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Roma accoglie eCooltra, la prima azienda di scooter sharing elettrico

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  Dopo il successo ottenuto a Barcellona il servizio si espande anche a Roma, Lisbona e Madrid 

·       Con una flotta di 240 scooter elettrici, il servizio si pone l’obiettivo di raggiungere un totale di 28.000 utenti a Roma 

·       Si stima un risparmio di 100 tonnellate di CO2 nel primo anno di servizio

Roma, 27 aprile 2017eCooltra scooter sharing, il servizio di noleggio scooter elettrici a minuti, è stato presentato oggi a Roma e contestualmente a Lisbona e Madrid. eCooltra è un servizio lanciato da Cooltra, leader nelle soluzioni di mobilità su due ruote in Europa, che ora propone un nuovo concetto di mobilità in grado di integrare perfettamente il trasporto pubblico e il trasporto privato e aiutare a preservare l’ambiente promuovendo la mobilità sostenibile.

Con gli scooter elettrici eCooltra, a zero emissioni, è così possibile entrare in tutte le ZTL di Roma così come nel Tridente. La mobilità sostenibile promossa da eCooltra attraverso l’utilizzo di scooter elettrici rappresenta un importante traguardo per la mobilità della Città Eterna e un sicuro giovamento per la cittadinanza.

È necessario solo uno smartphone

Attraverso un servizio di libera circolazione, ovvero la possibilità di prendere e lasciare il veicolo ovunque si desidera – entro le limitazioni giuridiche e del servizio – l’utente diventa il proprietario, per i minuti necessari, di uno degli scooter elettrici eCooltra. È sufficiente scaricare l’app eCooltra sul proprio smartphone e registrarsi per individuare lo scooter disponibile in quel momento più vicino, prenotarlo e guidarlo a un costo di 0,24€ al minuto.

Una volta effettuata la prenotazione, l’utente ha 15 minuti di tempo (completamente gratuiti) per raggiungere lo scooter e iniziare il suo viaggio o in alternativa cancellare la prenotazione senza alcun costo aggiuntivo. Raggiunto il veicolo prenotato, l’utente dovrà aprire il vano sottosella in cui trova il primo casco (il secondo si trova nel baule posteriore). Lo scooter si accende senza chiave, attraverso il sistema chiamato Keyless Start/Stop con il pulsante collocato sotto il manubrio. Una volta completato il tragitto, posto lo scooter sul cavalletto, l’utente utilizzerà l’app sul proprio smartphone per mettere in pausa o terminare il noleggio, riponendo il casco nel vano sottosella.

“Abbiamo lanciato eCooltra a Barcellona ​​nel marzo 2016 con una flotta di 250 scooter e attualmente ne abbiamo in circolazione 360. Roma è una delle città più importanti e complesse d’Europa e il servizio eCooltra si pone come offerta complementare tanto al trasporto pubblico, quanto a quello privato” commenta Timo Buetefisch, CEO di Cooltra, continuando “abbiamo grandi aspettative riguardo il lancio di eCooltra a Roma: da subito la città potrà contare su una flotta di 240 scooter ma il nostro obiettivo è di ampliarla già nel 2018″.

Un progetto 100% tecnologico

Il servizio eCooltra è sviluppato in collaborazione con il partner tecnologico CEIIA, azienda specializzata nel settore aerospaziale, dell’automazione e della mobilità. Attraverso l’app, in grado di semplificare tutti i passaggi per il noleggio dello scooter, l’utente paga solo per il servizio effettivamente fruito. La formula “paga i minuti di effettivo utilizzo” comprende anche l’assicurazione RC.

Inoltre, lo scooter completamente elettrico incorpora la tecnologia di geolocalizzazione e di comunicazione, nonché computer di bordo che ne regola il funzionamento.

Per visualizzare il video che illustra le modalità di utilizzo di eCooltra clicca qui.

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eCooltra è un servizio di noleggio di scooter elettrici a minuti ideato dal gruppo Cooltra. L’attività di eCooltra è iniziata a Barcellona nel marzo 2016, come progetto pilota di scooter condivisi. eCooltra ha dato l’avvio al servizio con una flotta di 250 scooter elettrici Govecs, ampliata successivamente fino a raggiungere i 360 mezzi​​a Barcellona. I veicoli del servizio di scooter sharing eCooltra producono zero emissioni e sono equivalenti a un ciclomotore 50cc. Il servizio opera attraverso l’app per smartphone, che grazie a un sistema di geolocalizzazione consente all’utente di diventare il proprietario di uno scooter elettrico per i minuti necessari. Attualmente il servizio è presente a Roma, Barcellona, ​​Madrid e Lisbona. 

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Consumatori

Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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