Seguici su

Soldi

Risparmio all’italiana, vince la sicurezza dei conti deposito

Pubblicato

il

Nel risparmio gli italiani privilegiano le sicurezza piuttosto che il guadagno effettivo, perciò lo strumento di investimento preferito sono i conti deposito.
Il conto deposito sembra essere lo strumento principe del risparmio degli italiani: è quanto emerge dall’ultimo studio dell’Osservatorio SuperMoney, portale di comparazione che permette di confrontare i migliori conti online presenti sul mercato.
Lo studio ha analizzato le 15mila richieste di informazioni sucome aprire un conto depositopervenute al sito tra gennaio e ottobre 2013: gli italiani si rivelano risparmiatori prudenti e scelgono questo prodotto bancario più per la sua sicurezza che per il guadagno effettivo che può garantire.
La somma media investita, infatti, ammonta a 28.855 euro per un vincolo di 12 mesi massimo: il guadagno, se si applica un interesse che varia tra l’1,4% e l’1,8%, può oscillare tra i 400 e i 520 euro.
Quindi niente cifre da capogiro, considerando anche che attualmente i tassi d’interesse si sono notevolmente abbassati e che fino allo scorso anno si poteva aprire un conto deposito con interessi netti fino al 3%.
Cosa spinge quindi i risparmiatori italiani a scegliere i conti di deposito, nonostante la loro redditività non altissima? La sicurezza, come spiega anche Andrea Manfredi, Amministratore Delegato di SuperMoney: “La parola chiave, per un popolo di formiche come il nostro, è sicurezza. L’Osservatorio ha monitorato nel corso dei mesi l’andamento del risparmio italiano, accorgendosi che la convenienza del conto deposito non è, agli occhi dei più, dettata solo dagli interessi accumulati, bensì soprattutto dall’affidabilità di questo strumento”.“Il fatto che le somme versate – conclude Manfredi – non si perdano neanche in caso di default della banca, grazie alla rete di sicurezza offerta dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, è per gli italiani il motivo più importante per continuare a fidarsi del conto deposito. Non siamo interessati tanto a guadagnare, quanto piuttosto a conservare i risparmi accumulati nel tempo”.
Un altro dato che emerge dalla ricerca dell’Osservatorio sono le differenze regionali degli investimenti: il Lazio sembra il più audace, con 33.618,7 euro di media vincolati nel conto deposito, mentre le Marche preferiscono vincolare somme più lievi, con una media di 23.973,9 euro.
Ricordiamo che vincolare una somma significa bloccarla per un certo periodo, che può variare a seconda delle esigenze del titolare del conto. Con questa operazione è possibile ottenere dei tassi d’interesse più alti rispetto a quelli applicati sulle somme non vincolate.
Ad ulteriore conferma della prudenza dei risparmiatori italiani, il fatto che molti di loro scelgono dei conti deposito in cui è possibile svincolare in qualunque momento le somme depositate: un’ulteriore garanzia che tutela anche nel caso di spese improvvise e imprevedibili.
Il quadro delineato dalla ricerca dell’Osservatorio SuperMoney è tuttavia positivo: anche in momento di crisi come questo, gli italiani non rinunciano ad investire nel proprio futuro, segno di una rinnovata fiducia nella ripresa e nelle possibilità del Paese.

Fonte: Supermoney.eu

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Soldi

CASO DIAMANTI ecco i numeri e le banche coinvolte

Pubblicato

il

Complessivamente coinvolti 100.000 investitori c.a.

ADICONSUM sta tutelando circa 2500 investitori in tutta Italiaper un controvalore di 60 milioni di euro
21 febbraio 2019
BANCHE COINVOLTE:

UNICREDIT, INTESASANPAOLO, BANCA MPS, BANCOBPM, (queste sono anche tutte state sanzionate dall’Antitrust).

Poi a macchia di leopardo coinvolte anche qualche BCC, UBI e qualche altro istituto di cui però non abbiamo segnalazioni  particolari (non sono state sanzionate ne menzionate).

Unicredit, Intesa-Sanpaolo e Banca MPS di fatto dopo il reclamo hanno rimborsato e rimborsano attraverso un iter interno della durata da 1 a 3 mesi (siamo nell’ordine di poche migliaia di pratiche complessivamente)

Con il BancoBPM abbiamo un protocollo di conciliazione con tavoli in diverse provinc (ipotizziamo da 60/80.000 pratiche c.a.).

I territori maggiormente coinvolti sono soprattutto il Nord Est, l’Emilia, la Lombardia e la Liguria; poi abbiamo casi sporadici in Piemonte, Toscana e nel Lazio.

Nel Nord Est si caratterizzano per importi mediamente importanti che vanno dai 30/40 mila euro, ma anche con investimenti da 100/150 mila euro e punte da 200/300 mila euro.

In Lombardia la media degli importi è più bassa, siamo in media 20/25 mila euro, ma anche con punte di 150 mila e casi da 350 mila.

La Liguria ha medie anche più elevate del Nord Est.
Piemonte, Emilia e Toscana medie simili alla Lombardia.

La casistica va da: VIP(che non sono tutelati dalla nostra associazione), pensionati (con investimenti molto variegati), lavoratori autonomi (parrucchiere, idraulici ecc), lavoratori dipendenti.

Si segnalano casi di investitori che nemmeno avevano il deposito titoli, ma solo il conto corrente a cui è chiesto di investire in diamanti magari la propria liquidazione in quanto la fabbrica aveva chiuso i battenti.
 Per ogni riferimento, assistenza e supporto è disponibile il Coordinatore del Credito e Finanza Nazionale di ADICONSUM Carlo Piarulli e.mail: carlo.piarulli@adiconsum.it – telefono: 329 5922457- www.adiconsum.it

Continua a leggere

Soldi

Truffa Diamanti, ecco come far valere i propri diritti entro l’8 marzo

Pubblicato

il

Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui

Comunicato stampa 
TRUFFA SU DIAMANTI Adiconsum:
Stiamo proseguendo gli incontri con le banche per i rimborsi ai risparmiatori
Sedi territoriali Adiconsum a disposizione per presentare la domanda
al Curatore fallimentare della società di investimento IDB
entro l’8 marzo p.v.
  20 febbraio 2019 – In merito alle ultime notizie di stampa sulla vicenda degli investimenti in diamanti, Adiconsum sottolinea come stiano proseguendo i risarcimenti al 100% ai consumatori da parte di Unicredit, Monte dei Paschi di Siena ed Intesa Sanpaolo.

Relativamente all’inchiesta in corso, per quanto riguarda il tavolo di conciliazione sottoscritto con il Banco Popolare lo scorso luglio, Adiconsum dichiara di aver avuto conferma, da parte dell’istituto, del prosieguo degli incontri già calendarizzati.

Inoltre, a seguito del fallimento di una delle società di investimento, la IDB di Milano, Adiconsum sta invitando i consumatori a contattare le proprie sedi territoriali per richiedere assistenza nella compilazione ed invio della domanda al Curatore fallimentare, da presentare entro l’8 marzo.

Ci auguriamo che quanto accaduto a danno dei risparmiatori non si ripeta. È nostra intenzione interagire con gli organismi competenti per vigilare e, soprattutto, prevenire situazioni del genere.
Continua a leggere

Soldi

Così la lobby delle banche cerca di rinviare la trasparenza

Pubblicato

il

Carlo DE MASI, Presidente di Adiconsum nazionale:
Basta rinvii! I consumatori hanno diritto di conoscere i costi sostenuti per i servizi di investimento offerti da banche/intermediari finanziari
come sancito dalla MIFID 2 


Adiconsum scrive al Ministero dell’Economia e delle Finanze
12 febbraio 2019 – La trasparenza, declinata in tutte le sue varie forme, sia che si riferisca ai costi, alle tariffe, ai prezzi, ai contratti, è un diritto del consumatore. Senza trasparenza non ha senso parlare di tutela del consumatore. 

Per quanto riguarda la trasparenza dei costi dei servizi di investimento ci troviamo di fronte ad un paradosso – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Infatti, nonostante la Direttiva europea Mifid 2 ne renda obbligatoria la comunicazione ai consumatori-investitori, nel nostro Paese, essa non è ancora operativa.

Dopo un primo rinvio richiesto dalle Associazioni bancarie e dagli intermediari dal 1° gennaio 2017 al 3 gennaio 2018 – prosegue Danilo Galvagni, Vicepresidente Adiconsum –apprendiamo che, in un documento datato 30 gennaio 2019, le principali Associazioni degli intermediari italiani  hanno previsto il rilascio di tali informazioni “nel corso del 2019”, dilazionando ulteriormente i tempi di godimento di quello che è un diritto dei consumatori, sancito dalla Commissione europea.

Adiconsum considera il diritto del consumatore alla trasparenza una tutela irrinunciabile e non dilazionabile del consumatore.

Per questo – conclude De Masi – riteniamo che il Governo debba intervenire per evitare ulteriori rinvii nell’applicazione di un diritto fondamentale dei consumatori e per non generare squilibri nel mercato.

Continua a leggere