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Renzi promette, 80 Euro anche alle neo mamme

Famiglia, 80 euro di bonus neomamme è solo primo passo, servono più detrazioni e sgravi
Solo per il percorso scolastico ogni famiglia spende 12mila euro per figlio, va adottato il modello francese basato sul quoziente familiare

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La previsione di un bonus di 80 euro di tre anni per le neo mamme incontra il parere favorevole dell’Adoc, fermo restando che non rappresenta una soluzione alla crisi sociale e economica delle famiglie ma solo un primo passo.
“Le famiglie devono tornare al centro delle politiche sociali ed economiche, senza un aiuto serio si rischia il crollo. Il bonus di 80 euro alle neo mamme è un primo passo, un primo segnale di attenzione verso le famiglie che accogliamo positivamente – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – ma non può essere considerato sufficiente per risolvere i problemi che hanno messo in ginocchio le famiglie, che nel corso degli anni sono state progressivamente abbandonate, gravate di troppe spese e troppe responsabilità, senza nessun aiuto. Non dobbiamo quindi stupirci se oggi la natalità è sempre minore rispetto al passato, avere un figlio comporta spese altissime e inevitabili per una famiglia. Basti pensare che dall’asilo alle superiori mandare i figli a scuola è un calvario per i genitori, sia dal punto di vista organizzativo che economico. L’intero percorso scolastico costa in media 12mila euro per figlio, considerando solo la spesa per libri, materiale didattico e corredo. La spesa media per l’asilo si attesta sui 2.500 euro l’anno, il ciclo delle elementari prevede un esborso medio di 1.100 euro, le medi 1.200 euro e le superiori ben 2.000 euro. Senza dimenticare il lungo periodo di ambientamento negli asili, caso unico in Europa, che costringe i genitori ad assentarsi ripetutamente dal lavoro, o i giorni persi a causa delle scuole trasformate in seggi elettorali, e le “temute” vacanze estive, con i genitori a lavoro e i figli lasciati a parenti o ai costosi centri estivi. Come possono resistere le famiglie a questo salasso, considerando le enormi difficoltà economiche contingenti? Come Adoc stimiamo, difatti, che il 40% delle famiglie non riesce a sostenere le spese per la scuola. Le famiglie italiane già vivono al limite delle loro possibilità, nel corso di questi ultimi anni hanno dovuto drasticamente tagliare consumi, risparmi e investimenti. Siamo invece fortemente convinti che, adottando un modello simile a quello presente in Francia e nel Nord Europa, ovvero più figli più aiuti, le famiglie, vera spina dorsale del Paese, possano tornare a respirare e a reinvestire. Inoltre la stessa famiglia deve anche sobbarcarsi le spese per le cure dei propri genitori anziani. Che, spesso e volentieri, costituiscono una fonte di reddito aggiuntiva essenziale per la sopravvivenza delle famiglie, che riescono a tirare avanti anche grazie alle pensioni, seppure minime, dei propri genitori. Come è possibile, quindi, reggere l’urto senza sgravi, detrazioni e aiuti economici? Difficile, praticamente impossibile. Come Adoc siamo convinti che debbano essere adottati nuovi modelli di welfare che coprano tutte le esigenze e le preoccupazioni delle famiglie. A partire dalla scuola per finire alle cure sanitarie. Non si possono abbandonare le famiglie, nella loro globalità, vera spina dorsale del Paese”.

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Polizze dormienti, collaborazione tra IVASS e agenzia dell’Entrate per scovare gli assicurati inconsapevoli

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Grazie alla collaborazione dell’Agenzia delle Entrate, l’IVASS potrà effettuare l’incrocio tra i codici fiscali degli assicurati delle polizze vita “dormienti” con l’Anagrafe Tributaria, al solo fine di verificare l’eventuale decesso degli assicurati e la relativa data. Ciò a seguito dell’indagine IVASS sulle polizze dormienti svolta nel 2017.

 

L’IVASS restituirà i dati “incrociati” alle imprese di assicurazione in modo che possano ricercare i beneficiari e pagare le polizze. Il primo incrocio sarà effettuato nel mese di marzo 2018.

 

Un test di incrocio svolto a settembre scorso su un campione di 12 imprese e 101.242 polizze vita di assicurati (con età superiore a 90 anni) ha consentito di “risvegliare” più di 15.789 polizze “dormienti”, relative a 11.289 assicurati. Per queste polizze le imprese stanno procedendo, direttamente e tramite i loro  intermediari, a contattare i beneficiari.

 

Al 30 novembre il 76% di queste polizze “risvegliate” (12.002 polizze) risulta pagato.

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Monte dei Paschi- la verità storica

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Nella sala di attesa di una importante autorità di vigilanza, trovo un libro straordinario, poggiato sul tavolo, quasi come se fosse una rivista a perditempo in lettura dal medico della ASL.  Apro il libro e mi illumino.

Titolo:  Il Monte nel Novecento, 1929-1995; edito dalla stessa MPS nel 2014.

 

Scorrendolo si legge che a seguito di nuove competenze attribuite a Bakintalia nel 1936, iniziano una serie di verifiche di vigilanza sul Monte dei Paschi, l’allora efficiente ispettore della Banca di via Nazionale, relaziona in questo modo:
[…]..indirizzo spesso non prudente e talvolta privo del più elementare senso di cautela nella concessione di fidi e nell’assunzione di garanzie;[…]..concessione di ulteriori finanziamenti ad aziende dissestate, sia pure nell’intento di salvare posizioni pericolanti; concessione di particolari agevolazioni alla clientela mediante importi finanziati senza interessi; assunzioni di impegni non sempre convenienti;trascuratezza nell’organizzazione dei servizi e dei controlli;
In sostanza il Monte è era un monte di bugie, debiti e fallimenti economico finanziari, per coprire speculazioni, operazioni spericolati e attività politiche.

In altri passaggi della relazione si legge che a inguaiare la situazione disastrosa del Monte sono operazioni spericolate tra cui una sulla Banca Toscana o attività speculative in affidamento a costruttori come nel caso della edificazione del quartiere Monte Mario di Roma, costruito in un momento in cui il mercato immobiliare è completamente stangante.

Insomma, è nel DNA del Monte un comportamento di questa natura? In tal caso, poteva utile venire in possesso prima di questo libro, prima che la commissione Banche, a cui ho partecipato, iniziasse la sua quasi inutile attività di audit sulle cause del dissesto dei MPS.

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RC-Auto, diffidate dei comparatori on line, ecco come fare per risparmiare. Il consiglio di Luigi Gabriele

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++++RC AUTO: LO SAI CHE PUOI RISPARMIARE UN SACCO DI SOLDI????++++++

Esiste un portale istituzionale che abbiamo pagato noi consumatori e gestito dall’IVASS, con il quale puoi vedere “tutte” le polizze per RC Auto e non solo quelle che i comparatori on line(che sono dei broker), ti fanno vedere perché sono incentivati a venderti.

Si chiama TuOpreventivatOre ed è lo strumento per confrontare – in base alla loro convenienza economica – i preventivi r.c auto di tutte le imprese presenti sul mercato. Il servizio è gratuito e anonimo: per attivarlo l’utente deve rispondere a un questionario, ma non occorre che dichiari le sue generalità; basta fornire un indirizzo e-mail valido dove ricevere i preventivi.

Per ragioni di semplicità il servizio di preventivazione prende in considerazione le ipotesi di polizza più comuni e diffuse, ovvero quelle basate su: la formula tariffaria bonus malus, il massimale minimo di legge, il caso della ‘guida libera’ (la garanzia dell’impresa opera qualunque sia il soggetto alla guida al momento del sinistro) e della ‘guida esperta’ (in questo caso se al momento del sinistro è alla guida del veicolo un soggetto di età inferiore a 26 anni, l’impresa può esercitare la rivalsa sull’assicurato).

E’ bene tenere presente che TuOpreventivatOre è uno strumento di ‘primo orientamento’ in grado di offrire un’informativa di carattere generale per un’ampia e rapida panoramica sui prezzi delle polizze r.c. auto disponibili sul mercato. Il servizio non è uno strumento di acquisto della polizza: una volta acquisite le informazioni sui prezzi grazie a TuOpreventivatOre, ci si potrà rivolgere direttamente alle imprese e agli intermediari per l’acquisto della polizza prescelta.

I preventivi elaborati dal sistema sono comunque vincolanti per le imprese per almeno 60 giorni dalla data del loro ricevimento e comunque non oltre la durata della tariffa in corso.

 

Luigi Gabriele Codici Associazione Consumatori

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