CODICI
È stata presentata oggi a Montecitorio la relazione annuale dell’Antitrust riguardante il mercato italiano. Si apprende che in 17 mesi l’Autorità ha irrogato sanzioni per oltre 182 milioni, di cui 170 milioni per illeciti anticoncorrenziali e 12 milioni e mezzo per pratiche scorrette. Le sanzioni restano un’arma essenziale nonostante la crisi, depotenziarle non farebbe altro che far aumentare la diffusione delle pratiche scorrette. Questa l’opinione del Presidente Giovanni Pitruzzella.

Nonostante l’impegno e le azioni dell’Agcm, però, ad oggi il mercato italiano è ingessato, basti pensare alle criticità riguardanti settori anche molto diversi tra loro, da quello dei trasporti ad alta velocità, a quello dell’Energia e il Gas, al trasporto aereo, alle assicurazioni.

Cosa propone il Codici? Innanzitutto è necessario che gli impegni presi vengano mantenuti saldamente e portati avanti finchè necessario. Inoltre, le sanzioni dovrebbero diventare più aspre, con multe più salate. Poche centinaia di euro di multa, infatti, pesano scarsamente nelle tasche delle aziende, multe del genere quindi non costituiscono un reale deterrente contro il cartello aziendale. Il Codici si ritiene in linea con quanto espresso dal Presidente Giovanni Pitruzzella, in particolare sulla riforma di alcuni settori e sulle novità sulla legge della concorrenza.

L’associazione, inoltre, sottolinea l’importanza della professionalità dei soggetti operanti nelle numerose aziende strategiche italiane. L’appello che il Codici rivolge alle Amministrazioni e alle Autorità è quello di vigilare per fare in modo che i luoghi di potere di tali aziende siano occupati da persone veramente competenti, guidate da interessi di reale sviluppo del lavoro, senza influenze o coinvolgimenti di derivazione politica.

CODACONS
La mancanza di concorrenza che caratterizza alcuni settori del nostro paese rappresenta una pesante ancora che impedisce all’Italia di uscire dalla crisi. Lo afferma il Codacons, commentando la relazione annuale dell’Antitrust.
“Il danno prodotto dalla scarsa o assente concorrenza tra operatori si traduce in una perdita pari a circa 1.500 euro annui a famiglia, sottoforma di maggiori costi o di mancate riduzioni di prezzi e tariffe – spiega il presidente Carlo Rienzi – I settori più critici sono senza dubbio quello bancario e quello assicurativo, per i quali un mercato realmente competitivo produrrebbe risparmi medi pari a circa 650 euro annui a nucleo familiare, ma problemi si registrano anche nelle tariffe per servizi e forniture (specie energetiche), che determinano una maggiore spesa di circa 500 euro annui a famiglia. Concorrenza al lumicino poi anche nel settore dei trasporti (+150 euro a nucleo) per il quale servono interventi urgenti finalizzati ad ampliare il mercato e ridurre tariffe e prezzi finali” – conclude Rienzi.

ADICONSUM
Adiconsum esprime il proprio appoggio al Presidente dell’ Antitrust, Giovanni Pitruzzella, che nella sua Relazione ha evidenziato la necessità di vere e complete liberalizzazioni, ad oggi incompiute per l’azione di forti lobby. Non è più possibile che nelle libere professioni – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – si continuino a trovare “escamotage” puntualmente multati dall’Antitrust, come nel caso degli ordini dei notai.

È tempo – continua Giordano – che il Governo decida, anche e finalmente, di realizzare l’Authority dei trasporti. Se il problema è la realizzazione di un’ulteriore Authority con costi a carico della collettività, la strada è molto semplice: affidare il tutto, a costi invariati, all’Enac, che ha già grande esperienza nel trasporto aereo, considerato anche che le normative europee sono simili in tutti i segmenti del settore.