In base al regio decreto legge 21 febbraio 1938, n.246,  tale imposta si applica solo a chi possiede un apparecchio adibito alla ricezione di adioaudizioni televisive nel territorio italiano – spiega l’associazione – Per questo snaturare il canone vincolandone il pagamento ad una bolletta sarebbe illegittimo, poiché non garantisce il verificarsi della condizione essenziale per il pagamento dell’imposta, ossia il possesso di un televisore o altro apparecchio atto a ricevere frequenze tv. Di conseguenza, l’ipotesi sostenuta dal sottosegretario Delrio, nel caso in cui divenisse realtà, sarebbe oggetto di ricorso in sede giudiziaria da parte del Codacons.

L’associazione invita invece il Governo a concentrare la propria attenzione sul canone speciale, quello cioè a carico di uffici ed esercizi commerciali (per il quale si registra una elevata evasione), e ad introdurre esenzioni dell’imposta in favore delle famiglie con reddito inferiore ai 27mila euro annui.