Tra i risparmiatori italiani c’è stato un balzo nell’ottimismo. L’ultima indagine per l’indice trimestrale Altroconsumo Finanza sulla fiducia dei risparmiatori non lascia dubbi. Le attese circa il futuro delle finanze familiari tornano in area di pieno ottimismo a quota 107,3 da 99,3 di marzo (l’indice va da zero a 200 e i dati sopra quota 100 indicano ottimismo).
È una situazione che non si registrava da diversi trimestri: per trovare un dato paragonabile (110,9) occorre tornare indietro fino a marzo 2010, molto prima che la crisi toccasse i nostri BTp. Anche l’indicatore che descrive la voglia di investire da qui a un anno fa un bel balzo in avanti e salta a quota 114,2. Per trovare un dato simile occorre risalire fino a marzo 2010, quando era 112,9 e per superarlo occorre andare indietro di ben otto anni, a dicembre 2006 quando l’indice valeva 114,3.
Oggi meno del 10% degli intervistati è pessimista al punto da voler diminuire i propri investimenti. Poco più della metà (il 55,7%) ha dichiarato che li manterrà invariati e oltre un terzo (il 35,7%) intende, invece, aumentarli.
La fiducia è per certi versi effetto della rinata vitalità delle Borse negli ultimi tempi, ma anche del mutato clima nel Bel Paese che, dopo anni di buio, inizia a sperare. Un dettaglio, importante, però, sta nelle diverse risposte date in merito alle scelte di investimento. Il dato sulla voglia di investire nel mattone langue ed è a quota 100, sotto la media che negli ultimi 12 anni era di 105,5. È più elevato il desiderio di acquistare bond (106, quasi in linea con la media che è 106,4), e ancora di più l’interesse per le azioni (108,5, media 104,1).
L’indagine sull’indice è condotta ogni tre mesi su trecento utenti di Altroconsumo Finanza a cui sono poste cinque domande: una sulla situazione finanziaria della famiglia da qui a un anno, quattro sulle intenzioni di investire.