Seguici su

Consumatori

Regali di Natale: come evitare l’acquisto di giocattoli e giochi non a norma

Il Natale si avvicina, insieme alla classica “letterina”. Per far felici i vostri bambini e voi stessi con un acquisto sicuro, ecco dieci regole dettagliate da osservare.

Pubblicato

il

Il 25% dei regali che saranno scambiati sotto l’albero, uno su quattro, sarà un giocattolo o un videogioco secondo le stime dell’Adoc, rispetto allo scorso anno è il 6% in più. “Un regalo su quattro sarà un giocattolo o un videogioco – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – e di questi il 30% verrà acquistato online, mentre il 55% presso un negozio tradizionale. E’ un dato importante, che ci porta a puntare l’attenzione sui rischi connessi all’acquisto di un gioco non sicuro e non a norma o, addirittura, contraffatto. In Italia il fenomeno della contraffazione e della pirateria di giochi e videogiochi è, purtroppo, largamente diffuso. Basti pensare che, nel settore giocattoli, ogni anno vengono sequestrati circa 20 milioni di pezzi, la maggior parte contraffatti. Si stima invece che almeno il 60% dei videogiochi abbia un’origine illegale, vuoi “fisica” se acquistato presso ambulanti o “virtuale” se scaricato dalla rete e successivamente masterizzato. Soprattutto quest’ultimo fenomeno è particolarmente rilevante, tanto che circa l’80% dei videogiochi, per computer e console, è scaricato illegalmente in rete.

Per questo l’Adoc ha pubblicato le 10 regole da seguire per evitare l’acquisto di giocattoli e videogiochi non a norma, pericolosi o contraffatti. la pubblicazione rientra nell’ambito della campagna #regalosicuro, in vigore fino a Natale, sul sito www.adocnazionale.it e sui canali Facebook e Twitter dell’Associazione. Nell’ambito della campagna saranno pubblicati consigli, vademecum e infografiche su come acquistare in sicurezza i regali di Natale, per ogni categoria merceologica. Sono già state pubblicate le 10 regole per acquistare online in sicurezza.

Per l’Adoc, comunque, il più bel regalo di Natale per le famiglie italiane sarebbe un intervento deciso da parte del Governo sulla detassazione e sulla detrazione fiscale. “In Francia l’adozione del meccanismo del “quoziente familiare” ha permesso alle famiglie di godere di maggiori entrate, pagando meno tasse in proporzione alle dimensioni del nucleo familiare – continua Santini – Con il risultato che, a parità di reddito imponibile, una famiglia francese paga di imposte circa 1900 euro in meno di una famiglia italiana. L’equivalente di una tredicesima da destinare per il rilancio dei consumi, per l’incremento dei risparmi, per le spese sanitarie, per l’istruzione dei figli. Un’iniezione di liquidità che permetterebbe di riequilibrare le disparità reddituali con il resto d’Europa. “

LE 10 REGOLE PER UN ACQUISTO SICURO DEI GIOCHI

1 – Controlla che sia presente la marcatura CE, verificando che sia indelebile, visibile e leggibile e di dimensione non inferiore a 5 mm. Anche se il marchio CE non garantisce da tutti i rischi, è fortemente sconsigliato l’acquisto di giocattoli che ne sono sprovvisti; La marcatura CE è apposta sul giocattolo dal fabbricante o dal suo mandatario nella Comunità Europea ad attestare, sotto la propria responsabilità, che il giocattolo in questione è stato fabbricato in conformità alle norme europee e alle norme nazionali. Si tratta di una conformità presunta in quanto l’attestazione avviene attraverso l’autocertificazione del produttore. Se nella fabbricazione le norme non sono state integralmente osservate, i giocattoli possono essere immessi sul mercato solo dopo aver ottenuto un attestato CE del tipo rilasciato da un organismo autorizzato che ha effettuato sul prodotto un’analisi di laboratorio completa.

2 – Controlla che siano presenti altri marchi come “Giocattoli sicuri” dell’Istituto italiano di sicurezza dei giocattoli e “IMQ” dell’Istituto per il marchio di qualità per i prodotti elettrici danno più garanzie, perché indicano che i giocattoli sono stati sottoposti a test di sicurezza

3 – Etichetta: deve sempre comparire il nome e/o la ragione sociale e/o il marchio, l’indirizzo del produttore o del responsabile dell’immissione sul mercato della Comunità Europea, fondamentali nel caso di malfunzionamento dell’oggetto o in caso di danno fisico ai bambino;

4 – Verifica che le avvertenze e le istruzioni d’uso del giocattolo siano redatte in lingua italiana;

5 – Il giocattolo deve essere privo di parti appuntite e taglienti, deve resistere agli urti e non provocare ferite in caso di rottura; le parti smontabili devono avere dimensioni tali da impedirne l’ingerimento da parte del bambino;

6 – Verifica che il giocattolo non contenga sostanze o preparati che possano diventare infiammabili e che le vernici utilizzate rientrino nei limiti di tolleranza biologica previsti. Ai fini della protezione della salute dei bambini la tolleranza biologica giornaliera relativa all’utilizzazione dei giocattoli non deve oltrepassare:
0,2 (Micron)g di antimonio,
0,3 (Micron)g di arsenico,
25,0 (Micron)g di bario,
0,6 (Micron)g di cadmio,
0,3 (Micron)g di cromo,
0,7 (Micron)g di piombo,
0,5 (Micron)g di mercurio,
5,0 (Micron)g di selenio,
o eventuali altri valori che vengano fissati per tali sostanze o per altre sostanze dalla legislazione comunitaria sulla base di dati scientifici. Per tolleranza biologica di tali sostanze si intende l’estratto solubile che ha una significativa importanza tossicologica.

7 – Giochi elettrici: la tensione di alimentazione non deve superare i 24 Volt, devono essere isolati per evitare scariche elettriche e alle temperature elevate, e non provocare ustioni. I giocattoli elettrici (trenini, ferri da stiro, forni ecc.) devono poter funzionare solo tramite trasformatore esterno con dispositivo salvavita a bassa tensione (massimo 24 Volt). Oltre al marchio CE, è bene che sia apposto anche quello IMQ.

8 – Videogiochi: è preferibile ricercare quelli che presentano il simbolo PEGI (Pan European Game Information), classificazione che attraverso otto descrittori simbolici indica la tipologia del gioco, il grado di violenza, il linguaggio adottato e la fascia d’età a cui è rivolto;

9 – Età del bambino indicata per poter utilizzare il giocattolo. Giocattoli sicuri e a norma ma destinati a bambini di età superiore ai tre anni dati invece a bambini di età inferiore potrebbero presentare caratteristiche non adatte a quell’età e quindi pericolose. Per giocattoli destinati a bambini di età inferiore a 36 mesi sono previste marcature aggiuntive, con esplicita avvertenza, quale “Non adatto a bambini di età inferiore a 36 mesi”, oppure, “Non adatto a bambini di età inferiore a tre anni”, o ancora, deve essere presente un pittogramma, che, se usato senza altre diciture, deve avere un diametro di almeno 10 mm.

10 – Reclami: Nel caso di giocattoli non funzionanti, difettosi, o diversi da quelli ordinati, è possibile attivare la garanzia di 24 mesi prevista ai sensi del D.Lgs n. 24/02, contestando il prodotto acquistato per difetti di conformità. È opportuno fare al commerciante che ci ha venduto il giocattolo un reclamo scritto, da spedire tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, e allegare copia dello scontrino. Nella lettera vanno indicate le disfunzioni rilevate, le cause che hanno determinato eventuali incidenti e i danni riportati dal bambino. Nel caso di comprovate disfunzioni, si può chiedere la sostituzione del giocattolo o, qualora la riparazione o la sostituzione non sia possibile, la restituzione dell’importo versato per l’acquisto. Se il reclamo dovesse rimanere senza risposta, si consiglia di rivolgersi al produttore o all’importatore e in caso di ulteriore mancata risposta ad una Associazione di Consumatori. È utile, soprattutto in sede di eventuali contestazioni, avere sempre oltre allo scontrino fiscale, che va conservato per due anni, copia dell’etichetta o del foglio informativo del gioco.

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

150 milioni di euro per il Fondo efficienza energetica Ecco come ottenere un finanziamento

Pubblicato

il

Questo inizio 2018 potrebbe portare ad un’altra ottima notizia per quello che riguarda la strategia energetica italiana. Proprio in questi giorni infatti la Corte dei Conti sta vagliando il decreto di costituzione del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica firmato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Il decreto consentirebbe a pubblici e privati di chiedere ed ottenere finanziamenti per interventi di efficienza energetica su edifici, strutture e processi produttivi. Ed anzi a tal proposito è importante sottolineare che la società Invitalia è già impegnata per valutare proposte, così come centinaia di aziende energetiche al lavoro per rivedere i processi energetici pubblici. Invitalia infatti gestirà il Fondo, che ha natura rotativa ed è coperto già dai primi 150 milioni di euro.

Decisamente una bella somma, a cui si aggiungerà un ulteriore introito annuale da 35 milioni di euro, destinato dal Ministero di Calenda fino al 2020. Un impegno concreto per sostenere tantissimi progetti di abbattimento di emissioni inquinanti, che sarà sostenuto anche dal già citato Ministero dell’Ambiente (anche qui è già stata annunciata disponibilità di risorse).

Di seguito alcuni degli interventi eseguibili finanziabili: si va dall’illuminazione pubblica alla trasformazione di caldaie, dalle reti per il teleriscaldamento all’installazione di apparecchiature ecocompatibili, passando addirittura per l’ammodernamento di centrali termiche.

Un sistema dunque che sembra aprire le porte a forme di paternariato pubblico-privato e che andrà ancora più incontro alle esigenze dei cittadini se consideriamo che la Legge di Stabilità 2018 ha ampliato anche i meccanismi di eco-prestiti ed eco-bonus.

Comunicato associazione consumatori CODICI

Continua a leggere

Consumatori

Sacchetti bio: occhio allo scontrino

Pubblicato

il

Codici: verificate che non vi vengano addebitati se non li utilizzate

E’ di questi giorni la notizia che i consumatori, da quando è stato imposto il pagamento dei sacchetti bio, stanno cambiando abitudini di acquisto preferendo i prodotti confezionati, generando quindi molti più rifiuti, smascherando la praticamente inesistente anima “ambientalista” del provvedimento.


Poiché molti, tra cui il nostro segnalatore, scelgono il prodotto confezionato proprio per protesta contro questo ennesimo balzello, è facile immaginare la rabbia del Consumatore che si è visto addebitare, su un prodotto confezionato, un inesistente sacchetto bio.

Ad onor del vero, il Punto Vendita ha immediatamente restituito la somma al consumatore e rettificato l’errore nei loro archivi, ma se il consumatore non se ne fosse accorto?

Invitiamo quindi tutti gli esercenti, soprattutto la Grande Distribuzione, ad adottare i sacchetti di carta riciclata, o addirittura i sacchetti di carta in materiale compostabile, prodotti realmente amici dell’ambiente insomma.

Soprattutto però invitiamo i consumatori a verificare sempre sullo scontrino se il numero di sacchetti pagati coincida con quelli utilizzati.

L’errore è sempre dietro l’angolo ma, chissà perché, raramente è a favore del consumatore.

Continua a leggere

Consumatori

GAS: LE VERITA’ NON DETTE SUL PIANO DI SOSTITUZIONE DEI CONTATORI

Pubblicato

il

fonte: orizzontenergia.it

Il piano di sostituzione dei contatori del gas è in corso già da diversi mesi; sono numerosi i consumatori che hanno ricevuto la notifica di sostituzione del contatore dal proprio operatore. L’Associazione Codici precisa che la sostituzione non è obbligatoria per ogni consumatore: se infatti il nostro contatore non ha più di 15 anni di attività non è necessaria la sostituzione. Nel corso dell’articolo vengono forniti maggiori dettagli in merito.Migliaia di consumatori stanno ricevendo le lettere dal proprio distributore locale per la sostituzione del contatore del vecchio contatore meccanico del gas con il nuovo apparecchio elettronico che consente la tele-lettura dei consumi a distanza.

Questa sostituzione, in capo al distributore locale, è dettata da una delibera dell’Aeegsi n. 631/2013/R/gas del 27 Dicembre 2013, la quale prevede l’installazione dei contatori tele-letti. Questi dovrebbero facilitare la lettura attraverso display e la trasmissione del dato di lettura.

Ricordiamo al consumatore che non è obbligato a sostituire il contatore del gas come invece scritto nella lettera che viene recapitata a casa, infatti, come ci spiega Luigi Gabriele (Responsabile Affari Istituzionali e regolatori di CODICI): “In capo all’utente non c’è alcun obbligo di sostituzione del contatore”. “È il distributore ad essere obbligato a garantire che i contatori funzionino e ogni 15 anni “dovrebbe” fare un controllo metrico su ogni apparecchio per verificare che risponda alle condizioni metrico legali”.

Ma questi controlli hanno un costo elevato per i distributori che quindi preferiscono sostituire direttamente i contatori, ricevendo poi una cospicua remunerazione, prevista dalla stessa delibera dell’Autorità. Solo Italgas incasserà 3 miliardi e mezzo di euro da questa operazione.

L’unico obbligo che ha il consumatore è quello di accertarsi che il proprio contatore funzioni correttamente dopo 15 anni di vita. Ne deriva che, se il nostro apparecchio ha più di 15 anni, non siamo nelle condizioni di rifiutare l’operazione di sostituzione, mentre se abbiamo un contatore più moderno possiamo evitarla.

Il piano di installazione ha diverse scadenze a seconda del contatore e della dimensione del distributore.
Ad esempio al 30 Giugno 2017, secondo lo stato di avanzamento del piano di sostituzione dei contatori domestici pubblicato sul sito di Italgas Reti, risultano installati il 27% contatori, pari a 1.680.000 unità. L’obiettivo al 31 Dicembre 2018 è del 52% a fronte di un obiettivo minimo del 50% fissato dall’Autorità.

gas meter

L’operazione di sostituzione dei contatori del gas è sostanzialmente analoga a quella dei contatori dell’energia elettrica, ma ha fatto meno rumore perché c’è una differenza sostanziale – spiega Luigi Gabriele – Nel settore del gas, a differenza di quello dell’energia elettrica, la distribuzione è parcellizzata in un numero molto consistente di distributori, soprattutto a livello locale con decine di municipalizzate”.

Secondo l’ultima rilevazione dell’Aeegsi, in Italia il 50% delle fatture è ancora basato su consumi stimati e da anni le associazioni dei consumatori denunciano che milioni di contatori non vengono letti almeno una volta all’anno, come previsto dalle delibere dell’Autorità. Ed è anche per questo che i distributori si stanno affrettando a sostituire i contatori per cercare di riallinearsi con le letture.

CodiciCodici non ha aderito al Protocollo di intesa con Italgas; nonostante questa operazione massiva, non crediamo che magicamente avverrà la fine delle letture stimate e dei maxiconguagli, perché il distributore pur essendo remunerato in bolletta attraverso gli oneri di sistema non adempie ai propri obblighi.  Inoltre l’operatore, nella lettera recapitata a casa dei consumatori, continua ad affermare che il cliente non può rifiutare la sostituzione del contatore; noi ribadiamo che l’obbligo è in capo al distributore non al consumatore e quest’ultimo può liberamente scegliere di sostituirlo in base al fatto che il contatore abbia o meno 15 anni.

Il problema di detenere in modo esclusivo il dato di misura  conferisce al distributore un potere immenso e da questo deriva la madre di tutti i problemi, ovvero i maxiconguagli e le stime.

E’ stato sempre iniquo retribuire automaticamente in bolletta un’operazione che non veniva svolta e che nemmeno in futuro lo sarà, dato che anche il nuovo smart meter sarà tele-letto.

 

Articolo redatto da Codici in collaborazione con Orizzontenergia

Continua a leggere