Lunedì 3 novembre sono entrate in vigore le norme che regolano l’intestazione temporanea dei veicoli. Le sanzioni previste in caso di mancata segnalazione sulla carta di circolazione del nome conducente dell’autoveicolo sono diventate un vero e proprio spauracchio per gli automobilisti, in quanto possono arrivare anche a 700 euro. Il seguente intervento di Silvio Scotti, esperto di codice della strada per il Sole 24 Ore dovrebbe servire a fugare tutti i dubbi sulla vicenda.

  1. Secondo quanto affermato da Scotti, «è consentito guidare l’auto di un familiare convivente. Ad esempio « il figlio può continuare a guidare l’auto del genitore purché vi sia una situazione di convivenza»
  2. L’aggiornamento costa 25 euro (16 euro per la marca da bollo e 9 per la pratica). Secondo Scotti, come riportato su www.radio24.ilsole24ore.com, «Se il figlio va a vivere in un’altra città e fa un cambio di residenza potrà usare l’auto del genitore, a patto di fare l’aggiornamento della carta di circolazione: deve segnalare che vi è una sorta di comodato, in questo caso del suo genitore a suo favore, e quindi lui potrà tranquillamente condurre l’autovettura, basta che l’abbia segnalato agli uffici della motorizzazione civile».
  3. L’aggiornamento è necessario solo se il prestito supera i 30 giorni. «Perché sia necessario l’aggiornamento della carta di circolazione dovrebbe trattarsi “di un prestito – quindi di un comodato, tecnicamente detto – superiore ai trenta giorni».
  4. La norma è valida anche per i motoveicoli e non solo per le nuove immatricolazioni.

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