Il Ministero dell’istruzione si è opposto oggi al pignoramento mobiliare chiesto dal Codacons in favore dei precari della scuola che, nonostante le vittorie in Tribunale, non hanno ottenuto dal dicastero le somme loro riconosciute.
L’Ufficiale Giudiziario da noi convocato non ha potuto procedere al pignoramento di sedie, poltrone e tavoli perché il Ministero ha dichiarato l’impignorabilità dei propri beni – spiega l’associazione – Non sappiamo se sia una fortuna, considerato che all’interno della sede del Ministero di viale Trastevere a Roma abbiamo trovato un orologio da muro fermo da tempo e pertanto inutile e addirittura una lampadina rotta. Ciò che invece è certo è il comportamento del dicastero, che prosegue nella mancata esecuzione delle sentenze ottenute nei tribunali di tutta Italia in favore dei precari della scuola, ai quali i giudici hanno riconosciuto il risarcimento per la mancata assunzione a tempo indeterminato. Comportamento che determinerà ora un pesante aggravio di costi in capo al Ministero.
Considerando le 17 sentenze definitive ottenute dal Codacons che condannano il MIUR a risarcire i docenti precari, il mancato rispetto delle disposizioni dei giudici costerà al Ministero circa 200.000 euro solo di maggiori spese tra interessi, rivalutazione monetaria, spese di esecuzione, ecc. Cifra che sale a 1,2 milioni di euro se si considerano i maggiori costi per le centinaia di sentenze vinte dall’associazione in favore dei precari e non ancora eseguite dal dicastero.