Progetto “Contro la Contraffazione, per la sicurezza” approvato dalla Giunta Camerale il 20 luglio 2011

La contraffazione è un fenomeno che pervade trasversalmente diversi settori dell’economia italiana. Si pensi che il giro d’affari nel campo dell’abbigliamento si attesta sui 3.600.000 euro, quello nel settore farmaceutico ammonta a 500.000 euro, 600.000 per i giocattoli, 1.500.000 per l’elettronica, 800.000 euro per i beni di consumo.
La Guardia di Finanza sequestra abitualmente grandi quantitativi di materiale contraffatto, come si evince dai dati riportati di seguito riferiti al periodo di rilevazione del progetto: 2.600 capi di pelletteria, 30.000 scarpe, 25.000 capi sportivi, 80.000 capi di abbigliamento, 500.000 cosmetici.

In tale contesto si colloca il progetto Contro la contraffazione, per la sicurezza, un’iniziativa del Codici insieme a Codacons e Adoc, nata per informare i cittadini sui rischi e le conseguenze della contraffazione. Uno degli strumenti utilizzati è stato la raccolta di dati che sono poi confluiti in un “Osservatorio sulla contraffazione”. Tali dati sono stati raccolti tramite questionari somministrati ad 800 famiglie comasche e a 350 ragazzi delle scuole superiori di Como, dove sono stati tenuti corsi di formazione per la prevenzione del fenomeno.

Dall’analisi dei dati, il primo elemento che emerge con chiarezza è la maggiore propensione dei giovani all’acquisto dei beni contraffatti. La domanda posta dal questionario si riferiva anche all’acquisto non consapevole: mentre la maggior parte degli adulti (64%) non ha mai acquistato prodotti contraffatti, circa la metà dei giovani intervistati (48%) ha risposto in maniera affermativa.
Le motivazioni di ciò non si conoscono: è possibile che i giovani abbiano più occasioni di entrare in contatto con la merce non originale, oppure che l’acquisto di prodotti non originali sia una scelta consapevole.

Quali sono le ragioni che spingono ad acquistare prodotti contraffatti? La maggioranza degli adulti (23%) è spinta dal prezzo, sensibilmente più basso se si considerano, ad esempio, i prodotti di alta moda. Tra le motivazioni, però, non lontano si colloca anche il bisogno (19%), la moda (16%) o il divertimento (15%). In riferimento a quest’ultimo elemento si pensi all’ironia di alcuni prodotti contraffatti, come le magliette con messaggi spiritosi.
Anche per i giovani il motivo predominante è il prezzo, ma in questo caso in maniera quasi esclusiva (42%). I beni, infatti, si possono acquistare con poche decine di euro, giusto per avere il bene griffato, anche se non ufficiale. Tutto ciò è motivato, ovviamente, dalla scarsa disponibilità economica dei ragazzi che frequentano ancora la scuola, attenti alla moda ma non ancora in possesso di una propria fonte di guadagno.
Altre motivazioni sono meno importanti, seppur presenti: il bisogno e la qualità incidono infatti per il 14%.

I motivi predominanti per cui si rinuncia al prodotto contraffatto sono la mancanza di fiducia, la contrarietà per principio morale, l’illegalità e la scarsa qualità. Risulta poca, invece, la conoscenza dei rischi sanitari o di sicurezza che la contraffazione molte volte nasconde.

Interessante notare come, invece, per i ragazzi la questione della sicurezza e della garanzia sia molto più importante. Infatti, la diffidenza verso i prodotti contraffatti è sopratutto legata alla scarsa qualità, alla sicurezza e alla mancanza di garanzia per i difetti. Conoscono le sanzioni amministrative per i prodotti contraffatti e sono a conoscenza del fatto che alcuni prodotti non originali sono pericolosi e dannosi per la salute.

Un dato sicuramente allarmate per le Forze dell’Ordine è la percezione che il cittadino ha circa l’impegno dello Stato contro la contraffazione: la maggior parte degli intervistati, quasi uno su due (48%), pensa che l’impegno sia scarso. Inoltre, la percezione della presenza di controlli in diversi luoghi come bancarelle, mercati, discount, piccola e grande distribuzione è decisamente bassa.

Cosa fare per combattere la contraffazione? Le opzioni sono diverse, quella più comune è far comprendere al cittadino che alimenta la criminalità organizzata. A seguire emerge come sia importante abbassare i prezzi dei beni per renderli più accessibili e non incentivare il ricorso al falso (ricordiamo che la motivazione economica è la principale nell’acquisto di prodotti non originali), o anche mettere in risalto la diversa qualità dell’originale e assicurare un sistema di certificazione efficace.

“Un dato importante che emerge dalla ricerca e che vogliamo sottolineare – commenta Davide Zanon, Coordinatore Regionale Codici Lombardia – è la scarsa conoscenza dei rischi per la salute, un elemento rilevante che sono ancora in pochi a tenere in considerazione. Le attività di informazione e formazione, come quella qui presentata, sono di estrema utilità, perché solo il cittadino informato può difendersi adeguatamente dai rischi della contraffazione”.

7 ottobre 2013