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Roma in degrado. 8 su 10 bocciano Marino

Roma, ora più che mai serve una “Renovatio Romana”, città allo sbando, servizi insufficienti e degrado diffuso

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Roma, 24 ottobre 2014 – Il crollo dei consensi del Sindaco di Roma Marino, il cui operato è bocciato da otto romani su dieci secondo un’indagine SWG, è lo specchio della situazione della Capitale. Una città allo sbando, in cui l’inefficienza dei servizi pubblici, in primis il trasporto, e il degrado diffuso la fanno da padroni.

“Roma ha bisogno, urgentemente, di una “Renovatio”, che la trasformi completamente, riportandola allo splendore di un tempo – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – l’amministrazione capitolina ha fallito nel suo compito, sono i cittadini a dirlo. Il rinnovamento deve quindi partire dalla testa, Roma ha una necessità estrema di cambiamento, di modernità, di sicurezza. Sono numerose le criticità che affossano Roma:

· Il sistema di trasporti pubblici è al collasso: la riduzione delle tratte servite dalle linee bus, congiuntamente all’inefficienza dei mezzi circolanti (spesso fuori servizio o in rimessa in quanto non funzionanti) ha generato un’attesa media alle fermate di 30-40 minuti, in particolare nelle zone più periferiche; le linee metropolitane proseguono a singhiozzo, i vagoni sono vecchi di trent’anni, spesso senza aria condizionata e con forti ritardi, specialmente sulla linea B. Roma ha solo 40 km di linea metropolitana, un sesto rispetto alla media delle grandi capitali europee. Mentre gli autobus sono 0,7 ogni mille abitanti E l’aumento delle tariffe delle strisce blu ha causato un danno medio di quasi 200 euro per ogni lavoratore costretto a utilizzare la propria auto per recarsi a lavoro. Inoltre Roma ha il collegamento ferroviario verso l’aeroporto più caro d’Europa, in media in Europa il costo di un biglietto dal centro città in aeroporto su ferro costa 11,70 euro, circa il 20% in meno che a Roma.

· I rifiuti invadono i quartieri: intere zone e strade, dal centro alla periferia, continuano ad essere invase dai rifiuti, con conseguenze sul degrado urbano e sulla salute dei cittadini. E oltre al danno la beffa. Nella Capitale si spendono in media 320 euro l’anno per la tassa sui rifiuti, contro i 282 euro della media europea, ben il 13,4% in più, ma si arriva anche al 32,2% di differenza con Stoccolma, dove si pagano 242 euro l’anno, o al 15,7% con Madrid, dove la spesa si attesta sui 276 euro annui.

· Il degrado urbano è sempre più evidente: sia al Centro storico che in periferia i segni del degrado urbano e dell’incuria sono tangibili. Ancora oggi i camion bar la fanno da padroni davanti ai principali monumenti della città, molti giardini sono stati abbandonati a sé stessi, le piste ciclabili sono invase dall’erbaccia e dai rifiuti, le stazioni metropolitane sono terra di nessuno. Roma è sempre più uno sgradito suk. E l’intero settore turistico ne risente. Anche perché la city card offre pochi sconti e vantaggi rispetto a quanto previsto nelle altre Capitali europee.

· Col maltempo Roma diventa una piscina: la Capitale si è finora dimostrata assolutamente inadeguata ad affrontare qualsivoglia emergenza di natura meteorologica. Dalle stazioni metro con le cascate ai laghi formatisi sul Grande Raccordo Anulare, dalle buche veri e propri “crateri lunari” alle strade improvvisamente torrenti in piena, non c’è romano che quando piove non incrocia le dita sperando di non subire disagi. E l’inverno è alle porte.

· Sicurezza stradale: la combinazione tra traffico perenne e manto stradale in pessime condizioni rende la vita degli automobilisti romani un calvario. Oggi per entrare e per uscire da Roma attraversando le principali vie ci vuole almeno un’ora, nel migliore dei casi. E’ evidentemente una situazione non più sostenibile, che comporta perdita di tempo, di ore lavorative e di salute. Oltre a costituire un grave pericolo per l’incolumità dei cittadini le buche di Roma creano un danno anche a livello economico ai cittadini, visto che per il cambio di un pneumatico si spendono in media 150 euro.

La Capitale continua quindi ad essere una città invivibile per i suoi cittadini. Serve un deciso cambio di rotta rispetto al silenzio finora espresso dall’amministrazione capitolina. L’amministrazione ascolti i cittadini, ascolti il loro disagio, le loro difficoltà quotidiane e si rimbocchi le maniche intervenendo per risolvere concretamente i reali problemi che assillano la città.

Queste sono le nostre idee per un rilancio della Capitale che giriamo volentieri al Sindaco Marino:

· Nuovo e migliore piano di viabilità sia su strada che su ferro, con l’ampliamento della rete metropolitana e ferroviaria in interconnessione con la rete nazionale e contestuale miglioramento in termini di efficienza e qualità delle attuali infrastrutture. Va inoltre potenziata la rete ciclabile, in particolare nelle zone più periferiche.

· Sviluppo delle infrastrutture turistiche, sia ricettive che di mobilità e rilancio delle zone ad alta potenzialità turistica, come ad esempio gli scavi di Ostia Antica. Roma deve essere fruibile, l’accesso alla cultura diffuso.

· Rilancio e riqualificazione del Centro Storico di Roma e delle periferie, essenziale a livello territoriale, sociale ed economico. Tra gli interventi il rilancio delle piccole imprese commerciali e artigianali e lo sviluppo della mobilità.

· Investimenti sul decoro urbano sia al centro che nelle periferie. Occorre estendere i servizi di vendita offerti dalle edicole anche a snack e bibite. In questo modo si trasformerebbero in un vero e proprio presidio territoriale al centro storico e nelle periferie, sia per i cittadini romani che per i turisti. Le edicole rappresentano un momento di civiltà all’interno dell’ecosistema capitolino.

· Investimenti sulla sicurezza stradale: la completa eliminazione delle buche e dei tratti stradali disconnessi e la messa in sicurezza di tutti gli incroci e attraversamenti pedonali sono prioritari ma va garantito anche il rispetto delle regole: maggiori controlli e sanzioni più pesanti per coloro che passano il rosso presso gli incroci e per chi parcheggia in doppia fila. Pedoni e ciclisti devono avere il massimo rispetto.

ADOC

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Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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