In alcune regioni sono gia’ accesi, in altre li accenderanno.  E’ il riscaldamento domestico la cui attivazione e’ stata regolamentata dalla legge fin dal 1991. Serve ancora? Abbiamo dei dubbi. All’epoca le motivazioni riguardavano l’inquinamento prodotto dalle caldaie, molte a gasolio, altre addirittura a carbone. Oggi si e’ diffuso l’utilizzo del metano che ha abbattuto notevolmente gli indici degli inquinanti.

La diffusione del riscaldamento autonomo, inoltre, rende inutile la regolamentazione. L’utente mette in funzione la propria caldaia in relazione alle proprie necessita’: di presenza, di orario e di temperatura esterna. I controlli capillari, per verificare il rispetto della legge, sono difficili e di fatto inesistenti. Con le caldaie centralizzate si ha un periodo di accensione omogeneo, se vengono rispettate le date, ma capita, spesso, che i termosifoni siano accesi quando non c’e’ necessita’ perche’ le giornate sono calde o siano spenti in orari con temperature esterne rigide.

Lasciare che siano i cittadini a decidere quando accendere il riscaldamento ci sembra una saggia proposta, oltretutto nessuno sperpera il proprio denaro per riscaldare una casa quando non serve.
Occorre abolire la relativa normativa. Un piccolo lavoro per il Parlamento.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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