L’indice Altroconsumo Finanza a fine settembre è sceso a quota 94,8 da 107,3 rilevato tre mesi prima – 0 indica pessimismo assoluto, 200 ottimismo sfrenato, 100 rappresenta stabilità.
La recessione ancora in atto nel nostro Paese e in generale il clima negativo che si respira da tempo in Europa sono all’origine di questo calo; la stessa Germania, per esempio, ha visto gli ordini ricevuti dalla sue industrie scendere ai minimi dal 2009. Inoltre è un po’ come se i risparmiatori italiani già si aspettassero l’esito tutto sommato deludente della riunione di inizio ottobre della Banca centrale europea – nessun aiuto in più rispetto a quanto non fosse già stato deciso.

Non sorprende che in questa situazione l’indice che registra la voglia di investire in azioni sia sceso da 108,5 a 106. Male però anche l’indice che misura la voglia di investire in obbligazioni, sceso da 106 a 102: i tassi d’interesse sono molto bassi, soprattutto se li si mette in relazione con l’effettivo stato di salute dell’economia.
Sale leggermente la fiducia nel mattone, da 100 a 100,8, complici probabilmente i cali dei prezzi degli ultimi tempi. Siamo comunque a un dato che non esprime una grande voglia di puntare sugli immobili – pesa ancora la questione della tassazione.

In una situazione di questo tipo gli analisti di Altroconsumo Finanza consigliamo, soprattutto se l’orizzonte d’investimento è breve e se la propensione al rischio non è particolarmente elevata, di dedicare buona parte dei propri investimenti ai conti di deposito: alcuni rendimenti netti sono al momento superiori rispetto a quelli di titoli di Stato di durata corrispondente.