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Risorse Umane: innovazione, crescita, risparmio e creazione di valore aggiunto, questa la strada per uscire dalla crisi

Per lungo tempo l’outsourcing di alcune funzioni o il dotarsi di supporti tecnologici sono stati giustificati solo come scelte per risparmiare tempo e costi in azienda. Questo ragionamento oggi rischia di essere pericoloso. Non solo ora senza innovazione non c’è crescita: l’innovazione deve essere un processo costante per rispondere all’evoluzione dei mercati. Il risparmio di tempi e costi diventa dunque la conseguenza di una scelta che vede nell’innovazione continua il driver per ottimizzare processi, prodotti e servizi. E fare la differenza.

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Mauro Badalin, relationship manager di Gea Softech afferma come un’azienda si ferma, se non decresce, se non innova:: “Noi che ci occupiamo di ottimizzare la gestione amministrativa delle Risorse Umane, ci siamo da tempo resi conto che ai responsabili HR non basta più meccanizzare la routine ma hanno bisogno di supporti tech che si parlino tra di loro, che aggreghino i dati e che permettano di analizzare le informazioni circa il Personale in ottica strategica”.
Riferendoci sempre al settore HR, per esempio, i software per l’elaborazione dei cedolini o per la rilevazione presenze non possono più solo riferirsi alle necessità di automatizzare le procedure manuali. Industrializzare le procedure deve inserirsi in una visione più ampia che va di pari passo con la scalabilità di lettura dati e ai ragionamenti in chiave business.: l’immediatezza di accesso ai dati del personale diventa leva per valorizzare le skills del capitale umano e rendere l’azienda più efficace.
Continua Badalin: “la possibilità poi di avere una visione complessiva di tutte le variabili legate al personale con i relativi costi e obblighi normativi, come avviene avvalendosi della suite Risorse Umane Gea Softech, permette l’analisi di potenzialità e criticità in ottica imprenditoriale, snellisce la parte burocratica di un’azienda ed evolve i sistemi di relazione”
L’innovazione in ambito HR riguarda dunque:
– accentrare i dati del personale per un controllo di gestione efficiente
– avere maggior flessibilità operativa
– dematerializzare le comunicazioni
– automatizzare ed integrare i processi amministrativi
– conoscere, incentivare e valorizzare le competenze del singolo
Là dove l’empowerment è la spinta al cambiamento, le aziende che sapranno riconoscere e valorizzare le peculiarità del personale hanno una leva in più per emergere ed eccellere.

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Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

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