“Il fatto che episodicamente vengano sanzionate delle aziende – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – non giustifica il fatto che l’Autorità non abbia ancora reso noti gli elenchi”. Nei confronti di diverse aziende, infatti, ultimamente sono stati avviati procedimenti sanzionatori per la mancata comunicazione di informazioni necessarie alla vigilanza sul divieto di traslazione della maggiorazione IRES. Ma l’Autorità è chiamata a rendere noto l’elenco completo delle aziende, perché ancora non l’ha fatto?

Stiamo parlando della Robin Tax, la tassa che, teoricamente, doveva abbattere gli alti profitti dei petrolieri ma che, in pratica, ha penalizzato gli utenti. Sarebbero infatti 199, sulle 476 monitorate dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg), le aziende che avrebbero scaricato sulle famiglie la maggiore tassazione per un rincaro illegittimo delle bollette di 335 euro in 3 anni (2010-2012).
Ricordiamo che per legge l’Autorità avrebbe dovuto verificare che l’imposta non venisse ribaltata sui prezzi finali pagati dai consumatori. Ma evidentemente le cose sono andate diversamente.
Codici da tempo sta lottando per carpire quali sono, nello specifico, le aziende che hanno scaricato illegittimamente la Robin Tax sulle bollette dell’energia elettrica degli utenti, beffando così milioni di consumatori. Ma ad oggi, l’Associazione sta ancora aspettando gli elenchi da parte dell’Autorità.
Recentemente il Tar Lombardia aveva condannato l’Autorità dell’Energia a mostrare gli elenchi: con la sentenza N. 01271/2014 della sez 2 del TAR Lombardia, in accoglimento del ricorso del CODICI, si era finalmente aperta una nuova prospettiva di giustizia per il consumatore.
Ma la questione, in realtà, dura da molto tempo, perché già nel 2011, su 401 aziende controllate (1,4 miliardi di Robin Tax), ben 144 imprese avevano “sospettosamente” rincarato i prezzi ai clienti (508 milioni). Codici allora si era attivato per conoscere l’elenco delle aziende, ma l’Autorità per l’Energia si era rifiutata, mostrando un atteggiamento di scarsa apertura nei confronti dei consumatori.

La recente sentenza del Tar Lombardia non lascia dubbi: di fatto, ordinando la consegna degli elenchi a Codici, disapprovava il comportamento di chiusura dell’Autorità. È giusto sanzionare singole aziende che hanno commesso irregolarità, ma le informazioni che l’Autorità deve erogare sono ben altre e riguardano la totalità delle aziende che hanno agito sconsideratamente scaricando la tassa sulle bollette degli utenti. I consumatori, che già sono stati beffati dal rincaro ingiustificato, oggi chiedono giustizia e trasparenza delle informazioni, come indicato, del resto, dalla sentenza del Tar.