Il Codacons ha presentato oggi una formale diffida nei confronti del Ministro per le Riforme Costituzionali, i Rapporti con il Parlamento e il Programma di Governo On. Avv. Maria Elena Boschi. Al centro dell’atto, la riforma della class action approvata alla Camera e le gravi dichiarazioni del Ministro, che di recente ha annunciato modifiche alla legge allo scopo di accogliere nel passaggio al Senato le proteste di Confindustria.

“Prima di assumere le funzioni, il Presidente del Consiglio e i Ministri devono prestare giuramento secondo la formula rituale indicata dall’art. 1, comma 3, della legge n. 400/88, che impone loro di esercitare le proprie funzioni “nell’interesse esclusivo della nazione” – scrive il Codacons nella diffida – La norma sopra citata impone a ciascun Ministro di orientare le proprie decisioni ed i propri comportamenti alla cura dell’interesse pubblico che gli è stato normativamente affidato, evitando di assumere condotte che si discostino dall’obiettivo di soddisfare gli interessi dell’intera nazione.

In ragione del ruolo rappresentativo assunto, i Ministri sono quindi tenuti ad agire senza abusare della propria posizione o dei poteri di cui dispongono, mantenendo un ruolo di indipendenza ed imparzialità, evitando situazioni di conflitto d’interessi. La scelta del Ministro Boschi di limitare alla sola Confindustria il confronto sui contenuti delle nuove “Disposizioni in materia di azione di classe”, sembra porsi in contrasto con l’obbligo di perseguire l’interesse generale della nazione, oltre che con i doveri di imparzialità e trasparenza che dovrebbero sempre connotare l’operato dei soggetti pubblici.

Cosa ancor più grave è che il Presidente Squinzi si sia dichiarato sicuro di una modifica del disegno di legge in Senato “che sistemi la situazione”, proprio in quanto rassicurato sul punto dall’attuale Ministro Boschi”.

Per tali motivi il Codacons ha diffidato il Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi:

–        alla cessazione delle condotte poste in essere in violazione dei principi di cui all’art. 1, comma 3, della legge n. 400/88 ed in contrasto con gli obblighi di imparzialità e trasparenza connaturati al ruolo istituzionale dalla stessa assunto;

–        a fissare un incontro con la scrivente Associazione al fine di consentire alla medesima di farsi portatrice delle esigenze e degli interessi dei cittadini, onde evitare che la modifica delle nuove “Disposizioni in materia di azione di classe” finisca per esser figlia della valutazione dei soli interessi della grande impresa.