non comunicate mai iriferimenti o altri dati personali via email (a riguardo leggi anche “Pagamenti on-line, quale scegliere?“)
  10. ricordate che anche comprando on-line vale il diritto di recesso, da esercitare entro 14 giorni dalla data di consegna del prodotto o dalla sottoscrizione del contratto.

Vi ricordiamo che il decalogo acquisti on-line è tratto da: www.consumatori.it: clicca qui per leggere la pagina originale.

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Banche: rinvio a giudizio dei vertici di Banca Popolare di Vicenza.

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Federconsumatori accoglie con grande favore la decisione di rinviare a giudizio tutti gli imputati nel processo contro i vertici di Banca Popolare di Vicenza, disposto dal Dott. Roberto Venditti all’esito dell’ultima sessione dell’udienza preliminare tenutasi a Vicenza lo scorso 20 Ottobre.

Nonostante le necessarie ed inevitabili dilazioni dell’udienza, per consentire ai tantissimi risparmiatori ed Associazioni di costituirsi, e considerato anche il tentativo in extremis degli imputati di trasferire il processo a Trento, il Giudice per l’Udienza Preliminare è riuscito a concludere l’udienza in un anno esatto dal suo inizio, tempo che sarebbe stato ancor più breve se la decisione della Corte di Cassazione sullo spostamento del processo non si fosse protratta per oltre 5 mesi. Il 1° Dicembre pertanto si apriranno le porte del processo nei confronti di Gianni Zonin e degli altri dirigenti di BPVI.

Ai già numerosi risparmiatori costituitisi all’udienza preliminare se ne aggiungeranno ora molti altri, nella speranza che la speditezza imposta al giudizio dal GUP in sede preliminare si associ ora pari solerzia dei Giudici del dibattimento, così da giungere ad una sentenza di condanna in primo grado che evidenzi e sottolinei le responsabilità degli imputati, anche considerando i concreti rischi che un processo di queste dimensioni incorra in una possibile prescrizione senza che si faccia luce su una vicenda che ha coinvolto i risparmi di oltre 120.000 famiglie in tutta Italia con evidenti negligenze anche degli organi di vigilanza.

Federconsumatori si augura che i tempi siano finalmente maturi anche a Treviso, nel processo gemello che coinvolge i vertici di Veneto Banca.

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Dal 1 ottobre aumentano bollette e carburanti + 340 all’anno/famiglia

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A partire da oggi, lunedì 1 ottobre, sugli italiani si abbatterà una stangata da circa +340 euro annui a famiglia determinata dai forti rincari delle bollette luce e gas cui si associa l’andamento al rialzo dei listini dei carburanti. Lo denuncia il Codacons, che invita il Governo a intervenire per salvaguardare le tasche dei cittadini.

“A partire da oggi gli italiani pagheranno l’elettricità il 7,6% in più, mentre per il gas gli aumenti raggiungono il 6,1% – spiega il presidente Carlo Rienzi – Una batosta che si ripercuoterà in modo diretto sulle bollette energetiche, con una maggiore spesa per luce e gas pari a complessivi +110 euro su base annua. Si stanno registrando inoltre forti incrementi anche sul versante dei carburanti, al punto che oggi un litro di benzina costa il 12,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre per il gasolio si paga addirittura il 14,5%; basti pensare che un pieno di diesel costa oggi 10,1 euro in più rispetto ad ottobre dello scorso anno”.

Solo per i maggiori costi diretti legati a bollette e carburanti (ipotizzando due pieni al mese) una famiglia media spenderà circa 340 euro in più su base annua, senza contare gli effetti indiretti sui prezzi e negli altri settori connessi all’energia.

“Invitiamo il Governo ad intervenire per salvaguardare le tasche degli italiani, adottando provvedimenti in grado di limitare gli effetti dei rincari energetici, a partire dal taglio delle accise sui carburanti atteso da decenni” – conclude Rienzi.

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Bankitalia spende 750mila euro per un sito che dovrebbe educare i consumatori al risparmio

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CODICI presenta un Esposto alla Corte dei Conti per il sito sull’educazione finanziaria del Comitato EDUFIN

L’Associazione si oppone allo sperpero di denaro pubblico e chiede di verificare costi e modi di realizzazione di uno strumento che risulterebbe più a favore delle Banche che dei Consumatori

L’Associazione CODICI, a tutela degli interessi dei cittadini e dei consumatori, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, ritenendo che l’iniziativa del sito internet per l’educazione finanziari del Comitato EDUFIN, al quale sono stati assegnati fondi per un totale di 1 milione di euro dal 2017, rappresenti una dispersione di fondi pubblici.

CODICI chiede al nuovo Governo, in particolare al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, di vigilare su questo spreco di soldi pubblici e controllare l’emergenza che si nasconde dietro le attività di consulenze e appalti, per progetti che risultano inadeguati ai costi.

Analizzando il sito internet dedicato http://www.quellocheconta.gov.it/it/che è costato più di 750 mila euro, risulta evidente come, una spesa di questa entità sia sproporzionata a fronte dei contenuti pubblicati all’interno dello stesso sito. I testi risulterebbero dei contenuti riconducibili a siti internet di istituti bancari. Una situazione paradossale che appare ancor più strana dal momento che il sito in questione e il comitato ad esso collegato sono stati costituiti per informare e divulgare nozioni fondamentali per il consumatore, riguardo l’argomento finanziario. Da un’analisi del sito si evince come questa informazione sia del tutto insufficiente.

La Fondazione per l’Educazione Finanziaria al Risparmio, attraverso il Comitato per l’educazione finanziaria, ha realizzato un sito web che, da quanto riportato anche in un’inchiesta de “Il Fatto Quotidiano”, sebbene sia un’iniziativa governativa di EDUFIN, risulterebbe inefficace e molto dispendiosa per i contribuenti italiani.

Il sito nasce con l’intento di fare luce su una materia che sembrerebbe ancora oscura ai risparmiatori, quella della cultura finanziaria. Dagli strumenti bancari per mettere da parte i primi risparmi, alle nozioni sulla busta paga e il TFR; dal percorso che è possibile intraprendere per l’acquisto di una casa, alle spese da affrontare in una famiglia, fino alla gestione della pensione.

Il problema evidenziato nell’articolo de “Il Fatto Quotidiano” dello scorso 29 Aprile, riguarda sia le spese di realizzazione del sito, che è costato quasi un milione di euro all’anno (750 mila euro), provenienti dal Ministero del Tesoro, che i contenuti. Ad una lettura attenta non emergono informazioni davvero utili e complete sull’educazione finanziaria, sebbene questa dicitura sia riportata quasi in ogni articolo, ma si tratta piuttosto di informazioni banali e talvolta fuorvianti.

“Come Associazione a difesa dei Consumatori, riteniamo – dichiara il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – che operazioni come questa rappresentino un grande sperpero di risorse pubbliche e non siano state gestite in maniera totalmente trasparente. Sicuramente i contribuenti e i risparmiatori a cui era indirizzato il sito si ritroveranno ancora a farsi molte domande sull’educazione finanziaria, dopo aver letto articoli poco esaustivi, a favore di alcuni istituti bancari o news che rappresentano vere e proprie campagne promozionali per vendere polizze” – ha concluso Giacomelli.

Per i motivi sopracitati CODICI, nella sua quotidiana attività a tutela dei Consumatori, ritenendo che il sito governativo non sia stato realizzato con un punto di vista imparziale, bensì contenga contenuti pubblicitari a favore delle Banche, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti.

Ufficio Stampa Associazione CODICI
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