Seguici su

Consumatori

Risparmi e investimenti. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Come farsi fare meno male

Pubblicato

il

Firenze, 11 Dicembre 2015. In pieno clima di decreto salva banche e connesse problematiche per azionisti e obbligazionisti, andando un pochino indietro nel tempo, non ci puo’ non venire in mente la vicenda MyWay-4You, Cirio e Bond Argentina (1), etc etc.. Il contesto economico e contrattuale e’ il medesimo di quello odierno. In quello precedente (complice prevalentemente la banca MPS) il problema era che i risparmiatori erano stati gabbati dalle banche, che avevano rifilato loro dei prodotti finanziari che avevano presentato come sicuri e lucrosi e senza le dovute informazioni (financo alla totale omissione) sui rischi, nonche’ valutazioni sulle singole conoscenze di ogni risparmiatore sul rischio a cui andava incontro. Grande buriana a suo tempo, vicende giudizialmente ancora aperte, class action (per i bond, ma solo in Usa (2), e vinte), modifiche della normative, tuoni dei controllori che non avevano controllato, etc etc.
E quindi? Come se nulla fosse accaduto, la vicenda di oggi degli obbligazionisti e azionisti (questi ultimi anche costretti ad esser tali, pena la non-concessione di un qualche mutuo immobiliare) e’ esplosa. E non a caso il problema e’ il solito: la non informazione ai risparmiatori da parte dei piazzisti bancari. Con l’aggravante che oggi le norme sono piu’ stringenti e severe dei tempi Mps… ma violate lo stesso. E bisogna dire che i violentati, allora come oggi, sono sempre i risparmiatori che, oltre ad essere disinformati per colpa delle banche, sono anche un po’ allocchi (tipica affermazione che si legge sui media: “ci fidavamo del direttore della banca come fosse il parroco….”).
Oggi c’e’ in piu’ il Governo che sembra essere tanto buono perche’ vuol fare un gesto umanitario di parziale risarcimento verso i fregati dalle banche. E siccome e’ il Governo e non una banca privata a pagare, questo Governo lo fa coi soldi dei contribuenti: quindi io, contribuente, devo dare i miei soldi per aiutare i fregati (e anche un po’ allocchi) da quelle banche che il decreto del Governo ha salvato (correntisti e lavoratori).
C’e’ qualcosa che non ci torna (e sembra che cosi’ la pensino anche in ambiente Ue), sempre se continuiamo a pensare di essere in un mercato libero e non di Stato. Ma, il margine tra libero e statuale in Italia e’ labile, anche e soprattutto grazie al buonismo e la ricerca di consenso elettorale sempre dominante in ogni azione politica ed economica dei nostri amministratori. Con la conseguenza che non sara’ strano che un qualche provvedimento “umanitario” sara’ preso (magari, per approvarlo, il Governo chiedera’ anche la fiducia alle Camere…)… e ce lo terremo! Ma questo non risolvera’ il problema alla base: avere giustizia e soldi maltolti, e non compassione e carita’. Per cui, caso per caso, andra’ analizzata la situazione di ogni investitore, si’ da far partire le eventuali azioni risarcitorie nei confronti dei piazzisti delle banche. In gergo non-tecnico, questa si chiama “riduzione del danno”, e crediamo non ci siano alternative.
Qui un nostro maggiore approfondimento in materia: http://www.aduc.it/editoriale/salvabanche+ma+quali+aiuti+umanitari+investitori_23714.php

(1) http://investire.aduc.it/
(2) in Italia la class action e’ una legge finta che non funziona, se non per insabbiare le rivendicazioni dei richiedenti

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

Pubblicato

il

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

Continua a leggere

Consumatori

Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

Pubblicato

il

La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

Continua a leggere

Consumatori

#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

Pubblicato

il

Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

Continua a leggere