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Revoca Incentivi fotovoltaico, il GSE fa il Tribunale della santa inquisizione

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Quest’anno pagheremo 13 miliardi in bolletta per incentivare petrolieri e speculatori tutto grazie alla politica. In 30 anni pagheremo la cifra stellare di 230 miliardi.

Ai piccoli PROSUMER (produttori) invece vengono tolti gli incentivi per colpa degli errori tecnici  del GSE che ci costa 90 milioni l’anno.

Se hai un problema con il GSE segnalalo a CODICI

Quest’anno il consumatori italiani attraverso le loro bollette pagheranno senza contare Il Canone Rai, le raffinerie, le acciaierie, la corrette a ferrovie dello stato e tutti gli altri assurdi incentivi , raggiungeremo il picco del costo delle fonti rinnovabili che ogni italiani smesso senza saperlo paga in bolletta.

Per capire quanto incidono basta vedere la voce “Servizio di rete” che oggi grazie alla riforma dell’autorità per l’energia elettrica e il gas oggi, insieme alle imposte incidono il 65% della bolletta degli italiani;

Incentivi  per il solo anno 2015

Totale impianti in esercizio Fotovoltaico da conto Energia N.° Impianti: 526.463 Potenza (kW): 17.080.255 Costo annuo (€): 6.605.824.828

Totale Fonti rinnovabili  – 31 Dicembre 2015
Certificati Verdi [€ Mln]: 3.102,6
Tariffa Omnicomprensiva [€ Mln]: 1.807,8
CIP6 [€ Mln]: 183,5
Impianti non in esercizio DM 6/7/2012 [€ Mln]: 311,3
Impianti in esercizio DM 6/7/2012 [€ Mln]: 251,3
Conto Energia Solare Termodinamico [€ Mln]: 1,3
Costo indicativo annuo [€ Mln]: 5.657,8
Totale 2015: 13 miliardi

Oggi la principale responsabilità del mancato beneficio per il Paese dell’enorme investimento degli italiani sulle rinnovabili è esclusiva del GSE,società interamente pubblica del ministero del Tesoro, un’azienda che ci costa 90 milioni l’anno con 800 dipendenti, che figurano come pubblici ma che in gran parte vengono scelti e decisi dalla politica.

Ancora oggi le corretti di partito riescono ad indicare gli AD di questo gruppo di imprese pubbliche che decide senza alcuna competenza e come se fosse il tribunale della santa inquisirne come e in che modo e a chi devono essere dati 240miliradi degli italiani 30anni.

Ecco tutti i disservizi segnalati dai consumatori

Ma cosa succede oggi? Il GSE sbaglia a pubblicare le linee guida sul sito e a comunicare ai consumatori ma come un tribunale di sanata inquisizione si arroga il diritto di fare controlli senza contradditori.

Accade che viene fatta una domanda formale di informazioni al GSE, il GSE spesso  non risponde o risponde con risposte che riprendono semplicemente le previsioni di legge, mentre svariati milioni di Euro vengono destinati ad un continuo incremento dei controlli.

Si ritiene che questo sia il contrario di quanto dovrebbe avvenire: il GSE dovrebbe rispondere prontamente alle domande degli operatori o dei consumatori e lavorare per prevenire gli errori anziché investire milioni di Euro alla ricerca di errori degli operatori che sono spesso dovuti proprio alla mancanza di informazioni.

Dovrebbe essere sancito il diritto degli operatori e consumatori di ottenere una risposta a ogni quesito che sia sottoposto stabilendo un termine massimo di 30 giorni per la risposta.

Dovrebbe essere anche essere sancito il diritto di richiedenti a ottenere una risposta chiara ai quesiti presentati.

Dovrebbero essere aggiornate le FAQ in modo da eliminare tutte le FAQ che inducono gli operatori in errore (come ad esempio le FAQ sullo scambio sul posto che non sono state aggiornate dopo la Delibera 578/2013).

Non dovrebbe essere omessa l’informazione su aspetti essenziali come ad esempio le modalità per trasformare gli impianti da cessione totale in SEU mantenendo gli incentivi. Su questo il GSE volontariamente omette di dare chiare modalità operative nei suoi documenti esponendo gli operatori al rischio di fare errori.

La mancanza di chiarezza è una discriminazione a danno dei piccoli operatori che non hanno economie di scala per pagarsi i consulenti.

Dichiara Luigi Gabriele relazioni istituzionali Codici: Chiediamo all’AAEGSI e al MISE di controllare l’operato del GSE, riteniamo inammissibile che negli anni loro hanno usato uffici legali esterni e hanno sbagliato le pratiche dei consumatori e oggi si arrecano il diritto di revocare incentivi dovuti.

Non ci piace il comportamento di questo management che non ha nulla da insegnare a nessuno soprattutto per la loro provenienza. Siamo stanchi di vedere la politica nominare gente che decide sui soldi dei consumatori, adesso inizieremo con accessi agli atti per vedere come ogni singolo euro dei consumatori viene speso.

Invitiamo i consumatori a rivolgersi ai nostri uffici, ricordiamo che oggi c’è il sistema di Conciliazione per i prosumers e non dovranno assumersi spese legali, per qualsiasi necessità ci contattino attraverso il nostro sitowww.codici.org

E-mail: segreteria.sportello@codici.org

Tel. 06.5571996 – Fax 06.55308791

Apertura dal lunedì al venerdì dalle 13:30 alle 18:30

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Consumatori

Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Consumatori

Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Consumatori

Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

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