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Retta Rsa: i parenti non sono costretti a pagare

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Una sentenza della Corte d’Appello di Ferrara ribadisce: «L’anziano ricoverato è l’unico obbligato a pagare, se ha mezzi sufficienti»

Parma, 22 settembre 2016 – Se l’anziano ricoverato non è più in grado di sostenere il costo della retta della RSA con mezzi propri, i famigliari non possono essere obbligati al pagamento. Con un’importantissima sentenza della Corte d’appello di Bologna, Confconsumatori aggiunge un nuovo tassello al difficile tema della tutela delle famiglie con persone non autosufficienti.

Si era rivolta a Confconsumatori, infatti, una famiglia di Ferrara. La madre, anziana, era ricoverata presso una Casa Protetta ma non era più in grado di provvedere, con il proprio patrimonio, alla copertura della retta. Per questo il Centro Servizi alla Persona del Comune di Ferrara aveva chiesto alla figlia dell’anziana, con un decreto ingiuntivo, il pagamento della retta di ricovero, per la somma complessiva di 9.284,50 €. Il Comune pretendeva il pagamento sulla base di una dichiarazione scritta con la quale la figlia si era impegnata al pagamento della retta mensile, nonostante la stessa avesse più tardi inviato una lettera di recesso.

La figlia aveva, allora, proposto opposizione e chiesto la revoca del provvedimento monitorio. Ma se in primo grado il Tribunale di Ferrara aveva confermato il decreto ingiuntivo, la Corte (con sentenza n. 448/16 pubblicata il 15.3.16) ha invece riformato la decisione del Tribunale e ha ritenuto, in ossequio a una sentenza della Cassazione, che il recesso inviato dalla figlia aveva privato di efficacia il suo impegno e ha quindi condannato il Centro Servizi alla restituzione di quanto era stato versato in esecuzione del provvedimento monitorio.

Secondo l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori che, insieme all’avvocato Stefano Di Brindisi ha tutelato l’interessata in giudizio, la decisione è importantissima: «Ora tutti coloro che hanno parenti anziani ricoverati in Rsa e che si sono obbligati a pagare la retta di ricovero, possono recedere dal proprio impegno di contribuire al pagamento della retta di ricovero e sospendere i relativi versamenti. L’unico che deve effettuare la corresponsione, sempre che abbia mezzi sufficienti come la pensione, è l’anziano e non vi è pericolo che questi venga dimesso, in quanto ciò determinerebbe la commissione del delitto di abbandono di persone minori o incapaci».

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Scuole. Il 15 marzo sciopero Globale per il clima

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Fridays for Future: Federconsumatori aderisce alle iniziative per garantire un futuro al pianeta e promuovere lo sviluppo sostenibile.

La Federconsumatori, da sempre impegnata nella difesa dell’ambiente e nello sviluppo della cultura delle sostenibilità aderisce con convinzione al movimento Fridays for Future.

Una battaglia nata dal coraggio e dalla determinazione di Greta Thunberg, che ha coinvolto giovani studenti in tutto il mondo con l’obiettivo di fermare il cambiamento climatico e garantire un futuro al nostro pianeta.

In tal senso sosterremo lo sciopero globale promosso dagli studenti “School Strike 4 Climate” indetto il 15 marzo per rivendicare il proprio diritto alla giustizia climatica.

L’adesione a tale iniziativa si inquadra in uno scenario più vasto in cui la Federconsumatori è impegnata a promuovere lo sviluppo sostenibile e l’efficienza energetica, nonché a rivendicare un maggiore impegno dei governi per il clima e la tutela ambientale, specialmente alla luce dei dati allarmanti provenienti dai principali osservatori sul clima.

Gli impegni assunti a livello internazionale sono degli obiettivi fondamentali da cui partire, fissando sempre più in alto i limiti alle emissioni di gas a effetto serra e l’incremento della quota di energia soddisfatta da fonti rinnovabili.

Non è solo un problema di ordine economico o geopolitico, ma si tratta di una vera e propria questione di giustizia sociale, che investe le condizioni di vita delle nuove generazioni. Per garantire a loro un futuro è necessario agire con responsabilità oggi: il primo passo è prendere parte alle iniziative che ogni venerdì si stanno diffondendo anche nelle piazze italiane.

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Salute

Dis-Servizio sanitario. I cassaintegrati i più colpiti socialmente. 70% dei cittadini rinuncia ai farmaci.

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Mercoledì 6 febbraio 2019 – ore 13.00
XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

guarda il video dell’audizione:

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Salute

CONTRACCETTIVO A RISCHIO: CODACONS PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA

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Un contraccettivo permanente dagli effetti collaterali pericolosi al punto da portare il Ministero della salute a disporne il richiamo su tutto il territorio nazionale. E’ il caso del contraccettivo “Essure”, prodotto dalla Conceptus Inc., un’azienda sussidiaria della Bayer, finito nel mirino del Codacons che lancia oggi una azione collettiva in favore di tutte le donne che hanno scelto di impiantare il prodotto in questione.

Nel periodo di tempo in cui è stato sul mercato, Essure sarebbe stato impiantato a circa 7000 donne italiane, in alternativa all’operazione chirurgica quale metodo contraccettivo permanente ed irreversibile – spiega il Codacons – Dal momento dell’immissione in commercio, tuttavia, moltissime donne hanno lamentato gravi effetti collaterali seguiti all’impianto, dalla perforazione delle tube di Falloppio e dell’utero alle emorragie e gravidanze indesiderate, arrivando in un numero rilevante di casi alla rimozione chirurgica del dispositivo.

A seguito di tali complicanze il Ministero della Salute ha richiesto, attraverso un avviso di sicurezza, di procedere in via precauzionale al tempestivo richiamo di tutte le unità ancora presenti presso le strutture sanitarie sul territorio nazionale.

Il Codacons – che nei giorni scorsi sul caso ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma – ha deciso di scendere in campo a tutela delle donne che hanno fatto ricorso al contraccettivo Essure, mettendo a disposizione uno staff medico-legale per valutare le dovute azioni da intraprendere a loro tutela e finalizzate ad ottenere il risarcimento dei danni subiti, anche in relazione ai rischi sanitari corsi.

Tutti gli interessati possono ottenere info alla pagina https://codacons.it/sotto-accusa-il-dispositivo-contraccettivo-permanente-essure-agisci-ora-per-chiedere-il-risarcimento/

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