L’approvazione senza grandi intoppi alla Camera dei deputati la scorsa settimana del disegno di legge per la riforma della class action ha generato non poche critiche e malumori. Certamente li ha provocati nell’ambiente popolato da coloro che ancora credono che uno strumento come l’azione collettiva serva per far paura alle imprese o addirittura per mandarle tutte alla bancarotta.

“Rispettiamo le opinioni di tutti senza alcun dubbio  – commentano Ivano Giacomelli di CODICI, Furio Truzzi di Assoutenti e Giovanni Ferrari di Casa del consumatore, oggi associati in Rete Consumatori Italia – tuttavia non capiamo chi all’interno delle organizzazioni come Confindustria, attraverso diverse importanti testate nazionali , attacchi ferocemente la riforma. Come abbiamo già avuto modo di rilevare, chi attacca lo strumento della class action giudicandolo un modo per strozzare le aziende in realtà ha solo paura. Di cosa è facilmente immaginabile visto che la cosiddetta buona impresa che segue le regole e non ha bisogno di paraventi e leggi fantoccio non ha alcun timore della giustizia”.

“Riguardo alle precise accuse mosse da alcuni nomi noti  secondo i quali le associazioni dei consumatori sarebbero detentrici di potere senza responsabilità, ricordiamo che i costi di avvio per ciascuna azione collettiva sono elevati e completamente a carico delle organizzazioni e che non vengono liquidate nelle spese”.

“Inoltre non ammettiamo le illazioni gratuite come quelle apparse  ieri in un articolo pubblicato su Repubblica a firma di Alessandro De Nicola. Come detto – ribadiscono – rispettiamo il suo giudizio verso la riforma e l’attuale istituto ma non ammettiamo l’accusa volta contro le associazioni dei consumatori. Secondo De Nicola – Presidente della Adam Smith Society – le organizzazioni guadagnano senza mai rimetterci. Ebbene, è una pura falsità”.

“La non conoscenza delle dinamiche della giustizia si evidenzia nel l’affermazione che le associazioni non rischiano nulla. Se avesse chiesto, saprebbe che le associazioni quando perdono vengono pesantemente penalizzate economicamente”.

“Queste illazioni – concludono -sono gratuite e dimostrano quanto poco si conoscano le dinamiche e i costi di una azione di classe. Agitare gli spettri di speculazioni è solo un modo per fare demagogia. L’autore dovrebbe ricordare che ora i comportamenti dell’impresa sono garantiti dai tempi lunghi della giustizia e soprattutto dai loro costi. Lo invitiamo pertanto a visitare le nostre rispettive sedi e visionare i nostri bilanci dove è registrata ogni singola causa”.

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