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Roma Water, le casette dell’acqua di Roma- anche per i condomini

La Storia di un fenomeno che dura da oltre 3000 anni e che da oggi cambia forma.
Torna l’acqua della Capitale con il Brand ROMA WATER, per contrastare abusivismo e rifiuti.

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E’ stato presentato alle Autorità, ai cittadini e agli operatori di settore il progetto ROMA WATER, le innovative e eco-friendly casette dell’acqua promosse da Logica s.r.l e che potranno essere installate in luoghi pubblici e nei condomini di Roma. L’obbiettivo dell’iniziativa è quello di portare direttamente sulla tavola dei cittadini romani un’acqua microbiologicamente pura, con il giusto apporto di sali minerali e ph, ottima da gustare, ma allo stesso tempo un’acqua economica, sicura e che elimini i problemi di trasporto, di peso e di ingombro e che garantisca il massimo rispetto e la piena tutela dell’ambiente
Nel corso della presentazione del progetto, ha avuto luogo una tavola rotonda sul fenomeno delle Case dell’Acqua che ha visto la partecipazione di un parterre molto qualificato di relatori.
Il confronto ha preso avvio con un interessante excursus storico di Renato Drusiani di Federutility, che ha ripercorso la storia delle casette dell’acqua, le cui origini possono essere fatte risalire già agli antichi Greci.

La discussione si è spostata poi sulla diffusione odierna e soprattutto sugli aspetti regolatori e di mercato. In particolare si è discusso se le Case devono essere pubbliche e quindi pagate con i soldi dei cittadini o se è preferibile che siano private senza nessun costo per la collettività e se il costo della fornitura deve essere in tariffa indipendentemente dall’utilizzo dei singoli o più semplicemente ad effettivo consumo e quindi senza nessun onere per i cittadini che non usufruiscono del servizio. Sulla questione è intervenuto sia Lorenzo Bardelli, direttore servizio idrico dell’Aeeg che la dottoressa Bitetti dell’Istituto Bruno Leoni. Il primo ha sostenuto la necessità di una riorganizzazione affinchè sia chiaro che il costo del servizio non deve ricadere sulla collettività, e la seconda ha ribadito chiaramente la posizione dell’Istituto Bruno Leoni, ovvero che l’erogazione dell’acqua tramite le Case dell’acqua è e deve essere un servizio a mercato e pertanto sarebbe un errore creare condizioni di monopolio di fatto con i soldi dei contribuenti e creando così una concorrenza scorretta.
Il dibattito è proseguito con gli interventi di Legambiente (Zampetti), Coop (Pelosi) e Codacons (Graziussi) che hanno rimarcato l’importanza di questo servizio nella riduzione dei rifiuti, nel miglioramento del rispetto dell’ambiente e nell’incentivo a un cambio virtuoso del comportamento del consumatore nel preferire l’acqua di rete all’acqua in bottiglia.

La discussione si è conclusa quindi con la consapevolezza dell’importanza e dell’utilità sociale e per l’ambiente della diffusione delle Case dell’Acqua ma senza far ricadere l’onere sulla collettività.

All’evento è stata presentata la nuova macchina destinata ai condomini, supermercati ed alla altre location fuori dalle tradizionali piazze pubbliche.Un macchina estremamente ridotta per dimensioni ma in grado di erogare per qualità e quantità la stessa acqua delle casette di dimensioni tradizionali.
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L’evento è stato moderato da Luigi Gabriele, Public Affairs associazione consumatori Codici e sono intervenuti:
Legambiente, Giorgio Zampetti – FederUtility, Renato Drusiani – Istituto Bruno Leoni, Mariarosaria Bitetti- AEEGSI Direttore Unità servizi Idrici, Lorenzo Bardelli – Codacons Valeria Graziussi, Coop – Massimo Pelosi, Federalberghi, Comune di Cassino, Comune di Torre Cajetani, Talete Alessandro Fraschetti.

Fondazione Roma Capitale – Presidente Giorgio Heller & Logica s.r.l. CEO Silvano Morandi

Partner : Logica s.r.l. & Acqua TUA
Promosso da: Fondazione Roma Capitale
Media Partner: Consumerismo.it & Orizzontenergia.it

Le foto della presentazione di Roma Water a questo link
Il materiale dei relatori a questo link.

Per informazioni di natura commerciale contattare Logica s.r.l.

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Consumatori

2018 crescono i clienti domestici nel mercato libero. Soprattutto i 20-40 enni situati al Centro-Nord

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Elettricità: nel 2018 crescono i clienti domestici nel mercato libero
maggiore incidenza tra 20-40enni situati al Centro-Nord
Le anticipazioni del nuovo Monitoraggio retail 2018 presentate oggi a Milano
Milano, 20 febbraio 2019 – Continua a crescere la quota dei clienti che scelgono il mercato libero dell’energia elettrica: a fine anno 2018 le pmi sul mercato libero sono pari al 58% (4,3 milioni di utenze) e le famiglie al 46% (13,5 milioni) con picchi superiori al 50% in Umbria, Emilia Romagna
e Piemonte e un’altissima incidenza nelle fasce d’età dai 20 ai 40 anni. Non si arresta inoltre la crescita del numero delle società di vendita di energia elettrica attive, giunte a quota 554 unità (da 507 del 2017), con 290 società che operano come meri rivenditori. È quanto emerso dai primi risultati del
‘Monitoraggio dei mercati retail 2018’, anticipati oggi durante il convegno organizzato dall’ARERA a Milano “Monitoraggio retail: uno strumento per l’evoluzione del mercato”.
Durante la mattinata sono stati analizzati i dati completi del 2017 e, per la prima volta, sono state illustrate le potenzialità del nuovo monitoraggio, che sarà sottoposto a breve a una consultazione pubblica. Sfruttando il Sistema informativo integrato (SII), consentirà di comprendere con maggiore
efficacia lo sviluppo delle dinamiche concorrenziali e il livello di apertura dei mercati di energia elettrica e gas, nonché il livello di consapevolezza dei clienti, semplificando al tempo stesso gli adempimenti di venditori e distributori.
Con il nuovo monitoraggio sarà possibile inquadrare e descrivere in modo più completo e dettagliato il tipo di clientela, con cluster relativi alle caratteristiche dei clienti stessi (per esempio: età, genere, categorie commerciali o professionali delle utenze non domestiche), la zona geografica di fornitura, con focus regionali, provinciali e comunali, le offerte disponibili sul mercato (grazie alla mappatura del Portale Offerte) e le scelte operate dai clienti, il numero dei venditori, la loro dimensione e
collocazione territoriale. Infine, sarà più facile anche fruire dei nuovi dati prodotti, e della serie storica, perché saranno pubblicati con maggiore frequenza e saranno consultabili da tutti gli stakeholder in modalità open data.
Il Rapporto monitoraggio retail 2017 e il materiale del convegno sono disponibili sul sito.
www.arera.it

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Consumatori

Calcio 2018/19, sanzioni per 7 milioni di euro a SKY per pubblicità ingannevole e pratica aggressiva

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COMUNICATO STAMPA


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti di SKY Italia, accertando due violazioni del Codice del Consumo e irrogando alla società sanzioni per complessivi 7 milioni di euro.

L’Autorità ha rilevato che SKY non ha fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di serie A come nel triennio precedente.

Il consumatore appassionato di calcio, pertanto, in assenza di informazioni che veicolassero immediatamente e con la dovuta rilevanza i contenuti dell’offerta e in particolare le limitazioni sul numero di partite disponibili (7 su 10 per ciascuna giornata di campionato), sarebbe potuto facilmente incorrere nell’errore di ritenere compreso nel pacchetto SKY Calcio l’intero campionato di calcio di serie A, assumendo così una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso, ossia l’attivazione dell’abbonamento a tale servizio per la stagione calcistica 2018/19.

L’Autorità ha inoltre accertato che SKY ha attuato una pratica aggressiva in quanto ha esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei clienti abbonati al pacchetto SKY Calcio, i quali, a fronte di una rilevante ridefinizione dei suoi contenuti (riduzione del 30% delle partite di serie A e cancellazione dell’intero torneo di serie B) non sono stati posti nella condizione di poter assumere liberamente una decisione in merito al mantenimento o meno del pacchetto. Gli abbonati a tale servizio sono stati costretti a scegliere tra due possibilità, entrambe svantaggiose, ossia la prosecuzione degli addebiti, tra l’altro in misura invariata, nonostante il contenuto diverso e ridotto del pacchetto rispetto a quello originariamente scelto, oppure il recesso dal contratto a titolo oneroso, con il pagamento di penali e/o la perdita di sconti e promozioni connessi alle offerte con vincolo di durata minima.

Roma, 18 febbraio 2019

www.agcm.it

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Consumatori

Accordo Eni e RenOils per incrementare la raccolta degli oli alimentari usati e di frittura

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L’accordo prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed
educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili

Roma, 14 febbraio 2019 – Eni e RenOils, Consorzio nazionale degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, costituito nel 2016 con lo scopo di assicurare la corretta gestione della raccolta, del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e il riutilizzo degli oli vegetali e dei grassi animali esausti, hanno sottoscritto oggi un accordo di collaborazione volto a favorire il recupero degli oli vegetali esausti.
Eni, che attualmente utilizza circa il 50% degli oli alimentari usati disponibili in Italia, grazie anche alle aziende di rigenerazione aderenti a RenOils amplierà la possibilità di impiegare questi rifiuti per produrre biocarburante di alta qualità nella bioraffineria di Venezia, a Porto
Marghera, e a breve anche a Gela.
La lettera di intenti, sottoscritta oggi da Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni, e dal Presidente di RenOils Ennio Fano, prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti
per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili e di progetti di sensibilizzazione delle associazioni di categoria, dei consumatori e ambientaliste.
L’obiettivo è incrementare la raccolta e il corretto conferimento: oggi gli oli esausti prodotti a livello domestico sono quasi interamente dispersi. Nel 2018 sono state raccolte circa 75.000 tonnellate di olio alimentare di scarto, quasi esclusivamente prodotte dal settore della ristorazione e dell’industria, che rappresentano solo il 25% dell’olio prodotto in Italia, che ammonta a circa 280.000 tonnellate all’anno.
La maggior parte della produzione avviene quindi nelle case, e lo smaltimento avviene per lo più negli scarichi perché la maggior parte dei cittadini non sa che eliminare gli oli di frittura attraverso la rete fognaria può comportare gravi conseguenze ambientali. Oltre a intasare il sistema di scarico domestico e delle reti fognarie con incremento dei costi di manutenzione, lo smaltimento attraverso la rete fognaria pregiudica il corretto funzionamento dei depuratori, aumentando i costi di depurazione. Un litro di olio genera fino a 4 kg di fanghi di depurazione che dovranno poi essere gestiti come rifiuto, può giungere alle falde e rendere l’acqua non
potabile e crea inquinamento delle acque superficiali, cioè laghi, fiumi e mare con danni all’ecosistema, alla flora e alla fauna. Se disperso in acqua forma un “velo” che impedisce ai raggi solari di penetrare, causando ingenti danni all’ambiente.
RenOils ha l’obiettivo di contribuire in modo efficiente e partecipato alla gestione del sistema del riciclo degli oli esausti in Italia, incrementandone la raccolta. A oggi, sono 254 le associazioni e le imprese della filiera associate, a partire dai produttori di olio per uso alimentare, ai riciclatori e ai recuperatori del rifiuto. Il Consorzio agisce in mutualità per il conseguimento degli obiettivi ambientali che il Ministero dell’Ambiente (dal quale ha ottenuto il riconoscimento nel 2018) ha fissato per il settore. RenOils ha realizzato, in collaborazione l’Università di Roma Tor Vergata, il primo sistema di monitoraggio del comparto degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti (R_O_S) che opera su base geografica ed è fruibili all’interno di una piattaforma web. Questo tracciamento è di fondamentale importanza ai fini dell’accordo con Eni per l’impiego degli oli vegetali esausti per la produzione di biocarburante.
L’accordo siglato oggi è un ennesimo tassello delle iniziative di Eni finalizzate a mettere in atto un circuito virtuoso di “economia circolare” per la raccolta di materie di scarto che vengono, una volta purificate e rigenerate, trasformate in biocarburanti di alta qualità presso strutture industriali nazionali, dando piena valorizzazione a una risorsa energetica nazionale.

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